covid-19 & sicurezza sul lavoro. MA LA LEGGE NON ERA UGUALE PER TUTTI? I COBAS ESCLUSI DALL’INCONTRO SPILL

L’ingegnere Massimo Selmi avrebbe dimenticato di invitare i Rls dei Cobas e non “sale le scale”.

 

FIRENZE-PISTOIA. Sembra che il dirigente dello Psill, Massimo Selmi, abbia preso dei provvedimenti davvero interessanti dopo le denunce dei Cobas sulle quali abbiamo già dato notizie.

Infatti, avrebbe invitato (al primo piano di via Matteotti a Pistoia) i Rls (Rappresentanti Lavoro per la Sicurezza) di Cgil Paolo Tosi (personaggio preminente: è coordinatore degli Rsu unitaria) e Massimo Ciuti; Cisl, Roberto Rossi e Uil Latino Ruggero, per ricevere una loro impressione sulle doglianze e lamentele diffuse nei vari reparti degli ospedali dell’intera Asl Toscana Centro.

Una riunione calduccina: i sindacalisti si sarebbero incazzati duramente, avrebbero vociato forte e protestato con Selmi, al quale è stato chiesto «a che titolo ti sei presentato?», mancando all’incontro sia Renzo Berti che Morello Marchese del Ciocco.

Selmi, al quale non mancherebbe una buona dose di faccia tosta, avrebbe – prima di tutto – richiesto ai sindacalisti di sottoscrivere una sorta di liberatoria per annullare le denunce dei Rls Cobas (della serie che negli ospedali territoriali di Asl Tc, tutto va ben, Madama la Marchesa), ma nessuno dei tre avrebbe firmato. Interessante davvero se lo avessero fatto.

I Cobas, autori delle denunce, sono stati “delegittimati” e messi da parte perché le leggi ci sono, ma l’Asl se ne impipa?

Insomma, un gioco sporco, chiedendo agli antagonisti di sanare la denuncia di quei cattivoni di Rls Cobas rappresentati da Andrea Calò, che si sfoga con noi per la scorrettezza esercitata da un dirigente dello Psill: andasse a fare i controlli in reparto se non aveva delega di trattativa e convocasse per primi i denunciati!

I Cobas, infatti, ci dicono di non essere stati invitati all’incontro spiegando che il fatto è grave, essendo una riunione dedicata proprio all’esame delle vicende riportate nelle loro denunce; e di non aver avuto alcun riscontro in relazione ai vari esposti, prima allo Psill (Massimo Baldacci ha depotenziato tutto e cancellato la legge 81, insieme all’Ing. Giovanna Bianco della Regione Toscana), poi ai Carabinieri del Nas e adesso – ci rassicurano – alle competenti Procure della Repubblica dei vari territori di appartenenza dei vari plessi ospedalieri interessati.

Tre livelli progressivi che – ci rassicurano – saranno trattati con disponibilità a fornire le sit utili al caso, raccolte in vari dossier, non appena saranno convocati dai Magistrati.

Intanto ci riferiscono che Renzo Berti sarebbe andato alla Procura di Firenze: nessuno ha “salito le scale” a Pistoia, probabilmente perché il palazzo di via Orafi 1 è “ristretto” da una esposizione al virus, ma anche per la trascorsa e nota esperienza del neo insediato procuratore capo Tommaso Coletta che, proprio a Firenze, portò in giudizio un centinaio di tecnici di Asl: un fatto conosciuto ai dirigenti degli Psill (e anche a Selmi) che dovranno dissimulare con genuina disinvoltura le questioni connesse, per evitare che il colloquio – che avrebbe per tema l’applicazione mancata della legge 81 – possa divenire un problema.

Latino, Rls Uil, (centro) avrebbe duramente protestato contro il Selmi, urlando e imprecando per la sua ingiustificata presenza all’incontro.

Insomma, i Cobas sono indignati per questo comportamento reticente e omissivo da parte del Selmi, ma non si dicono sorpresi che gli altri tre sindacalisti si siano “prestati” a una riunione manifestamente asimmetrica, scorretta e spregiudicata alla quale non era stato invitato Andrea Calò, ovvero il Rls dei Cobas soggetto che ha presentato gli esposti per gli ospedali Covid e quelli (apparentemente) non-Covid.

I Cobas, lo ricordiamo ai distratti, sono territorialmente competenti per gli oltre 14mila dipendenti dell’Asl Toscana Centro in tre province, Pistoia inclusa: quindi perché è stato escluso?

E mentre i vari burattini, mangiafuoco e teatranti si muovono dietro le quinte della dis-ottemperanza alla sicurezza al lavoro, le lancette girano sul quadrante del tempo (questo è un fattore noto e apprezzato come strategicamente utile ad annacquare il vino, dalla Direzione dell’Asl), i dipendenti degli ospedali continuano a operare in stati di precarietà e di approssimazione gestionale denunciati in più riprese e pensano: ci sarà, per noi, un giudice a Berlino?

Alessandro Romiti
[alessandroromiti@linealibera.info]


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