costituzione & democrazia. CAPO DI UNA GIUNTA DEMOCRATICA “IN CIABATTE” ISCRITTA ALL’ANPI, IL SINDACO DI QUARRATA, CHE DEMOCRATICAMENTE FA COME GLI PARE E ACCETTA TUTTE LE IDEE E LE CRITICHE A CONDIZIONE CHE NON VADANO CONTRO IL “TRONO DELL’OKKIÓNE” E IL PD, SI È MESSO A FARE CONCORRENZA ALL’ACCADEMIA DELLA CRUSCA E ORA RISCRIVE LE VOCI DEL VOCABOLARIO

A difesa della sua personale democrazia, di cui si sente il sacro tutore unto dal risultato delle urne, lo Scià del Comune ha deciso di procedere anche alla pubblicazione di un famoso dizionario che farà spietata concorrenza a quello di un ignoto signore di Livorno, di nome Carlo Azeglio Ciampi, autore di un già scritto e pubblicato Dizionario della Democrazia


Okkióne I di Burràkia tutela, con la spada infuocata dei cherubini celesti, il territorio comunale che ha il reticolo delle strade occluse come un vero e proprio blocco intestinale a cui neppure la Kijimea intestino pigro farebbe un baffo…

 

LA PROCURA PERSEGUITA IL GOVERNO

MA NON VEDE QUARRATA CHE È UN INFERNO!


 

 

COME LO SCIÀ di Persia Mohammad Reza Pahlavi sedeva, si dice, sul “Trono del Pavone”, così a Quarrata lo Scià del Comune, eletto democraticamente e fatto imperatore democratico con regole di indiscutibile democrazia da Casa del Popolo, Marco Mazzanti von Enel, Principe di Lucciano, Granduca del Parco Verde e Czar di tutti i Pd, siede comodamente sull’altrettanto famoso “Trono dell’Okkióne”, da cui dis-amministra, ormai da anni, “la città della gioia”, della Fontana di Buren, del tubone della cacca dei Casini che è solo un casino, delle aree protette della Laghina e della Màgia.

Okkióne I di Burràkia tutela, con la spada infuocata dei cherubini celesti, il territorio comunale che ha il reticolo delle strade occluse come un vero e proprio blocco intestinale a cui neppure la Kijimea intestino pigro farebbe un baffo.

E a Quarrata è tutto bloccato a causa della nullafacenza dello stesso Scià(ttone) che ha giurato democraticamente di rispettare la Costituzione Democratica italiana, ma, altrettanto democraticamente, favorisce – con scriteriata tolleranza – il dilagare dell’illegalità nel suo impero: sa, infatti, perfettamente dei falsi, degli impicci, dei pasticci, dei caìcci di quella Casa Comunale che – grazie alla sua democratica tolleranza – può ben essere definita una… “casa di tolleranza”: invisibile, tuttavia, a prefetto e procura della repubblica. E io pago… (Totò).

Aprirà anche corsi di Democrazia alla Civetta? Farà tenere le lezioni all’avvocata Francesca Marini, responsabile della Legalità, e al segretario Luigi Guerrera, responsabile dell’Anticorruzione?

A difesa della sua personale democrazia, di cui si sente il sacro tutore unto dal risultato delle urne, lo Scià del Comune ha deciso di procedere anche alla pubblicazione di un famoso dizionario che farà spietata concorrenza a quello di un ignoto signore di Livorno, di nome Carlo Azeglio Ciampi, autore di un già scritto e pubblicato Dizionario della Democrazia.

Ecco la prima voce trattata da Okkióne I, accademico della non della Crusca, ma della Semola (di grano duro come la sua zucca). La voce trattata è democrazia; la base lessicale è quella del Vocabolario Treccani, opera scientificamente incontestabile in quanto vergata e controllata da eminenti studiosi tutti di rigorosa colorazione catto-progressista e per ciò stesso democratica per definizione e diritto di sangue.

Ma l’opera del Mazzanti-Giotto, supera di gran lunga quella dei sui maestri TreCcani-Cimabue. Okkióne I di Burràkia ha infatti modificato le spiegazioni per il suo popolo-bue che lo applaude, aggiungendovi dei neretti finalizzati a spiegare alla plebe urbana cosa si debba intendere per democrazia quarratina avanzata (come la minestra di pane del giorno avanti).

Ecco il lemma base dell’opera di indottrinamento delle masse: 

democrazìa s. f. [dal gr. δημοκρατία democratìa, composto di δῆμος dèmos, «popolo» e -κρατία cratìa = forza, «-crazia»].

 

  1. La giunta in ciabatte conta anche un assessore all’edilizia che costruiva capannoni abusivi alla faccia della Legalità dell’avvocata Francesca Marini.

