corporazioni. LE MISERICORDIE TOSCANE SENZA PECCATO

Alberto Corsinovi, Presidente regionale delle Misericordie

FIRENZE. I meeting sono sempre un poco autocelebrativi e densi di retorica come condimento essenziale, appunto, della referenza.

Quello della Federazione regionale delle Misericordie chiuso da poche ore, lo è stato massimamente e noi che abbiamo più volte trattato la cronaca schierati a fianco della Misericordia di Oste sulla lite con l’Arciconfraternita pratese, non possiamo non registrare delle interessanti dichiarazioni del Presidente regionale della Federazione Alberto Corsinovi che, sul commissariamento di Oste ha dichiarato: spiace l’avversità dimostrata dal parroco di Oste e dal vescovo di Pistoia, monsignor Tardelli. In questo impegno per la legalità però non faremo sconti, neppure di fronte a rappresentanti della Chiesa.

Ci preme proporre l’esegèsi della impegnativa proposizione di Corsinovi. Cosa voleva dire? Quali “sconti” e a chi, sarebbero intesi?

Forse, intendeva dire che sua Eccellenza Monsignor Fausto opera e/o “copre” comportamenti illegittimi? Stupisce che Corsinovi abbia avuto l’ardire di criticare il prelato pistoiese che, anche in tempo di critica alle gerarchie e al pensiero di Francesco (altro preminente vescovo, di Roma), potremmo giudicare come un atto di “molta o poca fede”. Oppure di insubordinazione. Giudicate voi.

Mons. Fausto Tardelli

Certo è che la completa e diametrale contrapposizione tra i vescovi di Prato e Pistoia sulla lite con Oste è certamente un segno dei tempi: la Federazione toscana delle Misericordie ha – nel caso di Oste – fatto ricorso alla Giustizia terrena rinunciando a quella di Dio, ignorando sul punto il pensiero di San Paolo apostolo.

Il procedimento giudiziale è incardinato da un anno e ancora non ha avuto una definizione del giudice di prime cure: quando sarà concluso, e solo allora, potremmo forse dire summus jus, summa iniura. Solo allora.

Il Cardinale Giuseppe Betori

Peccato che sull’argomento niente abbia detto il Cardinale Betori, fatto destinatario di una accalorata lettera di una coppia di ostigiani.

È comunque dimostrato che la Diocesi di Pistoia sembra non essere mai stata molto allineata con la Federazione toscana: già il compianto Vescovo Mansueto aveva fatto una critica (maggio 2013), affermando che le Misericordie devono tornare a viaggiare sulle ruote del Vangelo*.

Mons. Mansueto Bianchi

Di questo autorevole e scomodo appello, non è mai stata fatta alcuna citazione, in alcun meeting.

Dunque ci perdonerà il Presidente nazionale Trucchi e Corsinovi se glielo riproponiamo noi, per esteso nel margine inferiore dell’articolo e in un link?

Riguardo all’appassionato intervento di Corsinovi, dedicato all’impegno della Federazione toscana delle Misericordie, che “ha portato al commissariamento di alcune confraternite” (tra le quali spiccano quella d’Isola Capo Rizzuto e Pisa), bene ha fatto a rinnovare l’appello per la legalità.

Quando si lamenta per la classe politica “sorda e distante” che si “ricorda e si fa vicina al volontariato solo in prossimità delle scadenze elettorali”, si riferisce forse all’iniziativa del suo dirigente calabrese Sacco (reputato arrogante e provocatorio), che nell’estate di tre anni fa d’intesa con il d.g. Andrea Del Bianco, voleva impiegare (da qui il ricorso alla politica ?) il comandante Schettino a fare lo scafista al servizio delle Misericordie, facendogli così scontare la pena carceraria in modo soffice, ma anche remunerativo?

(*) Il Vescovo Mansueto Bianchi ha stigmatizzato la deriva alla quale sembrano trovarsi abbandonate tutte le Confraternite della Misericordia, mancanti dell’autentica storica vocazione d’ispirazione evangelica, ovvero di fattiva predicazione dei valori Cristiani. Questo il suo intervento: “… sono in atto dinamismi che stanno portando queste realtà (le Misericordie – n.d.r.verso una dimensione puramente aziendale e non si deve mai dimenticare di non sganciare l’ambulanza dal Vangelo perché l’ambulanza, nella Misericordia, viaggia sulle ruote del Vangelo. Occorre rievangelizzare questi spazi”.

[Alessandro Romiti]

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