coronavirus. SEI NUOVI CASI POSITIVI IN PROVINCIA DI PISTOIA

L'odierno aggiornamento dell'Ausl Toscana Centro ci consegna un quadro della situazione abbastanza rassicurante anche se c'è stato un caso in più rispetto ad ieri. Il trend comunque è in diminuzione. Segnalato un decesso in provincia di Pistoia, quello al "San Domenico" di Pescia
Covid-19

PISTOIA. Alle ore 18 di oggi in provincia di Pistoia sono stati rilevati dall’Asl Toscana Centro 6 casi positivi al Covid-19: 1 a Lamporecchio, 2 a Montecatini Terme, 1 a Pistoia e 1 a Serravalle Pistoiese. Di questi tre persone sono state ricoverate all’Ospedale e 3 sono state messe in quarantena a domicilio. Ieri i casi erano stati 5. I dati a livello provinciale possono considerarsi abbastanza incoraggianti nonostante la lievissima flessione. La tendenza – se consideriamo anche i dati dell’intera area dell’Ausl Toscana Centro è in netta diminuzione. Nelle ultime 24 ore infatti ci sono stati 30 nuovi casi che sono oltre la metà dei casi registrati ieri (65). In provincia di Pistoia c’è da segnalare il decesso della donna ospite della casa di cura San Domenico di Pescia. Nel pratese ci sono stati invece 4 casi (2 a Montemurlo e 2 a Prato) di cui 3 ricoveri e i quarantena a domicilio. Dunque un caso in meno rispetto all’aggiornamento fornito dall’Ausl Toscana Centro ieri sera.

Per il presidente della provincia Luca Marmo seppure le ultime ventiquattro ore abbiano consegnato un quadro che confermerebbe la tendenza al miglioramento (come direbbero i dati nazionali e regionali) “il condizionale è d’obbligo in un fenomeno come quello che ci troviamo ad attraversare per sua natura in forte evoluzione”. Al San Jacopo sarebbero ancora ricoverate 72 persone di cui 16 in terapia intensiva. Nelle ultime 24 ore ci sono state 10 dimissioni.

“L’invito è, ancora una volta, al rispetto delle misure di distanziamento sociale attive. L’esperienza di queste settimane ci dice che combattiamo con un nemico non solo invisibile, ma anche infido al punto da manifestarsi in modo più o meno grave nel dieci per cento dei casi. Nella rimanente parte è quasi del tutto irriconoscibile. Questo ci fa pensare che, ovunque, i casi che conosciamo sono molti meno di quelli che circolano e, quei casi, potremmo essere noi stessi. Di qui la necessità di continuare a mantenersi distanti e a usare tutte le precauzioni nelle occasioni in cui sia necessario 

Andrea Balli

[andreaballi@linealibera.info]

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