corsi anti-omotransfobia. AGLIANA NON VUOLE ESSERE “RIEDUCATA” DALLA SINISTRA

No di Agliana alle lezioni nelle scuole

AGLIANA. L’amministrazione aglianese dice un netto “no” alle lezioni libere da programmare nelle scuole a favore dell’anti-omotransfobia, nonostante le bizze più o meno dell’opposizione.

Anche un fiero manifestante pro life si è presentato in piazza della Resistenza a sostenere la maggioranza con un eloquente cartello a favore della bocciatura della più ideologica mozione della sinistra che ha tolto l’ossigeno a tutti per oltre 74 anni.

Delle tredici mozioni in corso, le più significative sono state tre: quella sullo scioglimento del servizio associato di polizia municipale tra i Comuni del Mont-Ana, quella sulla prevenzione e lotta alla omotransfobia e quella sull’installazione di attrezzature di tipo inclusivo per disabili nei parchi comunali. E intanto Guercini si è oggi ben ricollocato nella sua naturale posizione di concubino d’opposizione a fianco del Pd, del quale è tornato ad essere succedaneo di estremità, anche se il capogruppo della Lega gli ha ricordato chiaramente che settant’anni di “cooperazione rossa” sono  finiti.

Secondo Nerozzi, Betti è stato l’autore del fallimento della fusione del Mont-Ana

Sulla vicenda del servizio associato di polizia municipale, va sottolineata l’assenza della funzionaria Paola Nanni, che però si era presentata al precedente consiglio di Montale (Comune che la paga al 30%) anche proponendo un suo discutibile intervento.

La comandante Nanni non ha invece avuto fiato e tempo da perdere per i cittadini di Agliana: un gesto, assai peggiore di quello che avrebbe potuto inventare il detestato Salvini, nei confronti dei cittadini aglianesi, che le hanno pagato circa il 70% del suo stipendio e che non hanno mai potuto «godere» pienamente delle sue manageriali doti e attività di direzione e controllo (?) impreziosite da «sovrumani silenzi e profondissima quiete» di leopardiana memoria, e da una ben visibile e tracciabile disorganizzazione (cioè: smontaggio, pezzo-a-pezzo) del servizio aglianese, scompensato rispetto a quello del suo eletto “natìo borgo selvaggio” di Montale.

Alfredo Fabrizio Nerozzi, oggi consigliere di opposizione, ha accusato Ferdinando Betti di sabotaggio

Nerozzi – rientrato, dopo una consiliatura da Presidente, come consigliere di opposizione – è stato impietoso quando ha chiarito, senza sconti, che il vero responsabile del fallimento dei servizi associati tra i due Comuni è stato il Sindaco Betti stesso.

Il primo cittadino di Montale ha tradito le intese con i delegati regionali e con il suo omologo di Agliana, Mangoni, facendo fallire (e forse sarebbe il caso di dire meno male!) il progetto di fusione dei due Comuni che doveva attuarsi tramite referendum territoriale.

Betti ha così impedito una armonizzazione dei servizi, imponendo misure coercitive che hanno duramente penalizzato entrambi i Comuni. Se il progetto fosse andato avanti, da Roma sul Mont-Ana sarebbero arrivati milioni di euro – si diceva –, che ben sarebbero serviti per le infrastrutture dei due Comuni e il loro territorio, rendendo possibile l’assunzione di personale in deroga a ogni patto vincolistico, oltre che la riconversione dell’inceneritore in una piattaforma di riciclo.

Un sabotaggio in pieno stile, dunque, quello di Betti, anche se poi la comandante Nanni ha tentato di far cadere tutta la responsabilità su Mangoni, attaccato in sua assenza durante il consiglio comunale di Montale – ma a Mosca, di solito, le cose andavano e vanno così…

La agioniera Bellini ha viaggiato a due velocità?

Si è trattato, dunque, di una serie di servizi associati condizionati oggi dagli effetti di “sabotaggi” diversi, dei quali i più gravi sono il ritardo dei bilanci di esercizio: la ragioniera Tiziana Bellini è stata, infatti, puntuale e tempestiva a Montale, ma non altrettanto con Agliana. E la consistente riduzione di agenti di polizia municipale sul territorio delMont-Anam ha privato la comunità del presidio del territorio; mentre la copertura di interessi privati di cordate di immobiliaristi e congregazioni varie, che hanno interessi a “scavalco” sui due Comuni (questioni del Carbonizzo di Fognano o della cooperativa rossa Pane & Rose), ha svilito la correttezza dell’azione amministrativa a sfavore del bene comune dei cittadini.

