covid-19. PISTOIA “SCOPPIA”. ORA ANCHE IL PACINI DI SAN MARCELLO VA BENE

Netta apertura del Sindaco all’impiego del Piot per accogliere i contagiati in via di guarigione. I pazienti della struttura verranno trasferiti a Pescia
L’entrata del Piot Pacini di San Marcello

SAN MARCELLO – PITEGLIO. I numeri di contagiati a Pistoia fanno paura, sono i più alti della Toscana, con un aumento rispetto a ieri di 17 unità, che portano il numero dei ricoverati a 147 di cui 26 in terapia intensiva

La soluzione per decongestionare il San Iacopo in forte difficoltà nonostante sia uno degli ultimi ospedali realizzati dalla Regione Toscana, è stata discussa, oggi lunedì 23 marzo, con la Asl dal Sindaco di San Marcello Piteglio Luca Marmo e individuata nel vecchio Ospedale Pacini tramutato per scelte miope dalla politica in Piot con appena 25 letti.

I pazienti in fase di guarigione verranno trasferiti, se ce ne sarà bisogno, da Pistoia alla struttura montana e gli inquilini del ex-fiore all’occhiello della ex-Asl 3 di Pistoia, saranno smistati al Santi Cosma e Damiano di Pescia e qualcuno anche più in là.

Luca Marmo

“La nostra apertura è stata netta – fa sapere il Sindaco Marmo nel suo messaggio serale –. Non solo perché nell’emergenza è necessario stringersi in un abbraccio solidaristico con tutta la comunità pistoiese, ma anche perché questa è la prova provata che il Pacini è necessario al sistema ospedaliero provinciale. E la trattativa in corso per il rilancio della struttura ci vede forti, pure in un momento difficile, di questa verità conclamata”.

Fra like e i messaggi di ringraziamento per le notizie fornite, c’è anche chi osserva che sì il Pacini va rilanciato, ma farlo un centro di accoglienza per i positivi di coronavirus anche se in via di guarigione, non è proprio una buona idea, considerato che la montagna ha, per ora, numeri relativamente bassi.

Va inoltre osservato, ma sicuramente l’aspetto è stato valutato attentamente da chi deve prendere le decisioni, che la popolazione della montagna è costituita per lo più da persone anziane, che come dimostrano le statistiche impietose e crude, sono anche le più vulnerabili e le più soggette ad avere gravi conseguenze nel caso vengano contagiate.

Il dado è tratto o forse, ancora una volta, è stato tratto da altri.

Marco Ferrari
[marcoferrari@linealibera.info]

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