cooperative. ASTIR & C, MA FORSE SAREBBE MEGLIO GUARDARCI DENTRO…

Riprendiamo il tema dell’appalto degli “sfalci del verde” del Comune di Agliana, sul quale si aprono altre domande dopo aver conosciuto la prima cessionaria dell’appalto, la Gulliver
Astir è anche multietnica

AGLIANA. La vicenda dell’affidamento dell’appalto della manutenzione del verde pubblico si propone ad altre rivelazioni.

La cooperativa (si noti che le aziende private non cooperative sono praticamente assenti quando si parla di “Bandi pubblici”: perché?) cessionaria in prima battuta delle opere del bando è la Astir di Prato, venuta alla ribalta delle cronache grazie alle disavventure giudiziarie della Ceo Loretta Giuntoli, sotto inchiesta per frodi allo Stato nelle procedure di gestione e accoglienza dei migranti.

La Giuntoli non ebbe alcuna difficoltà a confessare agli inquirenti che, delle somme percepite dal bando della Prefettura, una metà circa (non importa la somma esatta, rilevando sul risultato la forma, non la sostanza!) andava al partito. Anche qui, non interessa specificare, ma si sappia che si tratta del più noto e preminente Partito Dominante, meglio noto come Pd.

Ritaglio sulla presidente dell’Astir

Astir è – purtroppo – celebre anche in Trentino Alto Adige e fa  da capofila a un consorzio di cooperative, 21 esattamente: 13 di tipo A (applicate nella educazione sanitaria, cioè scuole primarie e assistenze a disabili o anziani); 7 di tipo B (applicate nei servizi di facchinaggio, manutenzione verde e pulizie) e 1 solamente di tipo misto, per la formazione (e dunque, nella sicurezza, psicologia, sociale, lavoro, informatica e finanziati (un participio passato, davvero eloquente, trattandosi di una materia nella quale, siamo certi, hanno molto da insegnare a tutti).

Di Astir non importa acquisire i bilanci pubblici: saranno impeccabili, ma siamo portati a credere che il fatturato prevalente è svolto con gli appalti provenienti dalla comunità degli Enti comunali demokrats (si accettano scommesse).

Nel gruppo delle consorziate di tipo B, troviamo anche la nostra Gulliver che, per definizione, è preposta a svolgere “attività diversificate fra loro (agricole, commerciali, industriali, turistiche) finalizzate all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate”.

(da Fb di Astir)

Quest’ultima definizione, “svantaggiate”, è meritevole di nota, essendo riferita a persone che non potranno essere disabili (dovendo operare in modo abile), ma normo-dotate, solo svantaggiate nel senso della loro condizione sociale.

Dunque, la categoria potrà, anzi dovrà, comprendere i carcerarti, i migranti, i tossicodipendenti,i disoccupati, i giovani, gli psicopatici, gli alcolisti e affini.

Questa è una definizione di categorie che non dovrebbe vedere eccezioni, apparendo come perentoria. Sarà dimostrabile o meglio, è effettivamente tale, nelle pratiche di svolgimento dei lavori? Gli Enti cedenti svolgono delle verifiche sulla effettiva tipologia dei soggetti impegnati nella cooperativa, di secondo livello, praticamente impegnata nell’assolvimento del lavoro di cui all’appalto?

Gli addetti della Gulliver lavorano bene?

Di Astir sappiamo anche il nome del nuovo amministratore subentrato alla Giuntoli: l’ex Sindaco di Prato Claudio Martini (un nome una garanzia) assicurerà la necessaria discontinuità essendo uomo di apparato?

Ci colpisce questa preposizione d’intenti scritta a chiare lettere: L’attenzione alla persona si configura come il centro della nostra azione di impresa, attraverso la stretta collaborazione tra Privato Sociale ed Istituzioni Pubbliche, basata sull’integrazione di ruoli e competenze finalizzate al consolidamento di meccanismi di giustizia sociale e promozione del benessere nell’offerta delle prestazioni sociali.

Questa descrizione è la stessa che appariva sotto la guida della Ceo Loretta Giuntoli: dunque nessuno ha fatto una nota di autocritica, per le deliberate affermazioni di abiura sul passato, quando è scoppiato lo scandalo della gestione truffaldina sui migranti (affamati e abbandonati a loro stessi) con il retroscena di una cospicua frode allo Stato, cioè a tutti noi?

Silvia Andreini, Ceo di Coop Gulliver

Dopo la vicenda giudiziaria che ha travolto e che – a nostro modesto parere – la “caratterizzava” in modo tanto distinto nel passato, sarà il caso di controllare bene gli organigrammi e i dipendenti delle cooperative collegate all’attualità? È cosa giusta – ed economicamente sostenibile – pagare un servizio di un ente pubblico (Agliana l’ha fatto con determina di affidamento numero 135 del 6/10/2014 e dovrebbe predisporre un altro bando da un milione in 5 anni a brevissimo!) con una cifra maggiorata?

Per sapere a quanto ammonta la “doppia cresta”, servirebbe una inchiesta giudiziaria (ma qui non possiamo certo intervenire), dovuta al passaggio dell’appalto da Astir a Gulliver: non si potrebbe apporre al contratto la clausola magica “Il subappalto è proibito”? In fondo si tratta di opere non ad alta specializzazione professionale e comunque prestate da persone disagiate – in premessa e definizione – non “specializzate”.

Che ne pensa l’amministrazione Benesperi? Va tutto bene così? Si potranno consultare i contratti di subappalto delle due cessionarie o, anche questa volta, è meglio l’oblio e il basso profilo? Adesso avete meglio chiaro, cittadini della nostra area metropolitana, a cosa si riferiva il capitano Salvini, quando esclamò: “È finita la pacchia!?

Alessandro Romiti
[alessandroromiti@linealibera.info]


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