Sulla mozione contro l’omotransfobia, il Consiglio è stato ricevuto da un solitario manifestante pro life, Emanuele Giacomelli, che ha esibito con fierezza e orgoglio un cartello in difesa dell’ovvio: “babbo + mamma = famiglia”. Lo sa la sinistra aglianese che omofobo di spicco è stato Che Guevara? Ma oggi, forse, «l’impresa eccezionale (dammi retta) è essere normale» (Dalla).

Emanuele Giacomelli era presente per incoraggiare un “sì” alla famiglia naturale, oggetto di pestaggio ideologico

Infinita la serie di eccezioni, osservazioni, repliche e contrasti deduttivi sulle più svariate e colorite pronunce dei vari consiglieri: Guercini e Vannuccini non hanno sentito storie, la mozione è etica e nobile, dunque doveva essere approvata.

A niente è servito l’invito del Sindaco Benesperi e di Ciottoli a portarla in commissione per esaminarla in modo più ponderato e qualificato anche grazie alla presenza di esperti: niet hanno detto i due alfieri del mondo Lgbt.

La mozione è stata bocciata perché tendeva chiaramente a introdurre nelle scuole – in modo subliminale e progressivo – dei corsi di sensibilizzazione alla cultura delle diversità, ovvero alla normalizzazione dell’anomalo, con la diffusione dei matrimoni omosessuali, lo sdoganamento delle tendenze omo, il genderismo, la fluidità di genere e quant’altro correlato a tale dimensione umana che non è prevalente sulla terra.

Baroncelli è stato molto duro con l’opposizione, ricordando le angherie subìte da parte della sinistra nella precedente consiliatura

I consiglierei di maggioranza e il Sindaco avevano colto l’invito del capogruppo Baroncelli a indossare un nastro giallo per solidarietà con le famiglie danneggiate dalle drammatiche vicende di Bibbiano: un evento che ha caratterizzato la serata e che, con la rievocazione anche della terribile vicenda del Forteto, ha permesso una severa reprimenda delle istanze dell’opposizione.

Una mozione chiaramente ideologizzata, quella sull’anti-omotransfobia, a tratti farneticante e strumentale – come ha sostenuto Baroncelli, per replicare alla mancata adesione di Agliana al Toscana Pride di Pisa. Anche per il pentastellato Bartoli, niente accoglimento della proposta di emendamento alla mozione: era peggiore la toppa del buco, è stato detto.

La mozione numero 13 sulla “riqualificazione dei parchi con giochi inclusivi (per i disabili)” è stata accolta ricordando, però, che l’amministrazione di Mazzanti la bocciò sul Comune di Quarrata: un vero mistero della politica, viste e considerate le costanti predicazioni del Pd in tutela dei disabili.

L’opposizione, con Guercini (fuori campo) Bartoli, Nerozzi, Romiti e Vannuccini

Il consigliere Lorenzo Romiti ha tentato di far deragliare il tutto con un emendamento apposito, pleonastico e risolto subito nella sua natura di doppione, solo utile alla ricerca di un voto per rivendicarne il merito (indebitamente, vista la bocciatura del Pd di Quarrata sulla medesima mozione).

Anche qui Bartoli si è distinto in una eccezione sintattica che, solo lui – che l’ha testardamente rivendicata e contestata – avrebbe visto nel testo della mozione proposta dalla maggioranza.

Un preteso argomentativo incomprensibile sull’ipotesi di una già attuata costruzione dei “giardini inclusivi”, un fatto che è stato duramente bacchettato nel contraddittorio dallo stesso Sindaco in un insolito battibecco, ma che ha però impedito al nobil homo Bartoli di aderire con un “sì” al progetto di tutela dei disabili.

Alessandro Romiti
[alessandroromiti@linealibera.info]

Vedi anche: https://www.linealibera.info/gomorra-quando-anche-un-ovosodo-puo-fare-una-profezia-da-nostradamus/


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