covid-19 & fuoriditesta. IL PAESE DEI CAMPANELLI E DEI CANTAGRILLI O ANCHE: QUANDO QUALCUNO VA AL TENNIS E SFODERA LE RACCHETTE

Honoré de Balzac aveva scritto un interessante romanzo dal titolo significativo anche per i nostri giorni: «Splendori e miserie delle cortigiane». Molto più modestamente ecco tre storie della strapaesana provincia pistoiese connotata da orgoglio e pregiudizi
Questa vignetta resta indigesta alla signora Fiorenza di Cantagrillo, moglie di VladiVirus Bechelli. È dunque vero che i comunisti non hanno il senso dell’umorismo

NON VOGLIO SENTIR DIR DI PARASSITI:

PER ME FALCE E MARTELLO SON DEI MITI!


Il sindaco Lunardi ritratto dal vignettista Massimo Borgioli: un capolavoro

 

SE NON DOVESSIMO piangere, bisognerebbe scriverci sopra una commedia di quelle scatenate, tipo Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare. Oppure, che ne so? Un copione intero per Crozza e i suoi fratelli.

IL SINDACO LUNARDI

Due storielle carine di Casalgrillo-Serravalle: anzi tre. Cominciando dalla stupidità di chi lascia su una macchina del Comune un biglietto d’insulti per il sindaco Lunardi.

Ma non si può insultare il Lunardi? Certamente sì: ma solo seguendo la regola cavalleresca; cioè lanciandogli il guanto della sfida e sfidandolo a singolar tenzone all’alba dietro la chiesa di Casale o lungo il famoso Rio a suo tempo trombato dall’ex-assessore Kawasaki Gianfranco Spinelli.

Troppo facile tirare un sasso in capo da dietro, brutti puzzolentoni degli anonimi odorosi di bottino!

Bravo, invece, il Borgioli, con la sua vignetta che fotografa perfettamente Piero. Lui ha fatto ironia e si è firmato. Un capolavoro!

L’ASSESSORE VETTORI E LA PASSIONE DEL TENNIS

Ma quel che prevale a Casalgrillo-Serravalle è l’anonimato, evidentemente. Forse fino dai tempi di Sol Cittone. Oppure la voglia di fare come i gatti che, dopo aver fatto la cacca, la ricoprono con grande cura: l’essenziale è che non si veda, perché – diceva la canzone – «si fa ma non si dice»…

Benedetta Vettori

Il tennis mi riporta istintivamente alla memoria la Carola Rackete, che non c’entra a nulla se non per il fatto che il suo cognome rammenta le racchette. Ed è proprio in nome di queste racchette (con cui bisognerebbe pigliare a racchettate quattro quinti dell’umanità) che qualcuno (più furbo degli altri?) è probabile che abbia forzato o cercato di forzare il blocco come la Carola che “stiacciò” la barca della Finanza contro il molo del porto ed ebbe anche il premio (ovviamente dai comunisti accoglienti).

Ermanno Bolognini, l’uomo dello scandalo, l’assessore che, subito dopo aver preso le redini dell’assistenza sociale in una giunta Mochi, fece levare di colpo due sussidi da 1000 € mensili ciascuno a due noti personaggi casalserravallesi (per questo fece come l’estate di San Martino: durò solo tre giorni e un pochino), passa dal contestatissimo campo da tennis e vede, in tempi di «tutti a casa zitti e puce», diverse macchine, diversa gente “mascherinata”, ma anche la polizia municipale a fare verbali. Che sarà successo?

Bolognini fa parte di quella categoria umana che viene comunemente definita “dei rompipalle” perché, con le sue idee democratiche, invoca il diritto di essere informato e di poter esprimere liberamente le proprie opinioni. È troppo?

Senza forzare la mano, Ermanno l’esiliato scrive, su quel troiaio che è facebook, una domanda rivolta all’assessorA al ramo impianti sportivi, la signora Benedetta Vettori, e le chiede: «Che succede? Qual era il problema? Che è, che è stato?». E, per tutta risposta, scoppia la guerra. La Vettori gli chiede di togliere immediatamente quella sua domanda (era inopportuna? e per quale motivo? la Vettori sapeva forse di certi rigiri del tennis… “a porte chiuse”?) e, da lì in poi, un batti-ribatti su cui non è il caso di perdere altro tempo della nostra vita. A suon di commenti pro e contro, simpatici e rompicoglioni, tranquilli e incazzati. Che bella la vita di paese!

