covid-19 & granduca. «ALTEZZA SERENISSIMA, FATE I BAGAGLI ALLA SVELTA E RIFUGIATEVI A ROMA CON TUTTA L’INEFFABILE VOSTRA CORTE!»

Sua Altezza Serenissima Enrico Rossi, Granduca di Toscana

PRODE ENRICO, CHI GESTIVA

QUELLA MAIL CHE NON PAR VIVA?


Le sagge parole di un fu comunista…

 

ALTEZZA SERENISSIMA della nobilissima terra di Toscana, sono consapevole del fatto che non siete assolutamente abituato al contraddittorio e che, quando qualcuno Vi contraddice o Vi mette in difficoltà, avete sempre qualche sgherro che Vi protegge e magari insulta e offende chi Vi ha imbarazzato, dandogli del «fascista», come quando niente faceste a che un Vostro suddito, Salvatore Maiorano, a Pistoia, al Circolo Garibaldi, fosse perfino spintonato e aggredito da Aldo Morelli e Gentile Signora.

No, non siete avvezzo al contraddittorio, perché da un ventennio (e i ventenni, dovreste saperlo, sono sempre problematici) regnate indisturbato su questa Toscana che avete ridotto all’osso con la Vostra sanità fatta solo di insulti al popolo e all’intelligenza di chi ragiona con un proprio cervello.

Avete, Altezza Serenissima, tagliato, sfoltito, rapato, depredato, sperperato, segato, imboscato e dismesso il possibile e l’impossibile: e con queste Vostre democratiche azioni, non prive dell’odor fine di clientelismo, avete comprato un esercito di lanzichenecchi di partito che vi hanno garantito – grazie al sistema-Pd della distribuzione dei pani e dei pesci, alle sistemazioni dei vassalli, valvassori, valvassini e, in fondo, dei servi della gleba – le quattro gambe del Vostro soglio granducale.

Ora, però, è giunto il momento in cui anch’io, riverente, voglio inchinarmi a Voi e rendervi pubblicamente grazie per l’impegno che avete profuso per l’emergenza-Covid-19. E lo faccio di buon grado, perché, come si dice, quando è giusto è giusto. E dinanzi a tutti.

Covid-19. La mail dell’Ausl Toscana Centro funzionava o no?

Dall’inizio dell’emergenza, da Vostra Altezza non ignorata né sottovalutata come invece ha fatto il Vostro Visir Nicola Zingaretti («tanto rumore per un’influenza!»), prònubo della superficialità più sciocca e tribale, Vi siete mirabilmente attivato senza indugio e senza risparmiarVi, e siete corso, e avete fatto correre, ai ripari del caso, tipo Carnevali di Viareggio e nevi assolate per tutti all’Abetone, Luca Lotti compreso.

Avete immediatamente attivato il servizio che doveva garantire la salvezza del popolo, attivando una nobile mail finalizzata alla segnalazione dei casi, certi, incerti e/o sospetti di Covid-19: segnalazioni.malattieinfettive.pistoia@uslcentro.toscana.it.

Era affidata, questa porta, a tutti i medici di famiglia perché segnalassero, su quella casella, le criticità che fossero loro note e, credo, da Vostro umile suddito, che i medici di famiglia lo abbiano fatto con onore e scrupolo.

E non solo lo hanno fatto: ma in più, dopo essere stati lanciati all’assalto dalla trincea della strada indirizzati con schizofreniche circolari, che a un’ora davano certe direttive e appena 40 minuti dopo le smentivano; questi medici, senza frontiere e, soprattutto, senza mascherine di sicurezza, messi tutti contro il muro dell’emergenza, si sono chiesti e hanno continuato a chiedersi (lo stanno facendo da un mese circa) perché nessuno dei pazienti segnalati da loro, fosse stato mai chiamato a fare un tampone per verificare il suo stato di salute.

Vedo, Altezza, che state iniziando ad arrossire più del solito: né so se per ira (iroso Vostra Altezza sembrerebbe esserlo, se andiamo a vedere alcune inaspettate reazioni in qualche passata televisiva) o per pudore (il che già sarebbe, ma non lo credo, un motivo più che valido).

I patti con i medici di famiglia ero stati chiari:

segnalate i casi, da voi rilevati, alla casella segnalazioni.malattieinfettive.pistoia@uslcentro.toscana.it

Ufficio Stampa, trovateci il funzionario invisibile!

a fine giornata le segnalazioni verranno trasmesse agli ospedali di riferimento (qui Pistoia, ma senz’altro anche nel resto dell’Usl Centro)

gli ospedali si attiveranno e procederanno a eseguire il tampone seguendo passo passo i pazienti segnalati, ove positivi

È stata, Altezza Serenissima, una storia come quella di Fanfulla da Lodi condottiero di gran rinomanza, solo un po’ più lunga e strascicata.

