covid-12 & hitachi. «QUEL TRENO PER LODI» METAFORA DELL’AZIENDA E DELL’ITALIA DELLA VERGOGNA

C’era una volta la Breda e c’è ancora. È cambiato tutto, ma solo perché tutto resti com’è. Dipende dal «Sol Levante»? Sì, ma la gestiscono gli italiani – e loro sono brava gente

La coscienza come l’anima non si inzuppa nel caffellatte

FINANZA IN PARADISO E SCHIAVI SULLA TERRA
QUANTA STRADA DALL’INGEGNER OLIVETTI
AI PADRONI DI SINISTRA E AI LORO SINDACATI!


INDUSTRIA 2020 PUNTO ZERO
UOMINI COME COSE DA GETTARE NEL CESTINO

«Quel treno per Lodi in Hitachi». Uomini come cose. 1

«Quel treno per Lodi in Hitachi». Uomini come cose. 2

«Quel treno per Lodi in Hitachi». Uomini come cose. 3

«Quel treno per Lodi in Hitachi». Uomini come cose. 4

«Quel treno per Lodi in Hitachi». Uomini come cose. 5

«Quel treno per Lodi in Hitachi». Uomini come cose. 6

«Quel treno per Lodi in Hitachi». Uomini come cose. 7

«Quel treno per Lodi in Hitachi». Uomini come cose. 8

«Quel treno per Lodi in Hitachi». Uomini come cose. 9

«Quel treno per Lodi in Hitachi». Uomini come cose. 10
Èra di Soros e Europa. Lavoratori usa-e-getta. Conquiste del 2000

 

J’m’en fous, j’m’en fous, j’m’en fous
Laisse-moi va faire un tour
J’entends plus j’fais le sourd
J’m’en fous, j’m’en fous, j’m’en fous
Laisse-moi va faire un tour
Pourquoi tu m’tournes autour?
Je m’en fous!
Je m’en fous!

                                [Ridsa]


 

PISTOIA. Perché dimenticare la storia? Una cosa si accavalla all’altra e, alla fine, della motrice del treno di Lodi nessuno si ricorda più.

Non se ne ricordano né le destre né le sinistre né i centri-massaggio. Né i sopra né i sotto. Da cosa nasce cosa e via. Chi si ferma è perduto: così tutti a corsa in avanti.

Chi si ricorda dell’amianto della Breda? Quelli che hanno avuto i morti in casa, forse. I politici no. I magistrati nemmeno: perché sempre da cosa nasce cosa e via. Si passa ad altro.

Dopo l’amianto la comunità montana di Pistoia. E di cosa nasce cosa e si scorda, passa, si mette tutto in ripostiglio o si getta nel cesso. Un condannato, il resto tutti fuori e a giro, liberi e cinguettanti come passere a raccattare grano.

Passano anche le persone, perché le persone sono quelle che contano meno: c’è da correre per incentivi e premi. C’è da pedalare per guadagnare di più, per le rappresentanze sindacali in azienda, per gonfiare il petto dei successi (a volte meglio su-cessi). E da cosa nasce cosa. Così alla fine chi muore giace e chi vive si dà pace. Basta che non mi si tocchi e sto a posto. La coscienza, come l’anima, si inzuppa nel caffellatte? No.

E il mondo avanza perché – come mi disse il cardiologo dopo l’infarto – «chi non muore si rivede». Se ne pentì sùbito dopo e chiese immediatamente scusa, arrossendo: alla Breda questo, forse, non succede, ma prima o poi succederà. Lì si lavora il ferro, lì si lavora il rame – e magari qualcuno in passato se n’è anche portato un po’ a casa: era bello, era lucido, chissà… Ma prima o poi quel che tocca a uno, finisce con il toccare a tutti. Il vento cambia, le fortune pure.

Le persone, magari, se passano, possono essere dimenticate. Come questo pezzo di treno di Lodi che ha fatto storia per la tragedia e per il coronavirus in Hitachi. E che non si sa proprio cosa ci stia a fare in casa dei Giapponesi. Lo ha ordinato la procura di Lodi? O no? Mistero buffo, disse Dario Fo, il premio Nobel.

Ah, già! Scusate. Mi sono sbagliato. I padroni sono, sì, giapponesi, ma la fabbrica è, e resta saldamente italiana, per chi la gestisce, per i padroni del vapore che la guidano e che si fidano degli scambi automatici come a Lodi. Ma se caddero Cesare, Napoleone, lo zio Hitler, chi può dirsi salvato fin dalla nascita. La storia è anche una ruota – e spesso della tortura.

È fernut’ ’o tiemp d’ ’a cuscienza…!

Alla fine è la stessa fabbrica di trent’anni fa, l’Hitachi. Quando dentro comandavano Dc e Pci con qualche pezzo di stoffa strappata dal Psi. Si dividevano i posti. E oggi? Non sembra che sia cambiato molto. Morti e dispersi si lasciano per strada, come durante la ritirata di Russia. Chi vivrà vedrà.

Chi vive giace e chi muore si dà pace. Vi salverà La[va]ndini. Lavoratori, oggi, con una evolutissima coscienza sindacale e di classe – prodotto della sinistra intellettuale italiana alleata del papa rosso.

Anzi: la conquista di una sinistra postmoderna in cui, come mi ha scritto proprio ieriun carissimo amico  – «quelli che non rimasero sotto le macerie del muro di Berlino, son diventati tutti Muratori al soldo del Padrone…».

Sindacati compresi e in prima linea. Amen!

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
Diritto di cronaca, critica, satira & sarcasmo
«Salvate il soldato Ryan» è bello, commovente e fa piangere, ma solo perché è un film: un paio d’ore e poi si sgrana la pizza con la birra in mano e il Covid-19 alla porta di casa


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