coronavirus. LA SCOMPARSA DI FRANK BEY, UN GRANDE DEL SOUL

Frank-Bey-e-Matteo-Fagioli

PISTOIA — PORRETTA TERME. Questo 2020 non è certo un anno che, almeno per ora, ricorderemo per il suo carico di buone notizie. Tra le tante cattive nuove che ci hanno raggiunto in questi primi mesi se ne aggiungono due davvero particolari per l’Associazione Culturidea.

Il Porretta Soul Festival, il più importante festival mondiale del genere legato alla meravigliosa musica di Memphis e dintorni, è rimandato al luglio del prossimo anno. Oltre a questa brutta nuova è giunta quella che il corona virus si è portato via la splendida voce di Frank Bey (qui in foto con il giovane sassofonista Matteo Fagioli).

Lo stesso Bey in questa edizione sarebbe stato oggetto del dono che Culturidea offre ai grandi artisti che calcano il palco del Rufus Thomas Park. Uno dei meravigliosi ritratti realizzati da pittori innamorati della manifestazione come Annalisa Fusilli, Michele Bordon, Sofia Vermigli, Arianna Papi sarebbe stato indirizzato proprio a questo leone del soul. Nel corso degli ultimi anni Culturidea è sempre stata presente sul palco del Rufus Thomas Park a premiare gli artisti più importanti del Festival organizzando anche una mostra di pittorica di Annalisa Fusilli e fotografica di Fiorenzo Giovannelli.

Nato e cresciuto a Millen, in Georgia, Frank Bey era il settimo di dodici figli nati dalla cantante gospel Maggie Jordan. Ha iniziato la sua carriera di cantante esibendosi in un coro gospel all’età di quattro anni. Insieme a suo fratello e due cugini, il loro gruppo “The Rising Sons” ha girato il Sud facendo apparizioni dal vivo e trasmissioni radiofoniche. Rimase con questo gruppo fino all’età di 13 anni quando il gruppo si sciolse. Ha anche cantato con sua madre in concerti locali, dove ha avuto l’opportunità di aprire spettacoli di gruppi famosissimi nel genere come i Five Blind Boys of Alabama, i Soul Stirrers di Sam Cooke e altri ancora.

Il giovane cantante lasciò casa quando aveva soli 17 anni e si trasferì a Filadelfia, dove lavorò per due anni e mezzo come autista per Gene Lawson, il manager di Otis Redding. Otis Redding a volte era ospite di Gene Lawson sul sedile posteriore dell’auto durante i viaggi tra un concerto e l’altro e così ebbe occasione di ascoltare la bellissima voce di Bey. Redding, colpito dalle doti del giovane cantante di Millen gli dette la possibilità di essere il cantante di “apertura” dello show.

Dopo la tragica scomparsa di Otis Redding, Frank Bey proseguì la carriera solista. Nel 1976 Bey produsse The Sunset of Your Love per l’etichetta Country Eastern Music.

L’artista poi rimase, per problemi di salute ed altri interessi economici, fuori dal panorama musicale per diversi anni. Il suo grande ritorno si concretizzò quando fu portato dal blues DJ Noel Hayes nella Bay Area in California per esibirsi con il chitarrista Anthony Paule e altri musicisti della zona.

I due hanno poi pubblicato tre album, You Don’t Know Nothing (Live), Soul for Your Blues e Not Goin ‘Away tra il 2013 e il 2015. Grazie a questa importante collaborazione Frank Bey è diventato rapidamente uno dei beniamini del Sweet Soul Porretta.

[culturidea]

 

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