covid-19. PER ME VOGLIO QUESTA EPIGRAFE: «VISSE, MORÌ. LIBERO, INTRANSIGENTE. NON DORME, VEGLIA»

«Siamo tutti “in attesa” e ciascuno di noi affronta il dilemma: toccherà anche a me? Chi lo può dire e chi lo può sapere, ammesso e non concesso che tutto quello che ci dicono l’Alda d’Eusanio o la Parietti sia vero, per chi ha lo stomaco di ascoltarle?»

PISTOIA. Abbiamo ricevuto e pubblichiamo:

Ascoltatemi, per cortesia. Questo virus, ci dicono, miete vittime e non guarda in faccia nessuno.

Siamo tutti “in attesa” e ciascuno di noi affronta il dilemma: toccherà anche a me? Chi lo può dire e chi lo può sapere, ammesso e non concesso che tutto quello che ci dicono l’Alda d’Eusanio o la Parietti sia vero, per chi ha lo stomaco di ascoltarle?

Comunque sia, senza scomodare citazioni illustri, “chissenefrega”!

C’è un aspetto che mi disturba: se muore qualche notabile, magari leccaculo da una vita, stigmatizzato dalla politica Dc-Pci-Pd e dalla furbizia che ne ha fatto un uomo eccellente e bravo, i miserabili quotidiani locali si profondono in laudi che soverchiano pure le imminenti celebrazioni pasquali.

Insomma, se muore qualcuno che donava il sangue, era un gioviale puttaniere o un professionista in carriera per sé e per i famigli, “laudazioni” e miserere a profluvio; se muore uno sciagurato, appunto, chissenefrega! Perché “the show (della vita) must go on”!

Mi scuserete per la citazione inglese, ma in questo momento sto pensando a quel fesso di primo ministro inglese che è in terapia intensiva e propagandava l’immunità di gregge. Insomma, quando muore qualcuno, ancorché conosciuto, che la sorte non ha risparmiato, tutto a un tratto diventa buono, integerrimo, solidale, genuino, difensore degli ultimi, eccellente, professionista umanissimo, etc. etc..

Per chi crede: Miserere nostri, Domine. Per chi non crede e per i leccaculo della cronaca nostrana, solo miserabili e miserevoli “coccodrilli” giornalistici con contorno di “gheisce” e donnine in sottana scura per nascondere il culo, data anche la tarda età.

A me, al momento, è andata bene; se così non fosse ricordatemi per quello che fui e come volle fosse scritto sulla sua tomba un mio amico, pardon, camerata : «Visse, morì. Libero, intransigente. Non dorme, veglia».

E leggetevi ’a Livella del principe De Curtis, in arte Totò.

Felice De Matteis
[redazione@linealibera.info]


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