covid-19 & sistema marcio. CI HANNO TOLTO TUTTO E ORA STANNO PER CROCIFIGGERCI CON I CHIODI DEL QUARTO REICH FORGIATI DAL MES

Se non fossimo nell’Europa dei Popoli che vanno ognuno per proprio conto, e se avessimo avuto non una Banca Centrale «privata», ma pubblica e federale; e se non fossimo al soldo dei «mangiaringhe» del Mare del Nord da dieci anni, con governi illeciti e presidenti della repubblica eletti da illeciti parlamenti, non saremmo ora trattati da schiavi da parte di una spudorata minoranza che si è impossessata del potere legittimandosi con la violenza del terrore del coronavirus…

 

PESSIMA TEMPORA CURRUNT


Sergio Mattarella e Giuseppe Conte: i problemi partono da qui

 

FAZIOSI, SÌ. Fino al punto di presentarvi due posizioni diametralmente opposte. Una faziosità strana, la nostra, se non proponiamo un’unica tesi «mangia-e-zitto», ma due offerte di primi a scelta.

Cominciamo con la Lega, rappresentata da Bagnai in un discorso di risposta a Conte, che resterà memorabile.

Proseguiamo poi con i dubbi di due giuristi: la dottoressa Maria Giuliana Civinini, Presidente del Tribunale di Pisa, tutt’altro che leghista e vicina a Magistratura Democratica; e dell’avvocato Giuliano Scarselli, Professore di Diritto Processuale Civile.

Sono loro a parlare e non un Fazio qualsiasi. Eppure, se non abbiamo preso un abbaglio, in molti punti le tesi e le analisi degli eventi convergono.

Coincidono sul fatto che questo s-governo – non eletto, imposto, usurpatore e sostenuto dal non-presidente Mattarella – ha violentato, ripetutamente e senza ritegno, la Costituzione e porta l’Italia dritta al fallimento economico.

Ascoltate le accuse di Bagnai e leggete il testo Civinini-Scarselli. E fatevi un’opinione propria oltre, ovviamente, al segno della croce…

e.b.
[direttore@linealibera.info]


magistratura e società. EMERGENZA SANITARIA. DUBBI DI COSTITUZIONALITÀ DI UN GIUDICE E DI UN AVVOCATO

di MARIA GIULIANA CIVININI e GIULIANO SCARSELLI

Maria Giuliana Civinini

 

1. In data 31 gennaio 2020 il Consiglio dei Ministri deliberava, per sei mesi dalla data del provvedimento, lo Stato di emergenza “in conseguenza del rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili”.

A seguito di detta delibera, su specifica posizione degli istituti scientifici sanitari, sono seguiti una serie di provvedimenti che, oltre a disciplinare i poteri straordinari attribuiti alla protezione civile e ad altre pubbliche amministrazioni, hanno inciso in modo totalmente nuovo e non secondario sui diritti dei cittadini.

Da ciò sono seguiti un certo numero di contributi, interviste sui giornali, video conferenze, ed altro, aventi ad oggetto il rapporto tra la normativa urgente dovuta al Covid 19 e la nostra Carta costituzionale.

A questo dibattito, seppur dopo varie esitazioni, abbiamo deciso di partecipare anche noi, e lo facciamo volutamente ora, in un momento in cui tutti viviamo la speranza che il peggio sia alle spalle.

Sia consentito, prima di arrivare al cuore della questione, porre alcune considerazioni preliminari.

a) La prima è che pubblichiamo questo scritto con una certa titubanza, con uno stato d’animo mai provato prima.
Si è avvertito, infatti, fra la gente, e purtroppo talvolta anche fra gli operatori giuridici, la volontà di affermare su questi temi il pensiero unico, l’idea che le cose potessero stare in un certo modo e basta, e che ogni dubbio fosse inopportuno, un vezzo fuori luogo in un contesto drammatico e doloroso.
Ebbene, il nostro intervento serve allora in primo luogo per contrastare queste posizioni e per affermare che anche in un periodo di emergenza sanitaria la libertà delle idee non può venir meno.

b) Si è soprattutto affermato che il diritto alla salute è il primo, assoluto, diritto della persona, e che ogni altro diritto, comprese la libertà personale e l’economia, devono semplicemente cedere il passo, senza alcun contemperamento tra l’un diritto e l’altro.
La posizione è probabilmente condivisibile di fronte alla pandemia che ancora stiamo vivendo; sia consentito tuttavia sottolineare che una idea del genere non emerge dalla Costituzione, e non è mai stata sostenuta da alcun costituzionalista ad oggi.
In verità, è discutibile si possa porre una scala di valori tra libertà e salute; ciò avviene nei sistemi dittatoriali, non può avvenire nel nostro.

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