covid-19, anpi & favoritismi. SERRAVALLE, SUBBUGLIO DOPO LA PRESA DI POSIZIONE DEL VICESINDACO GORBI E DI UN GRUPPO DI FDI CONTRO IL SINDACO LUNARDI E LE SUE SCELTE

Scossette in giunta a Serravalle…

 

CASAL-VALLE. Tutti scontenti. E non c’è da meravigliarsi perché – deve essere la «nuvola di Fantozzi» – quando di mezzo entrano i partigiani, di solito saltano banco e chicchi, perfino quelli di Valdi-Virus Bechelli, il comunista che non fu mai proposto come sindaco e non si sa bene perché (forse, prima della fine, dovrebbe raccontarcelo, invece di blaterare di chicchi e fruitelle).

Chicchi ricchi è la cantata ufficiale del vivace galletto di Riso Gallo. Il mondo (quindi anche Casalvalle) è pieno di pulcini, galline, galletti e galli. C’è perfino il «gallo della Checca», scappato dall’Elisir d’amore di Gaetano Donizetti; il pettoruto che «tutte segue e tutte becca».

La vita di paese è dura. Lo è per tutti: anche perché, di solito, i con-cittadini fanno a farsele l’un con l’altro. Non si possono vedere tanto di buon occhio, anche se si salutano sorridendo, e vanno a messa insieme e cantano nello stesso coro.

Uno è troppo ricco, un altro è troppo povero; uno ha successo con le donne, un altro ancora ha una macchina troppo bella oppure anche una Kawasakona da sballo. Uno fa troppe case e mura dove vuole; un altro non ne fa nemmen una e non può murare, come l’altro, perfino lungo l’argine del famoso «trombato» Rio di Casale.

È tutta una rincorsa fra invidie e ritorsioni, insomma. Alla fine era meglio quando invece del sindaco c’era il podestà, che, almeno, veniva da fuori, non conosceva nessuno e mandava tutti a fanculo indistintamente.

Per esempio, a Quarrata fu famoso il conte Gazzola: non ascoltava nessuno e se qualcuno chiedeva un sussidio o un aiuto, anche piccolo, la riposta era quella di zio Paperone: «Qui non ci sono poveri. Tutti i camini fumano…».

A Casalvalle, in questi giorni, fumano non solo i camini, ma anche i coglioni. E non ha fatto per nulla bene la decisione dello s-governo di Conte di ammettere l’Anpi (e solo l’Anpi: privilegiati, eh, compagni?) alle feste della liberazione. La decisione ha fatto litigare la maggioranza al suo interno e l’opposizione con la maggioranza. Si strappano tutti i capelli.

È tutto chiaro…?

Non «ènno» momenti punto tranquilli, questi. Piero Lunardi si sente scaricato dai suoi fedeli e dai suoi colleghi di appoggio Fdi. Gorbi è nauseato di questo s-governo comunista che favorisce chi non c’è più (quanti partigiani sono rimasti oggi?), ma continua a segnare la linea di rotta della sinistra (?) pur se il Pd ha perso prima la bussola e poi il cervello, ammesso e non concesso che lo abbia mai avuto (mai visto una sinistra che porge volontariamente il culo alla finanza parassitaria prima odiatissima); i «quattro cavalieri dell’Apocalisse» (Elena Bardelli, Matteo Giovannoni, Stefano Agostini e Patrizia La Pietra) galoppano «scossonando» la giunta da tutte le parti.

E non è finita. Dalla minoranza arriveranno palle di bombarda per tutti, perché si sa (ammenoché non ci ripensi per paura o che altro…) che qualcuno di quei che fanno opposizione «salirà al colle» (ma di Serravalle, non dal Mattarella àfono) per fare una richiesta di accesso agli atti un po’ imbarazzante, chiedendo documenti e verbali sul tennis aperto e sull’assessore del tennis fermato in via Montalbano e “beccato in giro” – così si dice – senza la «giustificazione dei genitori».

Bella la vita di campagna, ma anche faticosa, perdinci! E, comunque, fra tennis e rompimenti vari, resta vero che gran parte della vita… ruota intorno alle palle e magari te le rompe pure!

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
Delitto di cronaca e critica

Ma che è possibile che si debba fare sempre buon viso a cattiva sorte? Non sarebbe meglio stare attenti prima?
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