così va il mondo. TOSCANI, ATTENTI A QUEI DUE!

Scenari del XXI secolo: Rossi Ministro della salute e Saccardi nuova Granduchessa di Toscana? A Firenze, in Regione, non si parlerebbe d’altro...
Il Granducato di Toscana dell'èra Rossi-Saccardi
Il Granducato di Toscana dell’èra Rossi-Saccardi

ROSSI & SACCARDI si rincorrono e si inseguono come due lune intorno a un pianeta.

Il pianeta è quello della politica nazional-regionale e loro sono di egual Dna: lui è partito da Assessore salutare ai buchi di Massa (428 milioni di € spariti); lei c’è arrivata, ai buchi, dopo Luigi Marroni, e quando ormai la sanità toscana era più buco che groviera.

Sono identici, questi due: complanari, sovrapponibili, complementari, speculari, insomma fratelli – di fede e di partito. Vogliono il bene comune, ma tagliano braciole, capocolli, prosciutti, guance e culatelle dal povero spolpato suino dell’ex grassa e felice sanità toscana. Ormai ne sono rimaste solo le ossa da macinare e usare in cucina, in polvere.

Enrico Rossi
Enrico Rossi

Lui sta facendo di tutto per levarsi di torno da Firenze. Ha perso, si direbbe, l’interesse per il piccolo-è-bello, e ormai vuole giocare da grande a Las Vegas: lo dice e lo ripete, anche con quel suo libro (assurdo) che parla di socialismo e che, di socialista ha solo il volatile nome, il flatus vocis, il suono evanescente e vanesio – poi, per il resto, il suo “progetto del mondo” e la sua Weltanschauung sono unicamente puro capitalismo adottato da un ex comunista, cioè “idolatria del quattrino” allo stato puro.

Il Granduca Enrico dice di voler dirigere il Partito Disgregato: e può farlo benissimo – dopo Renzi non può che venir di meglio. Qualche sgambettone, del resto, glielo ha assestato ben bene anche lui – e non da poco – portando sostanzialmente la Toscana alla rovina economia e i toscani (anche quelli che lo hanno votato e non solo quelli che gli tirano stagne di merda bovina) alla miseria.

Stefania Saccardi
Stefania Saccardi

Lei, che si è seduta sulla poltrona a reazione, quella che spinge in alto come un razzo (dalla sanità-salute si arriva anche oltre, sulle orme di Rossi stesso), sta pregando che il Granduca se ne vada alle roulettes romane: prega e si frega le mani che il piano gli riesca davvero.

È presenzialista, la Stefania, e va perfino a inaugurare gli ascensori della Spes a Quarrata perché, come diceva il Gaggioli – un ignoto barbiere della “città del mobile” quando buttava un foglio della Nazione nella caldaia del riscaldamento, all’epoca a carbone –, “tutto fa”.

Non assomiglia, la Stefania, un po’ a una di quelle gattone soriane sornione che dormono a occhi aperti, ma che improvvisamente straziano poveri, stupidi topolini che le passano sotto il naso? Punto.

Ma dove volevamo arrivare di preciso? Pensavamo a Roma, bomba o non bomba che salterella, come ogni ottimista incapace e festoso dei suoi successi con il Monte dei Paschi di Siena, e dopo aver salvato la vergine Boschi d’Etruria e il suo babbino, come diceva Pinocchio.

Eppure sono mesi e mesi che tutta la Ragione-palazzo chiacchiera del futuro dell’Italia e della Regione-istituzione. Mesi e mesi e però nessuno che scriva una riga. A Firenze non si fa altro che dire che non si sa se Rossi finirà il suo mandato e che, anzi, non vorrebbe proprio finirlo.

Beatrice Lorenzin
Beatrice Lorenzin

Il progetto, in realtà, non sarebbe la segreteria del Pd, o almeno non solo quella: contemplerebbe, dicono, l’eliminazione della Ministra delle sigarette con le immagini raccapriccianti sopra, la bella Lorenzin “che lava i fazzoletti per i poveretti della città”.

Se riuscisse a togliere dalla botte della maggioranza anomala quello zìpolo lì, il Granduca Enrico farebbe davvero un gran salto di qualità: curerebbe l’Italia intera esportando il suo “modello Toscana” in sanità.

Magari potrebbero sparire, senza che lui se ne accorgesse come a Massa, 428 miliardi di €, in scala nazionale, con la costruzione di 7-800 nuovi ospedali in project financing: e la Toscana tornerebbe a votare per una nuova Presidenza con a capo la sorridente-sorniona Granduchessa Stefania.

Perché è proprio questo che, da mesi, si mormora, si dice e si ripete – e neppur tanto sottovoce – a Firenze.

[Edoardo Bianchini]

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