coronavirus-pescia. SAN DOMENICO, IL PRESIDENTE CAMARLINGHI: NON SIAMO SULL’ORLO DEL COLLASSO

Il presidente della struttura esclude ulteriori contagi all'interno della casa di cura e risponde alle denunce di mancanza di sicurezza all'interno. Ci sono le mascherine, fatta anche la bonifica dell'edificio e del giardino. Iniziato un percorso di collaborazione con l'altra casa di riposo presente sul territorio con le stesse problematiche. Ma quali?
Il San Domenico di Pescia

PESCIA. [a.b.] Un chiarimento (tardivo?) sulla situazione della casa di cura San Domenico e sulle denunce di carenze di sicurezza per gli operatori arriva oggi dalla dottoressa Ilaria Camarlinghi, presidente della struttura pesciatina. ’

Da ieri circolano, a mezzo social e sui quotidiani di informazione cittadina, notizie che riferiscono di un S. Domenico sull’orlo del collasso a causa dei contagi da Coronavirus presenti in struttura, coadiuvate dallo sfogo, definiamolo così, di qualche operatore che riferisce, anche dalla tranquillità’ delle mura domestiche, di lavorare senza idonei dispositivi di protezione.

In relazione a quanto appreso e letto personalmente, avverto l’ovvio dovere di specificare quanto segue, ritenendo di svolgere anche un utile servizio di informazione rivolto alla cittadinanza sull’utilizzo delle mascherine e di rinnovare i medesimi concetti a quei dipendenti a cui sembrano essere sfuggiti, nonostante una riunione formativa da me tenuta assieme ai responsabili della Cooperativa KCS nel mese di febbraio, dove di comune accordo decidemmo anche di chiudere la struttura alle visite esterne, ancora prima che ce lo imponesse il decreto ministeriale del 9 marzo.

Esistono 3 tipi di mascherine: chirurgica, FFP2 e FFP3; le ultime due si usano quando si eseguono procedure che generano aerosol, come l’intubazione di un paziente o perchè sottoposto a ventilazione non invasiva: queste manovre si eseguono in ospedale, nei Pronto Soccorso, nelle terapie intensive, nei reparti di Malattie Infettive.

Le mascherine chirurgiche si utilizzano, invece, per assistere casi sospetti o confermati ,insieme a guanti e camice monouso, che possano usufruire di assistenza domiciliare stante le buone o discrete condizioni di salute.

La targa

Detto questo a San Domenico non mancano tali presidi.

La Protezione Civile, tramite il Comune, e ringrazio entrambi ,la scorsa settimana ci ha consegnato 400 mascherine, che pur essendo state cucite presso i vari domicili di Pescia e aziende riconvertite ( grazie!), conservano tutti i requisiti di sicurezza di una normale mascherina chirurgica, con la possibilità di essere lavate, disinfettate e riutilizzate; altre mi sono arrivate da donazioni di privati, altre dalla SDS, altre le avevamo già a disposizione.

Confesso che al momento c’è qualche difficoltà a coprire i turni di lavoro, questo perché la metà circa degli operatori, in meno di 24 ore dalla scoperta del primo caso, si è messa a casa, adducendo sintomi e motivi di sicurezza familiare, io aggiungerei anche l’umana paura, senza però mancare di sottolineare che anche i pochi che sono rimasti presenti sul posto di lavoro con coraggio ed abnegazione hanno una famiglia, ma anche un posto di lavoro che stanno difendendo per chi non c’è!

A loro il mio commosso e sentito grazie, con la pubblica promessa che non sarà un grazie fatto di sole parole.

Nel frattempo abbiamo assunto personale a tempo determinato, molto difficoltoso da reperire per la grande richiesta che c’è nelle strutture pubbliche

.Nella notte di domenica e nella giornata di lunedì tutta la casa di riposo è stata bonificata. giardini compresi, da una ditta specializza, abbiamo creato delle zone filtro per garantire ai dipendenti una corretta vestizione e svestizione, non mancano disinfettanti a base alcoolica per garantire l’igiene profonda e quotidiana di tutte le superfici.

Purtroppo da ieri un’altra casa di riposo della nostra città versa nelle stesse condizioni, ma abbiamo iniziato un percorso di collaborazione reciproca fermamente convinti che l’unione fa la forza, mai come adesso!

Approfitto delle ultime righe per salutare tutti, perchè da oggi non seguiranno altri miei comunicati oltre a questo, certa che comprenderete che ogni nostra energia deve essere ora finalizzata al bene degli ospiti delle strutture, ai lavoratori, alla tranquillità delle loro famiglie.

Ci sentiremo presto ,quando sarà possibile rivolgervi un invito a fare una merenda nel nostro bel giardino, quando tutto questo sarà solo un brutto ricordo. Forza, coraggio e un abbraccio a voi e alle vostre famiglie

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