covid-19 & devastazioni. C’ERA UNA VOLTA LA SANITÀ PISTOIESE, DISTRUTTA DALLA POLITICA DEL “FREGA&SPOLPA” A SUON DI TESSERA

Potenziamenti, «tromboviolinate» dell’ufficio stampa & propaganda di partito, sindaci con la lingua di fuori pronti a leccare, entusiasmi per i nuovi (inutili) ospedali, perdita di centinaia di posti letto e… arriva il Covid-19 e va tutto in tilt. Attila non avrebbe saputo fare di meglio per aiutare Berlino a metterci in forno!

CON LE TROMBE ED I VIOLINI

SI FAN SOLO DEI CASINI


Il Ceppo anni 50-60, quando era élitario e antidemocratico con le sue “camere a pago”

 

NEL TEMPO CHE FU esisteva un Ospedale chiamato Ceppo. Serviva circa 800 “clienti” ed era distribuito in vari padiglioni la cui parte vecchia era sicuramente ben fruibile ed organizzata ed anche quella nuova, prospiciente il viale Malta/Matteotti, contribuiva egregiamente al fabbisogno che nel tempo si veniva a creare in relazione alle nuove esigenze e necessità.

Facevano da contorno essenziale a questo, l’ospedale Caselli di Quarrata e il Pacini di San Marcello, poi quello di Pescia. Era un’ organizzazione ottimale sul territorio.

L’ospedale Caselli, a Quarrata, apparteneva ai cittadini, ma è stato distrutto prima dalla politica della sinistra comunista e poi dalla peste delle Asl

Il Ceppo era un ospedale che nel tempo è divenuto un pezzetto di “ciccia” intorno a un osso da spolpare attraverso criminali acronimi tipo Saub, fino a diventare “Azienda”, cioè un carrozzone in mano a politici corrotti, oggetto di spartizione partitica vergognosa e senza limiti di moralità.

Con l’avvento di quella associazione politica a delinquere (vedi Asl di Massa) che si chiama Regione, anche il vecchio Ceppo è divenuto un’arena di ruberie e sprechi, mentre gli ospedali limitrofi, dove evidentemente c’era poco da rubare, sono stati soppressi.

Ce ne accorgiamo oggi, adesso, noi vecchiardi ma non stupidi, il danno e lo scempio commesso. Ci fu detto che il vecchio Ceppo era inadeguato, c’erano anche le camere “a pagamento” e quindi un insulto verso il popolo: quindi tutto andava migliorato e privatizzato, alla catto-comunista, però.

Ed arrivò l’Asl, quella del poveraccio sindaco Berti che ha fatto costruire un ospedale, chiamato comunemente “gommone San Jacopo” sulle sabbie mobili, nonostante il parere contrario dei tecnici interni al Comune; e che, per la sua accondiscendenza, ce lo ritroviamo a capo della sanità regionale nel settore sicurezza, che “dovrebbe” dirigere questo casino attuale di Covid e che, probabilmente, chiede lumi e consigli all’On. Caterina Bini, pensando che un intervento del Pd possa risolvere tutto…

La politica all’ospedale Pacini: l’assessore Marroni e la sua corte. Arrivarono loro e spazzarono via tutto

Ecco, per sommi capi, questa è la storia della sanità provinciale in questo momento drammatico. Non alle mezze seghe o alle boccalone del Pd, ma agli operatori sanitari dobbiamo rivolgerci e ringraziarli, comunque la pensino.

Senza mascherine, senza idonee salvaguardie, si sono adoperati e si stanno adoperando per il bene comune: grazie, grazie, grazie.

A chi ha ucciso la Sanità a Pistoia posso dire solo solo: «Siete dei pezzi di merda».

Metafora della riforma sanitaria di Rossi. Prima tanti complimenti e tromboviolinate, poi arriva il Covid e fa come l’Orco impazzito [F.M. Sardelli, Proesie II, ed. Il Vernacoliere]
E sull’ospedale del Ceppo e i suoi ladroni trasferiti nell’Asl 3 facendo carriere d’oro, e poi in Usl Toscana Centro, anche se analfabeti e ignoranti, tornerò in séguito. Perché è una soddisfazione che mi voglio togliere.

Se non usiamo queste tragiche circostanze per raccontare le cose come stavano e come sono divenute, ci prepareremo a dover subire, ancora per decenni, queste mostruosità che, con il nostro silenzio, anche noi abbiamo contribuito a costruire e con il “vostro” voto, a perpetuare, una volta passata la bufera: una bufera che prima o poi passerà.

Buon coronavirus!

Felice De Matteis
[redazione@linealibera.info]
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