covid-19 pescia. E ORA VEDIAMO COME SE LA CAVANO I SIGNORI DEL MODELLO TOSCANO DELLA MIGLIORE SANITÀ DEL MONDO!

Una signora ci chiede, preoccupata e indignata, chiarimenti su cosa sia veramente accaduto all’ospedale di Pescia, eventi tutti avvolti dal silenzio ermetico e dalle smentite più secche del sindaco Giurlani che parla di «fake news». Ecco i nostri consigli per avere risposte e per dare il giusto credito al sistema informativo del PNF-Democratico della Toscana di Rossi
Lettera e risposta a una signora preoccupata…

TACI, NON RIFIATARE E CHIUDI GLI OCCHI
O NON SAI PER DAVVER COSA TI TOCCHI!


Giù la testa! È così che in Toscana si fa libera informazione

 

DOPO I NOSTRI interventi su ciò che sarebbe accaduto all’ospedale di Pescia (vedi qui e leggi qui); dopo tutte le accuse di fakeismo (= di diffondere notizie false, a cui rispondiamo con un serenissimo fuck off), che Oreste Giurlani e i «signori del vapore» ci hanno caricato sul groppone – in realtà senza riuscire a smontare un solo bullone del nostro impianto, anzi… –; dopo il silenzio ermetico dell’ufficio stampa&propaganda di Paolo Morello Marchese, diretto da Daniela Ponticelli, una cittadina ci ha scritto e ci ha fatto delle domande a cui intendiamo rispondere con questa nota di commento.

Dobbiamo però precisare, in via preliminare, che la signora Ponticelli, capufficio stampa dell’Usl Toscana Centro, è una «figura blindata» dalla politica piddino-sanitaria di Firenze, un àmbito in cui sono ricomprese anche le commissioni di disciplina dell’Ordine dei Giornalisti che hanno dato il meglio di sé quanto a favorire e proteggere questa ex portavoce del direttore generale dell’Asl.

Chi ci conosce sa che noi non parliamo mai a vuoto e che quello che diciamo ci risulta – come dicono gli avvocati – «per tabulas», cioè da documenti scritti e ufficiali.

Recentemente la Ponticelli ha ufficialmente dichiarato di avere sempre riscosso lo stipendio per questo suo incarico, ma ha anche fatto «mettere a verbale» che quella funzione di «portavoce del direttore generale», per cui sarebbe stata retribuita fino al 5 dicembre 2015, lei, non la ha mai esercitata.

Ora la domanda è semplice e intuitiva: se un dipendente pubblico ha riscosso per un compito che non ha mai svolto, non ha, forse, integrato un’ipotesi di truffa ai danni della finanza pubblica? Non ha beatamente preso per il culo i suoi concittadini?

Regione Toscana, Ordine di Rossi. Tutti zitti e puce!

E perché, dinanzi a un fatto così macroscopicamente evidente e moralmente scorretto, tre membri di chiara fama della disciplinare dei giornalisti di Firenze, con un sussiegoso presidente laureato in legge e un membro che ha lavorato per decenni in polizia giudiziaria alla procura della repubblica di Firenze (del relatore non abbiamo ancora notizie più precise), la hanno «assolta da ogni peccato e liberata da ogni turbamento» e facendole perfino un elogio?

Vi sembra normale o non dovremmo, piuttosto, denunciare tutto all’Anticorruzione? E qualcuno, cari lettori democratici, ci ha pure minacciato di non dirle queste cose: o altrimenti saremmo stati denunciati e saremmo potuti incorrere in sanzoni civili, penali e disciplinari – e risalutamassòreta!

Alla faccia del fascismo del duce e della democrazia di Stalin e di Rossi! Dobbiamo starcene zitti se vediamo uno che svaligia una banca, perché, se ne facciamo il nome, rompiamo i coglioni violando la privacy di un delinquente?

No. Come il Marchese Del Grillo, noi andremo volenttieri in Castel Sant’Angelo: ma, perbacco, gente che adora la tessera del PNF-Democratico toscano, con noi dovete venirci pure voi difensori dell’informazione e della verità!

