covid-19 & “fake news” di regime. MA LA “VALUTAZIONE RISCHIO BIOLOGICO” DELL’ASL DI MORELLO E DI ROSSI FUNGE DAVVERO O È SOLO UNA PROVA GENERALE DI FUFFA?

CARTA CANTA MA NON INCANTA


Paolo Morello Marchese ha letto o no il controverso Dvr “biologico” in tempo di Covid-19?

 

FIRENZE. Se non c’è il Dvr (documento valutazione rischi) in una azienda privata, fioccano multe salate, questo, anche se il documento c’è ma non è condiviso e firmato dai dipendenti o dai delegati sindacali: son multe e basta.

Anche all’Asl – che è una azienda assimilata al privato – il documento è d’obbligo e viene predisposto dal “SePP” (Servizio Prevenzione e Protezione, che come è scritto, protegge i dipendenti, prevenendo rischi).

Il SePP – che sa molto di seppia e forse in tutti i sensi… – ha rielaborato il Dvr aggiornandolo (senza dubbio tardivamente) ai tempi del Covid-19: peccato che ci sembri che questo “Dvr biologico” non sia stato aggiornato entro i 30 giorni previsti dall’art. 29, comma 3, del D. Lgs. 81/08; il che potrebbe configurare un reato di rilievo  penale.

Inoltre pare che i tredici rappresentati dei dipendenti (Rls), ai quali è stato sottoposto il documento, non l’abbiano voluto firmare, negando la loro condivisione e, anzi, diramando un comunicato stampa di protesta che potrete scaricare del link a fondo pagina.

Non ci sorprende affatto, considerata la sequela di incongruenti ciance, anche contraddittorie, sull’uso delle mascherine (i cosidetti Dpi), che devono essere marcate CE, ma che – sta scritto proprio sul documento – potranno anche non esserlo (che serietà!) a seconda delle giacenze e delle disponibilità.

Da notare che le giacenze di magazzino dovevano essere predisposte sempre dal “SePP” dell’Asl per le eventuali emergenze, come da delibera 68 del 2019 (e anche la precedente 1327 del 2017, ben più stagionata!). Insomma, ci chiediamo, a che servono le leggi? A imporle al cittadino e a catafottersene se vanno a sfiorare il PoDere politico?

Estratto dal Dvr biologico sul Covid-19

Adempimenti della marcatura CE: tutti superati dalla “valutazione dell’Iss”?

Si tratta di 13 pagine del documento “Dvr biologico” che a noi – poco competenti di sanità, ma molto di Santità – pare sia troppo generico e non si possa usare per l’intera Asl della Toscana Centro: un documento inconcludente e astratto, insomma; o, se preferite, superfuffa. Ci sembrerebbe invece utile che ogni ospedale avesse il suo Dvr “dedicato” e ci chiediamo come sia stato possibile una tale poltiglia istituzionale.

L’ex Sindaco Renzo Berti, oggi Capo Dip. Prevenzione ha un livello di basso rischio espositivo, secondo il Dvr biologico, rispetto agli infermieri di corsia: ma ci volevano gli ingegneri per dircelo?

Ancor più ci hanno colpito le controverse argomentazioni sulla necessità di avere o meno delle mascherine omologate agli standard di una corretta marcatura CE.

Lo dice la commissione tecnica di Bruxelles come omologare un dispositivo, mica il parroco del Santuario di Valdibrana! Dunque come si potrà dire che “sono utilizzabili anche le mascherine prive del marchio CE, ma con previa valutazione da parte dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss)”? 

La valutazione dell’Iss sostituisce dunque le prove sperimentali di laboratorio Itt (Initial Tipe Test) che si assumono direttamente presso specifici istituti accreditati? E come è la valutazione dell’Iss, empirica, tabellare, strumentale o è, come tutto in Italia (a cominciare da presidente della repubblica, parlamento e governo), intuitiva e più adatta alla bisogna del momento?

Viene eseguita e accertata davvero prima dell’uso? Quel “previa” è indiscutibile: la valutazione dovrebbe essere effettuata prima dell’uso: ma il tempo c’è o si fa come viene? Altra cosa ridicola – ci spiace per l’ingener Gianluca Verdolini, ma tant’è – è la lunga serie di distinzioni con categorie per l’assegnazione intuitiva della diversa consistenza del rischio fra i diversi operatori che è ovvia.

Non ha funto a dovere come ci si aspettava…

È evidente che i dirigenti della Prevenzione e dello Spill oggi sospeso per decisione della dirigente regionale Ing. Giovanna Bianco) –, un tempo seduti alle scrivanie in via Matteotti a Pistoia, non hanno gli stessi rischi dell’infermiera o del medico di reparto del San Jacopo che toccano gli infettati. La tabella è, dunque, poco originale anche se fa davvero “bella figura” nell’estensione del documento impegnando qualunque lettore a una estenuante lettura.

Dunque, che cosa ci potrà meglio spiegare il direttore generale Paolo Morello Marchese del Ciocco? È vero che i Cobas hanno minacciato di chiedere l’intervento degli Ufficiali di Pg dello Spill? Ma quale sarebbe il servizio destinato a intervenire, sussistendo una chiara incompatibilità perché controllantecontrollato sarebbero lo stesso soggetto.

Va tutto bene così o forse dovrebbe doverosamente svegliarsi la Procura della Repubblica?

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
Diritto di critica
E tutti, chi prima e chi dopo, tentarono di gettarsi in mare e nuotarono per salvarsi la ghirba

1. Scarica da qui il Dvr biologico dell’Asl Toscana Centro
2. Scarica da qui il documento di denuncia dei Cobas
3. Scarica volantino Cgil 1
4. Scarica volantini Cgil 2


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