covid-19 e informazione. POLITICI E PATETICI VARI, BASTA “SAGAGNÀRCI I MARONI” CON MINACCE DI AVVOCATI E CARTE “DA POLLO”!

Libertà di stampa…? Sì. Basta fare come vogliono i partiti, i lettori, il papa, gli accoglienti, i prefetti in ciabatte, le Carole Rackete, i preti antisalvini e, per dessert, anche «pane, zucchero e Marie»…

ZITTO E PUCE, PREGA E TREMA
QUANDO A CHIEDERE È LA CREMA!


In troppi oggi non rispettano i divieti di Conte ed escono dalle loro case in questa famosa via

 

CARI AMICI che ci inviate pezzi e commenti, dovrete avere molta pazienza per vederli pubblicati. In questo momento non è che facciamo censure, siamo solo molto indaffarati: «un’ora segnata dal destino» è stata fatta battere, infatti, nel cielo della nostra patria da un governo fasullo, non eletto, imposto a forza da Mattarella & C. e formato da inetti – comici, saltimbanchi, nani e ballerine in tutù.

E poiché viviamo in un paese democratico e libero (satira), ogni volta che pubblichiamo una notizia libera e vera, ci ritroviamo intorno un sacco di gente che – come dicono nella terra beata di Bonaccini, il Nettuno delle Sardine – «ci sagàgna i maroni» (= ce li sballottola e ce li stringe in modo maldestro e fastidioso, in maniera tediosa e incessante), ci insegue, ci disturba nel nostro onesto lavoro di cronisti e ci minaccia pure con la storiella dei loro potentissimi legali essalutamassòreta specialmente se è, alla Totò, «chiatta»!

Tre quarti di secolo, 75 anni inutili di imbonizione comunista a tutti i livelli; un Pci che ci versato addosso – sempre nella lingua di Bonaccini – «squassi» (= grandinate interminabili) di princìpi etici (ma forse più etilici) per insegnarci i buoni comportamenti in maniera ancor più pressante e oppressiva dei preti.

Non Listerine, ma sciacqui di Costituzione

A gente «politicamente corretta» che si è sciacquata la bocca non con il Listerine e neppure con «l’urina iberica» come Egnazio ai tempi di Catullo (I secolo a. C.), ma con la Costituzione, di cui non ha la più pallida idea avendo studiato solo sui Bignami dell’Unità e alle lezioni serali delle Case del Popolo (di cui oggi si vergognano tutti), 75 anni non sono bastati a far capire che la libertà non è quella che loro sognano e vogliono farci sognare, fascista e del silenzio mafioso del potere; della minaccia verbale e legale, ma quella dell’illustrazione di ciò che accade ogni giorno in una cronaca quotidiana che non può limitarsi all’esaltazione popolar-bolscevica della festa dell’Unità del Bottegone o del Ponte alle Tavole o di Santomato, né alle strombazzate delle Leopolde, del Circo Togni e di una qualsiasi «Tarantolata» da Puglia di Conte e di San Pio.

Quando Linea Libera dà una notizia, questi campioni di scienza, nutriti e allevati a latte di puppa Pci/Pd e non solo; prezzolatori degli «spioni» delle Asl e di certi uffici stampa di Regione e collegàti; signori politici e familiari di politici che l’hanno fatta sempre e comunque da padroni rispetto ai Soci Coop di cui parlavamo in un articolo dedicato al primario di chirurgia Giannessi (che in questo caso non c’entra nulla, sia chiaro): quando – dicevo – Linea Libera parla, poiché quello che dice è ineluttabilmente vero, la notizia non offende nessuno, dato che la verità non può offendere ed è sempre presentata ai lettori con estrema attenzione all’interesse pubblico che un qualsiasi fatto può rivestire.

Razza padrona… Ma non questa

I signori di «razza padrona», come diceva un maestro pistoiese, il professor Vasco Gaiffi, devono stare in silenzio e sugli attenti, senza cappello in testa né mani in tasca, e senza la pretesa di volerci intimidire minacciando cause e azioni legali.

Molti, anzi, di questa specie di inetti che gridano a vuoto, dovrebbero fare ancora di più: dovrebbero baciare la nostra mano che non poche volte ha avuto la decenza e la cortesia di non narrare, oltre alle notizie che diamo, anche certi resti di storie che, pur sepolte nel tempo, essendoci state, potrebbero essere necessarie a ben identificare e inquadrare figure e personaggi tenuti fin troppo in «corso legale» e, per certi aspetti, artefici, se non addirittura complici, di questi momenti difficili che ci siamo ritrovati sulle spalle nostro malgrado.

È inutile che certi «bambocci di pezza» (impossibile definirli diversamente) strillino e pretendano che noi riveliamo loro le nostre fonti confidenziali per le quali abbiamo (e abbiamo intenzione di mantenere) il segreto professionale a cui siamo tenuti. La vera democrazia è questa.

Si vergognino, dunque, di fare certe figure da cane. E si vergognino pure di «essere come sono», disse una volta Fortebraccio sull’Unità parlando rivolto al provveditore agli studi di Pistoia Giovanni Pedrini. Si vergognino anche di minacciare azioni legali per due specifici motivi:

non ci fanno paura

ce ne impipiamo proprio

Certi «democratici da passeggio», come i gelati in cono da 50 e 100 nei famosi anni 60, ormai addestrati a vivere nel nuovo mondo della precarietà del lavoro altrui e del comunismo borghese e porchese loro, con alle spalle istituzioni che schiacciano ogni giorno le libertà dei popoli, sono l’ossimoro politico incarnato di questo nostro mondo della fine.

Il carretto passava e quell’uomo gridava gelati

Chi ha orecchie per intendere, intenda. Chi non le ha, vada subito al meraviglioso San Jacopo e si faccia fare il lavaggio del cerume – a suo rischio e pericolo, ovviamente, vista l’espansione del Covid-19 a Pistoia.

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
Diritto di cronaca, critica, satira e verità oggettiva
Se non abbiamo paura del Covid-19, potrà farcene qualche incazzato in cerca di guai con l’aiuto di un avvocato di Pistoia?


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