Ermanno Bolognini

«Ma che ci posso fare – mi dice Bolognini –? Che colpa ne ho se un amico, che vive in 60 metriquadri e che è in cassa integrazione a 560 €, mi dice che lui non può portare fuori i suoi due bambini per via delle stronzate di Conte, mentre altri fanno come vogliono? Ho solo fatto una domanda: la Vettori non aveva il dovere di rispondere e fornire spiegazioni pubbliche nell’ipotesi di una violazione, da parte di qualche ganzino, delle norme del “decreto tutti agli arresti domiciliari”?».

Non fa una grinza. E il rompicoglioni, assessore Vettori, ha sempre ragione e per più motivi: 1. è un cittadino che chiede; 2. è un elettore del suo comune; 3. ha diritto di essere informato se c’è qualche irregolarità (o non dicono che non obbedire a Giuseppi è reato?) in un bene pubblico come il tennis; 4. non siamo ancora al nastro adesivo sulla bocca e alle manette, anche se siamo assai vicini… Dunque, perché – sempre per restare in Shakespeare – tanto rumore per nulla?

LA FIORENZA, IL CORONAVIRUS E I PARASSITI

Un mio recente intervento dal titolo covid-19 & carognavirus. italia popolo di santi, navigatori, poeti, accoglienti, democratici e “schettini” credenti e devoti a san pio, sembra non sia piaciuto per niente alla signora Fiorenza, la politicamente impegnata moglie di Vladi-Virus Bechelli il “chiccaio” di Cantagrillo. E fin qui niente di male, me n’ero già fatta una ragione per il fatto di non piacerle: un dito in un occhoi , come me, non può garbare che a pochi (ai comunisti mai).

Il fatto è che anch’io, come l’Asl Toscana Centro – regno rosso del rosso-Rossi, di Paolo Morello Marchese e di Daniela Ponticelli –, ho un’azienda informatica che mi controlla quel che mi si dice alle spalle sui miei articoli, e mi invia gli alert opportuni perché sappia cosa bolle in pentola.

Il mio intervento non era stato spedito alla Fiorenza; né era stato inviato al proprietario del facebook (Ermanno Bolognini) che lo aveva liberamente inserito fra le sue “notizie”: c’era una ragione per scrivere «il Bianchini è un fazioso»? Stessa logica di chi ha lasciato un insulto anonimo per il sindaco Lunardi, credo.

Se la Fiorenza ha imparato a scrivere e lo sa fare sul facebook del Bolognini, perché non manda una mail direttamente a me, al giornale (direttorer@linealibera.info), con su scritto: «Bianchini, lei è un fazioso perché ha messo in giro una falce e un martello etc. etc.».

Mica me la sarei presa, Fiorenza. Sono abituato da 53 anni ad essere insolentito dai comunisti. Sarei stato, al contrario, molto cortese e gentile, con lei. Le avrei semplicemente risposto così:

Modello Vladi-Virus

Cara signora Fiorenza,
prima l’amico Bolognini (perché è un rompiscatole par mio) metteva i miei interventi su Cantagrillo ma non per tutti, su cui, se non erro, lei e Vladi-Virus siete piuttosto attivi.

Poi l’amministratore di quel facebook là, ha chiesto a Bolognini di non metterci più nulla di scritto da me.

Giusto e lecito, visto che è tutto in casa vostra e che, anche lei, padrona di casa dell’amministratore del sito, suo inquilino, ha interessi evidenti in questa impegnativa situazione.

Pertanto, Fiorenza, se dovessimo mettere la faziosità come un peso su una bilancia, io salirei alle stelle e lei finirebbe in cantina, dato che la mia pesa un grammo, ma la sua una almeno tonnellata. O sbaglio?

Con i più cordiali saluti anche a Vladi-Virus. E lo preghi di non insistere con troppi chicchi, io ho il diabete. Li ciucci lui, i chicchi. È più portato di me a leccare grazie alle sue stesse idee politiche.

Democratici di tutto il mondo unitevi – e levatevi di torno, grazie!

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
Diritto di essere fazioso come il vostro Fabio Fazio

Indro Montanelli

«Quanto scrivi [riferito a una lettrice] sull’insegnamento della Storia nelle nostre scuole è sacrosantamente vero. I testi su cui ve la fanno studiare sono o reticenti o faziosi, ma più spesso l’una cosa e l’altra, e soprattutto scritti coi piedi» [Indro Montanelli]. Oppure, più che con i piedi, con i quattro zoccoli degli storici di sinistra [Edoardo Bianchini].


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