covid-19. BUGETTI (PD): IL GRANDE E ARTICOLATO LAVORO DEL PERSONALE SANITARIO

Per il consigliere regionale è plausibile pensare con ottimismo al futuro della sanità pratese dal momento che le strutture di fresca edificazione non verranno smantellate a fine pandemia

Ilaria Bugetti con il personale del Santo Stefano

PRATO. [a.b.] Nella seconda ondata pandemica, nel periodo delle prime tre settimane di novembre, a ieri sera, i casi di Cov-19 nell’area pratese sono stati 204 su 973 tamponi effettuati.

“Da qualche giorno si mantiene stabile un trend cautamente ottimista, ovvero gli accessi non covid superano gli accessi covid. Per altro il Presidente Giani ha annunciato che dal 4 dovremmo tornare arancioni”.

Sulla situazione pratese interviene il consigliere regionale Ilaria Bugetti:

“A fronte di questa complessa situazione, il personale sanitario di ogni professione e ruolo si è mobilitato in modo articolato: i medici di medicina generale hanno proclamato lo stato di agitazione a causa dell’eccessivo carico dovuto agli infortuni degli operatori sanitari, dal sovraccarico di lavoro e contemporaneamente dalla mancanza perdurante di personale e di Dispositivi di protezione individuale.

In ospedale medici, infermieri, ostetriche, personale tecnico sanitario tra cui tecnici di laboratorio e di radiologia, oss e tutti i lavoratori non sanitari che consentono il funzionamento della complicata struttura ospedaliera si sono attivati per rispondere alla emergenza.

Talvolta trovandosi a lavorare in ambiti anche distanti dalla loro usuale specializzazione e funzione. È il caso, ad esempio, degli infermieri, come quelli della sala operatoria che si sono riconvertiti ai servizi covid o della terapia intensiva se non addirittura della rianimazione”.

“Ciò comporta — aggiunge Bugetti — un lavoro importante di studio e retraining che è stato effettuato mentre continuavano a garantire assistenza e cura. Purtroppo oltre al Covid altre patologie si sono confermate, come sempre, invasive e pervasive. Molta parte del personale ha così continuato a offrire assistenza e cure ai pazienti che si recano in ospedale con altre e complesse affezioni. In particolare per alcuni settori l’attività è proseguita in modo importante e i reparti oncologici, come parte delle terapie intensive (le no covid) sono rimaste giustamente a disposizione della cittadinanza in stato di malattia”.

“Dal punto di vista strutturale — ha concluso — sono stati avviati i lavori per l’ampliamento dei posti letto delle due ‘ali’ dell’ospedale e per l’attivazione del Creaf in cui è in previsione l’allestimento di tanti posti letto quanti ne potranno occorrere fino ad un massimo di 370.

Ciò che deve farci pensare al futuro con ottimismo per la sanità pratese è che le strutture di fresca edificazione non verranno smantellate a fine pandemia.

Un ottimo risultato per la zona di Prato che la Regione Toscana ha riconosciuto come strategica per l’intera area centrale della Toscana.

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