coronavirus. LATTE OVINO INVENDUTO, ALLEVAMENTI E CASEIFICI TOSCANI ALLO STREMO. ATTIVARE RISORSE BANDO INDIGENTI

Intanto fra agricoltura toscana e Gdo prove di collaborazione per dare ossigeno a tutta la filiera
C’è crisi..

FIRENZE. Il latte ovino toscano rischia di essere buttato al macero. Come già evidenziato dalla Cia Toscana nei giorni scorsi il settore ovino del pecorino toscano è alle corde a causa dell’emergenza sanitaria Coronavirus. Il latte ovino non viene ritirato e i piccoli caseifici toscani, avendo le celle piene, non possono più trasformare il prodotto.

Rinnoviamo il nostro appello al Governo. Cia Toscana chiede che nei due bandi aperti da Agea, il 25 marzo, del valore complessivo di 14 milioni di euro per l’acquisto di Pecorino Dop da destinare alle persone indigenti attraverso la rete degli enti caritativi, venga acquistato anche il Pecorino toscano ed inseriti i formaggi a pasta fresca, se davvero si vuole dare un supporto concreto a tutta la filiera. Con questo intervento possiamo sostenere i caseifici medio-piccoli – sottolinea la Cia Toscana, — che sono presenti sul territorio e utilizzano il latte dei tanti pastori in difficoltà e gli allevamenti che hanno latte ovino invenduto e che rischiano di doverlo buttare visto che la trasformazione sta continuando a disdire gli accordi per il ritiro.

Se ne è parlato anche nell’incontro, in video conferenza, che si è svolto con la Regione Toscana — con gli assessori Marco Remaschi e Stefano Ciuffo —, con le associazioni agricole e la Grande distribuzione organizzata. Incontro da ritenersi positivo.

La possibile disponibilità della Gdo verso l’approvvigionamento delle produzioni agricole toscane rappresenta una buona notizia per la Cia Agricoltori Italiani della Toscana, in un momento di estrema difficoltà per l’intera economia alle prese con l’emergenza sanitaria Coronavirus.
«Come da noi auspicato nei giorni scorsi – sottolinea il direttore Cia Toscana Giordano Pascucci – le intenzioni della distribuzione organizzata di distribuire i prodotti agricoli toscani, fra cui i formaggi pecorini e formaggi freschi, in questa fase in forte difficoltà, è un ottimo punto di partenza. La nostra richiesta è che questa collaborazione possa proseguire anche nel post emergenza sanitaria e si possa strutturare diventando un rapporto stabile per dare solidità a tutti il comparto agricolo toscano».

Intanto la Gdo che ha manifestato disponibilità verso l’apertura di nuove collaborazioni per la promozione di prodotti locali, attraverso un’intensificazione dei rapporti con i produttori. Inoltre saranno studiate altre forme di promozione nei propri punti vendita per spingere il consumo di prodotti freschi, cercando di privilegiare le etichette locali e certificate.

[cia toscana]

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