    a. Forma di governo in cui il potere risiede nel popolo, che esercita la sua sovranità attraverso istituti politici diversi che fanno come vogliono loro; in particolare, forma di governo che si basa sulla sovranità popolare esercitata per mezzo di rappresentanze elettive che di solito non rispettano la parola data perché, il più delle volte, non sanno cos’è l’onore e il senso del pudore, e che garantisce a ogni cittadino la partecipazione ma solo alle tasse e alle spese coatte senza contropartita di servizi adeguati o con risultati ignobili [si veda, come esempio, l’inutile fognatura dei Casini], su base di uguaglianza per chi conta e disuguaglianza per chi non conta una minchia, all’esercizio del potere pubblico di sberleffo verso gli elettori: paese retto a democrazia; instaurare la democrazia; democrazia diretta o plebiscitaria, quando il potere è esercitato direttamente da assemblee popolari o mediante plebisciti: forma di governo alla Grillo/Marchese del Grillo; democrazia indiretta, rappresentativa, parlamentare, quando il potere è esercitato da istituzioni rappresentative, che però rappresentano solo se stesse [vedi giunta Mazzanti] e non fanno quasi mai quello che dicono. Democrazia popolare, espressione con cui veniva indicata genericamente l’organizzazione politico-sociale dei paesi socialisti dell’Europa orientale e, in senso più ampio, di tutti i paesi socialisti: forma di democrazia espressamente pensata dallo Scià del Comune di Burràkia: «Io vi rappresento perché mi avete eletto, fo come mi pare e voi obbedite e zitti. E ora in ginocchio, fascistelli tutti quanti, per editto del Mazzanti!».

 

  1. b. estensivamente. Paese retto democraticamente, come Quarrata, esempio di primissimo piano: le democrazie moderne, le democrazie dell’Europa occidentale, le democrazie dei postcomunisti delle furon Case del Popolo.

 

  1. La dottrina stessa del Pd, come concezione politico-sociale e come ideale etico, che si fonda sul principio della sovranità popolare che non conta un cazzo, sulla garanzia della libertà e dell’uguaglianza di tutti i cittadini, che sono concetti-minchia per i bischeri e gli analfabeti; anche l’applicazione pratica di tale dottrina del Pd, e l’insieme delle forze politiche che la sostengono (vedi: Insieme per Quarrata, Italia Viva, M5S, Articolo 1, Possibile [un corno], Associazione per la sinistra): operare per il trionfo della democrazia; una democrazia in lotta contro i regimi totalitarî definiti fascisti in quanto non piddini.

Democrazia Cristiana, movimento politico sviluppatosi alla fine del sec. 19° da precedenti forme di cattolicesimo sociale poi sfociato in pretini e suorine comuniste e margheritose, e affermatosi poi come partito in Italia e anche in altri paesi europei ed extraeuropei.

Democrazia elettronica, l’utilizzazione delle nuove tecnologie elettroniche, specialmente Internet per diffondere fake news e appastare i muggini, al fine di favorire la partecipazione dei cittadini alle decisioni/puttanate che li riguardano [tipo: bandierine biancorosse di Mattarella per il Comune; intitolazioni di ponti, porte, strade, vie, tramvie, funivie e ferrovie…] in quanto tali e, ancora, di garantire la trasparenza nella gestione della cosa pubblica esattamente sul paradigma di Quarrata a kilometro e trasparenza-zero col timbro dell’assessora alla Legalità paraparapappappà, e la correttezza nella trasmissione delle informazioni perlopiù confezionate per truffare gli elettori e i cittadini in ginocchio e sempre chini.

 

  1. Il famoso simbolo del Trono dell’Okkione di Burràkia

    non comune. Comportamento democratico, cioè affabile e cordiale, nei rapporti con i dipendenti e le persone di condizione sociale più modesta (vedi lo Scià Mazzanti quando si comporta da compagnone e tira pacche sulle spalle e ride per fare il simpaticone), determinato soprattutto da rispetto per i loro diritti e il loro lavoro ma solo in quanto considerati indispensabili per infilare le mani in tasca alla gente e massacrarla di tasse ubriacandola col dire che tutto è fatto per il suo bene e nell’interesse della collettività: dare prova di democrazia; la sua democrazia non è una maschera ma è veramente spontanea, espressioni usualmente mistificanti, nella terra del “Trono dell’Okkióne” che è il Mazzanti.

 

 

COME LEGGERE IL NUOVO

“DIZIONARIO DELLA DEMOCRAZIA”

 

Per comprendere bene il significato, occorre tener presente che i neretti sono stati inseriti per volontà dello Scià(ttone) del Comune di Burràkia, Okkióne I Mazzanti, il più democratico di tutti quanti; quello che spesso è a Tivvuèlle, a fare chiacchiere tra le frittelle.

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]


 

Quartine di vine
del Putto delle Colline

 

Signori si nasce. Ma a volte si diventa pure…

 

Alla prossima il Mazzanti
imporrà a tutti quanti
come al Papa in Vaticano
di baciargli piede e mano.

E sul “Trono dell’Okkióne”
metteràssi in posizione
perché tutti, a lingua fòri,
gli tribùtino gli onori.

Quarratini tutti in fila
in ventotto quasi mila:
adorate il vostro Scià
che nient’altro lui sa fa’

che giocare a tutto sbraco
con le carte del burraco:
falsi e sudicio non vede
ché ben altra è la sua fede.

I quarratini non aspettavano altri che lui per farsi insegnare il significato di Democrazia

A che pro seguir la legge
se chi conta lo protegge?
Il prefetto fa lo gnorri,
la procura pianta porri…

Canta, ride e… caramelle!
Tanto lui va a Tivvuèlle.
E i problemi della gente?
Se ne fotte e non fa niente!

Malaccorso da Forrottoli
Cugino di Bonaccorso da Montemagno


Sostenete questo quotidiano con un piccolo contributo attraverso bonifico intestato a

«Linee Stampalibera» Iban IT64H0306913834100000008677 su Intesa San Paolo Spa - Pistoia. Riceverete informazioni senza censure!

Print Friendly, PDF & Email