covid-19 pescia. CARI PD, PER CURARE I PAZIENTI NON SERVONO NÉ TESSERA DI PARTITO NÉ AFFILIAZIONE A LOGGE ROSSE, MA PERSONALE CAPACE: SCELTO PERCHÉ HA CERVELLO E NON ZUCCA VUOTA E UBBIDIENTE

Se Zingaretti guarisse strusciandogli la tessera sul naso, si potrebbe parlare davvero di miracolo socio-economico del Pd: lo voteremmo anche noi!

«NO SE RINDE UN GALLO ROJO
MAS QUE CUANDO ESTÁ YA MUERTO
»
MA LA TESSERA FA POCO
SE LA PESTE IL VARCO HA APERTO!


Andremo vedendo, disse il cieco al sordomuto

 

CARI LETTORI E CARI PESCIATINI che leggete con grande attenzione Il Cittadino Pescia, e ciò che vi dice, al sicuro in uno scafandro giallo, il vostro sindaco Oreste Giurlani: dormite pure fra due guanciali, ma anche quattro, perché, se la politica vi dice che «Tutto va ben, madama la marchesa!», vuol dire veramente che le cose stanno così per forza, per decreto, per legge – ovviamente una legge fascista di fatto se non di colore.

Il fascismo non è nero. Era quello di Mussolini, nero. Ma quello dello Zio Stalin, che giocava a chi era più bravo con lo Zio Hitler, era rosso: rosso come il sangue dei popoli pestati e oppressi per creare, con quel suo sangue, le poltrone gonfiabili e i materassi a liquido, adatti ai «culi d’oro» dei democratici di Bibbiano e di Capalbio che hanno buttato giù il muro di Berlino e hanno fatto ascendere al cielo post-comunisti che credono in Dio come la Merkel, la famosa Zia Angela, nipote dello Zio Hitler ma più furba di lui perché cresciuta in una caserma della Stasi come Putin in una del Kgb: lui si è fatto consacrare czar di tutte le Russie al posto di Nicola; lei è diventata non solo una Papessa Giovanna, ma, senza sparare una pallottola né muovere un carrarmato, ha conquistato e sottomesso l’Europa dei popoli (scemi) al suo Quarto Reich: come del resto ha sempre detto Paolo Savona, cancellato per decreto dalla storia d’Italia.

Die Deutsche Demokratische Republik (DDR). La famosa Zia Angela, cancelliera del Quarto Reich

La sanità toscana, come gestita da Enrico Rossi, in veste di assessore prima e di monarca padulano poi, è una sanità rossa: ma non è automatico che il colore possa curare e guarire le varie patologie.

Per esempio le barbe rosse a qualcuno fanno male: i rossi di Rossi, invece, fanno male a tutti. A partire dalle tasche dei toscani che su Massa e Carrara hanno buttato via due ospedali nuovi per farne un terzo brutto come le altre quattro «cagate pazzesche» volute dal Granduca a partire da Prato in su: e per giunta assecchite a suon di tagli paurosi in posti letto e servizi. Insomma una indecente schifezza preannunciata da una ruberia di 428 milioni di € spesi in Rolex, gioielli, vacanze e puttanate varie da puttane di alto rango – perché dirigenti e politici vogliono il meglio e non le caccole.

Gli uffici stampa delle Asl «tromboviolinavano» (= osannavano in ottoni e accompagnavano con musiche di liuto) le bellezze della riforma di Rossi da cui – scrivevano – venivano a imparare anche dall’estero e (se non sbaglio) perfino dalla Cina. Noi, di Quarrata/news-Linee Future e Linea Libera, che osavamo smentire ogni giorno questa «diceria dell’untore» che definivamo giustamente «velineria, veliname, propaganda di partito, tromboviolinate», venivamo presi di mira da sedicenti avvocati-inavvocati (il famoso sedicente avvocato dottor Luca Cei, oggi in quel di Livorno) e venivamo presi a frecciate come dei San Sebastiano perfino dai difensori della verità, i giornalisti-giudici delle commissioni di disciplina fiorentine (per con-passione ed empatia di colore?).

C’è voluta la «peste gialla» per far venire alla luce la realtà vera. Ma non basta. Vi garantisco che quando vedrete i documenti di cui vi ho detto, vi si rizzeranno i capelli perché vi renderete conto di cosa ha combinato il Pd con la sanità-diritto dei toscani, e di quali e quante coperture (bassi profili? occhi chiusi? naso tappato?) siano state costruite a protezione di questa indecenza.

Dilemmi quasi irrisolvibili

Nel frattempo leggetevi qualche briciola di verità che viene da Pescia, raccolte lungo il fiume un po’ sudicio della città.

Dal «nosocomio» (che figata!) ci dicono che al personale sarebbe stata fatta firmare un’autocertificazione (è un sistema che piace alle sinistre e molto: sa di Ferragni…) di essere di sana e robusta costituzione e esente da malattie.

