coronavirus. LA LETTERA AL PREFETTO DI CARLO VIVARELLI

Carlo Vivarelli, Partito Indipendentista Toscano

SAN MARCELLO PITEGLIO. A seguire la lettera che ho inviato al prefetto di Pistoia con varie richieste concernenti alcuni situazioni legate al Corona virus.

Carlo Vivarelli

San Marcello Piteglio (Pt), 13 Marzo 2020.

Da Carlo Vivarelli, Consigliere comunale del comune di San marcello Piteglio del Partito Indipendentista Toscano.

Al Prefetto di Pistoia.

Per conoscenza al Sindaco di San Marcello Piteglio, al Sindaco di Abetone Cutigliano.

Oggetto: richieste varie circa situazioni legate al Corona virus.

Egregio Sig. Prefetto,

Le scrivo per chiederLe informazioni circa alcuni fatti e situazioni accadute nella Montagna Pistoiese legate all’emergenza pandemica del Corona virus.

Innanzitutto, ieri mattina, circa alle ore 9.45 mi trovavo nell’area Copit di San Marcello P.se. È arrivata la notizia che alcune persone, presumo extracomunitari, erano saliti sull’autobus all’Abetone sprovvisti del documento di autocertificazione riguardo gli spostamenti. Gli impiegati hanno chiamato i Carabinieri, che hanno aspettato l’arrivo dell’autobus in questione. Innanzi tutto Le chiedo come sia possibile che a persone sprovviste di documentazione richiesta sia stato dato il permesso di viaggiare. Le chiedo inoltre chi erano queste persone, e con quale scusa hanno viaggiato. Le chiedo inoltre come sia possibile che con le città completamente deserte, questi signori possano violare le leggi allegramente. Le chiedo di sapere l’identità di chi ha consentito a queste persone di viaggiare.

Per secondo, riguardo alle persone cinesi che hanno alloggiato non si sa per quale motivo nei comuni di Abetone Cutigliano e San Marcello Piteglio, vorrei sapere se provenivano da zone rosse in Cina, e perché hanno soggiornato nella Montagna Pistoiese visto che sembra che siano residenti a Prato.

Le chiedo, per terzo, di rispondermi a quello che ha riportato la stampa, che per una o due persone risultate positive nei giorni scorsi al Corona virus, non residenti nella Montagna Pistoiese, ma che con il nostro territorio hanno a che fare probabilmente per motivi lavorativi, siano state predisposte otto quarantene, numero che è sembrato davvero inconsistente. Le chiedo se ci sono informazioni più precise: perché se per una persona che è positiva si ordinano così poche quarantene, ci risulta ovvio che la misura adottata pare davvero inconsistente, oltretutto persistendo il fatto che ci risulta che nella Montagna Pistoiese non vengono fatti tamponi, cosa che personalmente trovo allucinante.

Per ultimo, purtroppo ho avuto due infarti ed ho il diabete, sono dunque in una categoria a rischio, ho richiesto alla Usl Toscana Centro via Pec di sottopormi volontariamente al tampone e alle analisi riguardo il Corona virus. Non ho nemmeno avuto risposta, e per questo farò causa alla Usl. Oltre questo, ho cercato per la mia sicurezza e per quella di chiunque io possa incontrare, una mascherina in farmacia. Dette mascherine, a distanza di più di due mesi dallo scoppio dell’allarme epidemia, non esistono, fatto questo che trovo nemmeno commentabile. Le chiedo risposta riguardo gli annunci fatti dal capo della Protezione Civile, Borrelli, concernenti l’invio nel territorio italiano di dette mascherine: Lei è in grado di comunicarci se esse mascherine saranno a disposizione anche della popolazione della Montagna Pistoiese? Per inciso, volevo donare il sangue, ma non mi muoverò dalla mia abitazione, per timore di infettare qualcuno, o essere infettato.

In attesa di un Suo riscontro, Le auguro buon lavoro e

Le porgo i miei più

Distinti Saluti.

Carlo Vivarelli

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