“CORSINI BIANCHI E CORSINI NERI” A PISTOIA

La ricchezza degli archivi e la storia pistoiese narrata nell’ex chiesa di Pulica, sabato 12 settembre, alle 16:30
Invito della giornata
Invito della giornata

CORSINI-PISTOIA. Giunge all’undicesima edizione la rassegna Corsini Bianchi e Corsini Neri, un appuntamento culturale sulla storia di Pistoia organizzato ogni anno a settembre nella splendida cornice di Pulica dall’Irsa, istituto di ricerche storiche e archeologiche.

L’ex chiesa di San Michele a Pulica, che da un elegante terrazza panoramica domina la piana e le campagne circostanti, si raggiunge agevolmente da sopra Sant’Alessio: basta inserirsi nell’omonima via di Pulica deviando da via di Mezzomonte, la panoramica che unisce Il Postino a Candeglia.

La giornata, intitolata I Corsini nelle faide tra Panciatichi e Cancellieri, come ogni anno prende spunto da un periodo storico abbastanza circoscritto della storia locale per poi concentrarsi su particolari inediti delle cronache o del vissuto sociale.

Francesca Rafanelli
Francesca Rafanelli

La parte generale sulle guerre intestine pistoiesi verrà introdotta da Francesca Rafanelli, specializzata in archivistica e biblioteconomia alla scuola Vaticana, che da anni partecipa alla manifestazione dei Corsini, relazionando in maniera divulgativa su vari aspetti d’interesse storico, dagli organi alla vita quotidiana passando per il denaro e la guerra.

«Lo faccio con passione perché sono affezionata a questi luoghi e agli organizzatori» risponde. Panciatiche e Cancellieri non ci sono più, ma le “faide”? – incalziamo con non troppa ironia. «Mai finite!», esclama.

Sauro Corsini, ricercatore Irsa, apprezzato divulgatore su riviste locali di cronache archivistiche, avrà invece il piacere di raccontare per la prima volta un fatto di cronaca ritrovato consultando gli archivi: “1537 – Gabriello Corsini partecipa agli scontri”.

«Si tratta di un mio antenato, coinvolto, suo malgrado, in una giornata di violentissimi scontri sulla Sala. Lui faceva il macellaio e si mise in salvo tra mille peripezie, evitando di rimanere scannato anche grazie ai coltelli della sua bottega usati per tagliare la carne. Sì, gli archivi pistoiesi si confermano un patrimonio ancora non del tutto scoperto: io ho consultato l’Archivio della Cattedrale, l’Archivio di Stato, quello del Vescovado e la Forteguerriana».

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