Sono passati, infatti, non solo un giorno, due giorni, tre giorni, ma addirittura tre settimane e più; e i pazienti segnalati – che dovevano essere sottoposti a osservazione e monitoraggio ed essere seguiti nei loro spostamenti perché o positivi o stati a contatto con positivi di famiglia e non – si sono persi, come gli ebrei, in un deserto del Sinai, divenuti anonimi e irrintracciabili come i loro discendenti che, ad Auschwitz, arrivavano e venivano portati a fare la doccia: si sono volatilizzati nel vento.

Questa mattina, 26 marzo, qualche medico di famiglia, meno «aPpidDiàto» di altri e più autonomo e dotato del senso dell’onore professionale acquisito con il Giuramento di Ippocrate, ha deciso di grattare, scocciare, chiedere, telefonare, scrivere, strillare, gridare, fischiare e quant’altro per fare rumore e attirare l’attenzione.

E Ulisse si presentò

E a questo punto, Altezza Serenissima, ho scoperto quanto Voi siate degno di essere oggetto di venerazione anche da parte mia, da sempre Vostro fedelissimo e infaticabile oppositore.

Si sarebbe scoperto – a quanto mi dicono – che in Regione Toscana era perfettamente funzionante un servizio di monitoraggio-infetti affidato (aiutatemi, Altezza Serenissima, dall’alto del Vostro trono dorato, a parlare, perché io non sbagli!) A NESSUNO, una sorta di «isola che non c’è» buona per Peter Pan o la porta di un viaggio attraverso lo specchio.

Dietro quella casella segnalazioni.malattieinfettive.pistoia@uslcentro.toscana.it, solenne come il blasone di un nobile spagnolo del 600 da peste di Milano, NON CI SAREBBE STATO NESSUNO – queste le notizie per noi verificate e credibili – perché (si mormora) solo lunedì prossimo, 30 marzo 2020, la Vostra Giunta Aulica ed Aulente di profumo d’ambrosia e nettare, quella che ha confermato 80mila € ai disforici di genere, si riunirà per decidere A CHI AFFIDARE l’uso della casella segnalazioni.malattieinfettive.pistoia@uslcentro.toscana.it, che finora sarebbe sempre e solo stata una scatola vuota destinata a coglionare medici e paramedici, ma soprattutto cittadini ridotti, oltre alla miseria, alla disperazione per la morte di familiari senza poterli rivedere né riabbracciare né altro, se non ricevere un’urna di ceneri e, insieme, anche una fattura per avvenuta cremazione come avviso di pagamento!

Vostra Altezza, mi creda, non vorrei crederci: ma così mi dicono i medici di famiglia che non si rivolgono ad altro quotidiano che a noi di Linea Libera, perché dei colleghi della stampa organica non si fidano essendo certi che, perlopiù, sarebbero piegati verso di Voi come i giunchi del fiume dopo l’onda di piena.

Relata refero, Altezza Serenissima. Vi riferisco quello che mi è stato detto e che – tremo al pensiero – mi mi è stato mostrato con inoppugnabili prove.

Quanti tamponi da quella casella? Niente, neppure una caramella!

A Voi mi rivolgo, Altezza Serenissima, perché, dall’alto della Vostra prudente saggezza ducale, vogliate pubblicamente smentire quanto Vi ho scritto, affinché possiate illustrare al Vostro amato popolo toscano un’ipotesi reale e credibile di scenario delle condizioni sanitarie d’insieme.

Perché, se quel che mi è stato riportato non fosse vero, sono certo che non avrete tentennamenti o dubbi a dichiarare, sul Vostro onor di regnante, che siamo dinanzi a una solenne fake news.

Ma se l’ipotesi si rivelasse veritiera o verosimile, Vostra Altezza Serenissima, con la nobile Corte che si è costruita intorno a difesa, conscio delle proprie mende, mostri l’onor di fare come l’altro Granduca di Toscana: metta all’istante insieme armi e bagagli e prenda la via di Roma, sull’esempio di Canapone. E per non tornare mai più a presentarsi tra la gente che ora muore e soffre soprattutto in grazia della Vostra inadeguatezza!

Sempre umilissimo servo Vostro.

Edoardo Bianchini
Orgogliosamente non-giornalista perché ascolta la gente
Diritto di cronaca, critica, satira
[direttore@linealibera.info]

Alcuni lettori desidererebbero sapere dove si sia rifugiato Eugenio Giani e dove stazioni, attualmente, il Consiglier Prezzemolo Niccolai.

Questa “lettera aperta” al Granduca riprende (non voglio essere troppo bravo né farmi bello con le altrui piume) un’antica rubrica che appariva su La Nazione dei miei anni verdi, 50 anni fa, a firma di non ricordo chi (ma qualcuno lo ritroverà senz’altro) che stuzzicava, anche allora, il Presidente (a quei tempi non si diceva tronfiamente Governatore – e di cosa?) della da poco varata inutile, scroccona, indebitata, distruttiva, clientelare Regione Toscana.

La spediremo a tutte le testate «così parrà la lor nobilitate» in relazione al nesso-dovere di «verità sostanziale» che campeggia, illuminandola, nella legge istitutiva del “diversamente utile” Ordine dei Giornalisti.


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