Ogni sinedrio lavora per intrecciare corone di spine

La vergogna non è nostra, è vostra, brava gente! Almeno prima che il Covid ciporti via, vogliamo cantarvele tutte a chiare lettere, signori del dovere della «verità sostanziale» nei «limiti della lealtà [che è?] e della buonafede [chi è, il ministro della prOscrizione?]».

DOPO I NOSTRI INTERVENTI, dicevamo, stamattina ci arriva questa richiesta da una signora dell’area pesciatina. Leggete.

Buongiorno,
Per cortesia vorrei sapere a chi rivolgermi per avere più info su questo fatto, visto che ho avuto mia mamma ricoverata in Medicina B a Pescia e ci son stata pure io i primi 2 giorni che aveva bisogno.
Grazie della cortesia.
******   ******

Noi abbiamo risposto così:

Buongiorno, gentile signora.
Le rispondo fra poco con un nuovo articolo su cui sto lavorando.
E glielo invio direttamente alla sua casella di posta elettronica.
Grazie per averci contattato.
A presto!
Edoardo Bianchini

Ed ecco la nostra risposta a questa cittadina giustamente preoccupata e indignata.

Oreste Giurlani nega. Sono tutte  fake news. Ma non risponde su WhatSapp…

Le persone a cui può rivolgersi sono molte:

  1. Il sindaco Oreste Giurlani, come autorità della salute in quel di Pescia (in privato potrà avere anche il suo cellulare, visto l’interesse e il diritto che ha di sapere direttamente dalla fonte)
  2. La dottoressa Grazia Panigada, telefonando in ospedale (ma dubitiamo che possa avere una risposta: come il vicario di provvisione della pagina della rivolta del pane a Milano nei Promessi Sposi, forse è chiusa nel sottoscala in questo momento)
  3. La dottoressa Sara Melani, operatrice della tsak force (o debolezz?) pesciatina, direttamente in ospedale. Ma molto probabilmente non risponderà perché sarà chiusa in qualche ambulatorio a igienizzarsi le mani per sua sicurezza
  4. Al dottor Renzo Berti, presso l’Usl di Pistoia, via Pertini: unico Arcangelo Gabriele di Paolo Morello Marchese, che può dare una risposta secondo i comandamenti di Dio Padre Onnipotente, creatore del cielo e della terra dell’Asl Toscana Centro
  5. All’Ufficio Relazioni col Pubblico – o, come si dice, Urp, suono che sembra anche un urto di stomaco… – mail certificata: uslcentro@postacert.toscana.it; mail ordinaria: urp@uslcentro.toscana.ittel. 055 545454 tasto 1, da lunedì a venerdì ore 7.45-18.30 e sabato ore 7.45-12.30
  6. I discorsi e… i fatti

    Ufficio stampa: Daniela Ponticelli, coordinatrice, cellulare pubblico di servizio 349 4458520 – mail:  ponticelli@uslcentro.toscana.it; e in subordine: Elena Cinelli, cellulare pubblico di servizio 329 2985703 – mail: elena.cinelli@uslcentro.toscana.it; Vania Vannucchi, cellulare pubblico di servizio 320 4374566 – mail: vania.vannucchi@uslcentro.toscana.it; Paola Baroni, cellulare pubblico di servizio 334 6851158 – mail: paola.baroni@uslcentro.toscana.it

  7. In cima all’Olimpo pistoiese: dottoressa Lucilla Di Renzo, direttore dell’Ospedale San Jacopo, più noto come «il gommone» perché, come Cristo, galleggia sulle acque del Campo di Volo. Direttamente in ospedale. Numeri sul sito web.

Abbiamo comunque l’impressione che la signora che ci ha interpellato farà la fine di chi telefona in Paradiso e vuole parlare con San Pietro: troverà o la linea occupata o un disco registrato che inviterà – dopo aver fatto pigiare 7-8 numeri più il famoso cancelletto # – a «riprovare più tardi».

E «non è mai troppo tardi», diceva Alberto Manzi in Tv…

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
Diritto di cronaca, critica, satira, sarcasmo e “scogliona-virus”
È un sistema malato. Non di Covid-19, ma di reticenza, [sacra] corona[unita]virus e neofascismo di sinistra toscana. Sistema consolidato

Disse Zeus nell’intervista:
«Fossi al mondo nato vile,
non avrei scelto (che bile!)
di far questo, il giornalista!»


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