La sanità è il mondo alla rovescia: sono infermieri e Oss a certificare di essere in perfetta forma. Domani cosa ci diranno di fare? Di mangiare dal culo e cacare dalla bocca?

Se fosse vero (ma diranno sùbito che è una fake [skif] news – ci penserà Oreste, ribattuto da Il Cittadino Pescia) non andrebbero arrestati tutti?

Buon divertimento. Non strappatevi i capelli: tanto non ne avete più. Ve li ha già tolti il Pd!


SPIGOLATURE E SPIGOLI

17 marzo R

Hanno detto che doveva essere un ospedale no-Covid-19. Abbiamo una week surgery (chirurgia – n.d.r.) dove mettono i sospetti in attesa di risposta di tamponi.

Se sono negativi li portano in medicina setting A (corridoio – n.d.r.) dove sono ora soprattutto ricoverati la maggior parte di malati con polmoniti, strano in questo periodo!

Un solo tampone negativo non garantisce la non positività al Covid-19. Infatti il secondo tampone fatto alla signora medico curante (poi finita a Pistoia – n.d.r.) fu fatto per sbaglio (fortunatamente) e si rivelò positivo, quindi credo che potrebbero esserci positivi dei falsi negativi.

Non hanno fatto i tamponi a nessuno di noi e neanche ai pazienti che sono stati in camera con il medico, anzi oggi (ieri – n.d.r.) una guarita la hanno mandata a casa. Speriamo che fra 14 giorni non esordisca con un problema di polmonite.

Comunque fanno entrare molte polmoniti!

17 marzo T

[21:09, 17/3/2020] Ho parlato adesso con la voce di Pescia.

[21:20, 17/3/2020] L’ospedale intero sa tutto … ne parlano tutti ma ancora non si decidono a parlare. Secondo me qualcuno si farà avanti nei prossimi giorni.

Il medico curante (di cui si è parlato – n.d.r.) è una donna ed è di Monsummano, si è contagiata con la signora di 80 anni. Le infermiere della medicina stanno continuando a lavorare, dovremo aspettare i fatidici 14 giorni. Se risultassero positive avranno infettato tutti, familiari compresi.

[21:21, 17/3/2020] Della positività dell’infermiera di Pescia ancora nulla.

So che il Barontini responsabile della rianimazione ha indicato un tipo di ventilatore che è stato acquistato con la raccolta fondi fatta qualche giorno fa (fonte Facebook).

Ti avevo mandato qualche giorno prima due documenti di acquisto per un ecografo e un fibrolaringoscopio. Su questi due acquisti sinceramente ho perplessità … Che ci azzecca con il coronavirus?

Ultima notizia: al San Jacopo dicono che hanno messo a disposizione due psicologi per sostenere gli operatori sanitari.

Personalmente credo che se gli psicologi risolvessero i problemi, il mondo sarebbe un paradiso (nota del direttore).

18 marzo R

[18/3, 16:12] Pescia. Al letto 25 … la stanza dedicata ai sospetti di Covid-19 in attesa di risposta tampone c’è un paziente sospetto… in attesa di risposta la dott. Panigada ha ricoverato al letto 26, quindi nella solita stanza, una paziente che viene da Pistoia corona negativo!

[18/3, 16:13] …, così infesta altri pazienti.

[18/3, 16:16] Altri pazienti sono in attesa di risposta al Covid-19 insieme ad altri pazienti.

18 marzo T

[14:04, 18/3/2020] Ho sentito la signora … dunque in medicina c’è il clima del

Terrore, stanno minacciando le infermiere di licenziamento se parlano. La novità è che devono firmare un’autocertificazione dove attestano che sono in buona salute.

[14:05, 18/3/2020] Questa ha perfino registrato la collega negli spogliatoi che dice tutte queste cose.

18 marzo Cr

Una mascherina (che serve a poco)

Un tale, quando era ricoverato là, con il loro rispetto rigoroso dei protocolli, lo resero positivo alla Klebsiella, e poi gli toccò stare una settimana in un lager in isolamento…

Anche in quel caso per promiscuità e cialtroneria. Addirittura ad un colloquio ci fecero vedere la cartella clinica di un altro paziente perché le avevano scambiate…

18 marzo T

Mi dicono che apriranno il Ceppo per le cure intermedie. Questi deficienti ancora continuano con questa storia dell’intensità di cura. In Svizzera hanno preparato reparti per i pazienti terminali così faranno anche qui soltanto che gli ipocriti dell’Asl le chiamano “cure intermedie”.

E ora iniziate pure a parlare su quel troiaio indistinto e indistinguibile che si chiama facebook.

Per chiarimenti rivolgersi a: dottoressa Grazia Panigada, dottoressa Sara Melani, Oreste Giurlani quale responsabile della salute pubblica di Pescia, ufficio stampa&propaganda Usl Toscana Centro (responsabile signora Daniela ponticelli).

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
Diritto di cronaca, critica, satira e parecchio coraggio

 

Il giornalismo si fa col rigore,
non con le chiacchiere del dottore:
specie se il medico è stato acquisito
non per cervello, ma per partito!


 

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