coronavirus. È UN VERO E PROPRIO 8 SETTEMBRE CON ROSSI CHE ABBRACCIAVA PER NON ESSERE FASCIOLEGHISTA E ORA IMPALLIDISCE E TREMA DOPO CHE REMASCHI S’È PRESO IL CORONA!

Purghe toscane di Enrico Rossi. Se non sostieni il Granduca, l’ufficio stampa dell’Asl ti deferisce alla Commissione di disciplina presieduta dal dottor Roberto Biagini. E sono guai seri!

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BOLLETTINO DI GUERRA

Il Granduca Rossi, un socialista che ha tagliato la sanità toscana, ma ha fatto erigere cinque nuovi ospedali inutili

 

San Jacopo di Pistoia, stamattina arrivati altri 7 contagiati. Fonte: unità infermieristica dell’ospedale con messaggio vocale delle 13:54 – durata 1 minuto e 43 secondi.

Situazione drammatica. I 7 nuovi sono entrati tutti in intensiva, ma i posti sono ormai agli sgoccioli. Si sono cercate soluzioni facendo spazio per i contagiati di Covid-19. Pistoia è quasi al limite di accoglienza e i ventilatori sono usati solo per i pazienti più gravi.

I sanitari insistono per far capire alla gente di spostarsi il meno possibile, ma la realtà è che bar, ristoranti e palestre (!) a Pistoia sono pieni e frequentati.

Ora che anche una unità infermieristica ha parlato, la signora Daniela Ponticelli dell’ufficio stampa Usl Toscana Centro potrà scatenare il trojan dell’Asl per individuare il/la colpevole e deferirlo/a alla Commissione di Disciplina presieduta dal dottor Roberto Biagini, per il licenziamento del caso.

Buona caccia al tesoro, ufficio stampa! Come quando Paolo Morello Marchese spese uno squasso di decine di migliaia di € al Ciocco (della famiglia Marcucci) per far «cacciare al tesoro» i suoi fedeli servitori-dirigenti scelti con il criterio della tessera come nei mosaici.

Per la sanità Pistoiese occorre notare anche che 20 milioni di euro all’anno per 5 anni (2015-2020) sono già costati 100 milioni di € dei cittadini.

L’ufficio stampa può ora scrivere una bella «tromboviolinata» spiegandoci il chiappo che ci hanno fatto i pistoiesi (anche di sinistra), invasati dai divini entusiasmi per il loro previdentissimo Granduca Rossi.


Consigli per gli intelligenti che vanno anche in palestra

 

di FELICE DE MATTEIS
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BISOGNA starsene in casa e non importa che i cretini di turno ce lo vengano a dire. Anzi, sapendo di non essere più credibili, ce lo fanno dire da artisti da strada tipo la compagna Alba Parietti, che sta riempiendo le tv oltre ad averci già esaurientemente riempito i coglioni.

Bisogna starsene in casa e limitare gli spostamenti perché qualche delinquente della politica nostrana ha provveduto prima ai suoi bisogni riempiendosi le tasche e poi ha smantellato la sanità pubblica che resiste solo perché gli Italiani “brava gente” si sanno arrangiare e i nostri operatori sanitari sono i migliori del mondo.

Insomma, la truppa, a cominciare da medici, infermieri e operatori sanitari, sono al pezzo e lì stanno e dimostrano che ancora non pochi italiani conoscono il senso del dovere, della disciplina e dell’abnegazione.

I generali, i “capi” – il rosso-Rossi docet – dimostrano ancora una volta che l’8 settembre è tornato. Ai tristi tempi c’erano i negroni americani, la loro gomma da masticare, le sigarette e le “signorine”.

Oggi c’è il distruttore della sanità toscana che, in autentico sentimento Lgtb, andava ad abbracciare i cinesi e voleva che anche noi lo facessimo e chi si azzardava a sollevare qualche sospetto era tacciato di “fascioleghista”.

Probabilmente quando è andato a cazzeggiare con i cinesi pensava di salvarsi con il Remaschi, assessore ai contadini e ai campi abbandonati (auguri!) che si è beccato – fonte Tv – un tampone positivo. Questi idioti non hanno neppure letto la famosa “Livella” di Totò.

Anche La Nazione suona il tromboviolino

Questo politico cialtrone e la sua corte composta da dirigenti in virtù di tessera e già per questo inaffidabili, e da lavandaie che usano, adesso, la penna, come un tempo lo spazzolone nei corridoi di certe strutture da vecchi, non hanno compreso che un venticello di tempesta si sta addensando sulle loro testoline di “cappero”. Occhio, perché se la gente si incazza, potrebbero essere guai seri. E forse sarebbe una bella e sana ventata.

Se la sanità a livello nazionale – da bravi compagni soprattutto quella regionale – non fosse stata smantellata per ordini superiori, e se tanti ospedali sono diventati ricettacolo di cani e porci, abbandonati e fatiscenti, la colpa è loro.

Se avessimo avuto presidi sanitari efficienti sul territorio, vedi San Marcello e Pescia, ora, quantomeno avremmo, avrebbero, la coscienza a posto; e fa pena e rabbia ascoltare un sindaco della nostra Montagna affermare che tutto è sotto controllo e che, dopo i rituali salamelecchi, nei quali è maestro, pardon, ingegnere, dichiara che “abbiamo messo a punto un modello organizzativo che è funzionale a sopperire alle esigenze che dovessero manifestarsi” etc. etc.

Uno strumento caro al potere: il tromboviolino o violinofono

Questo 8 settembre della sanità, a differenza di quello storico, ha un vantaggio: non vi permetterà di scappare, cari compagni. Prima o poi dovrete rendere conto.

Se c’è voluto un virus perché gli italiani comprendessero, beh, meglio tardi che mai!

Buona quarantena.

Felice De Matteis
[redazione@linealibera.info]
Nel decreto Contevirus è vietato anche esprimere opinioni?


PRECISAZIONE

 

Felice De Matteis si scusa  (e noi insieme con lui) per avere commesso un errore nell’indicare la persona che si è contagiata di Covid-19.

Precisa che non si tratta di Remaschi, assessore all’agricoltura, ma di Stefano Scaramelli, presidente della commissione sanità della Toscana.

Chiediamo umilmente perdono a Remaschi, a cui auguriamo buona salute all’aria aperta.

D’altronde, solo la sinistra in Italia non sbaglia mai. Tranne rade volte…


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