covid-19 & stampa organica. «IL CITTADINO-PESCIA» OVVERO QUELLA SPECIE DI CICLOSTILATO DA PARROCCHIA CHE SOSTIENE IL SINDACO GIURLANI A LANCIA IN RESTA

Libertà di stampa e di informazione: ma che sia informazione e stampa e non «tromboviolineria» di regime. Un esempio, a nostro giudizio, da non seguire assolutamente. Non esiste cronaca senza verità
Luilì il Covid-19 non ce l’ha. Vedete come gli ridono gli occhi? E poi ha una temperatura bassa: 35:4. Però dategli una coperta: è troppo diàccio…!

A FARE CRONACA E SENZA DIR MAI
VAN DRITTI AVANTI PERSINO I FUNAI!


La sanità di Rossi, con i suoi medici e il suo personale dirigente di partito, è quella che ha regalato a Pesica il primato delle infezioni in provincia: piaccia o no alle pie donne di sistema

 

COME MINIMO domattina Il cittadino-Pescia sale le scale della procura di Pistoia o si reca dai Cc o dalla Ps per farci querela a causa di questo titolo che giudicherà offensivo. Noi diremmo meglio «offensorio», che fa rima con ostensorio, ciborio e «sospensorio», quel coso utile a tener sù le palle mosce che certa sinistra/non-sinistra si strascica fin sotto i PieDi.

In un’operetta simpatica, Luciano di Samosata, un sofista del II-III sec. d. C., ci insegna Come si deve scrivere la Storia. Ai pesciatini di Il Cittadino, crediamo vada insegnato come debba essere scritta la cronaca, specie dopo questo mirabile capolavoro di vescia, quel fungo che gonfia gonfia e poi scoppia con una polveraccia grigia che finisce nel naso: L’incredibile caso di un pesciatino. Come ha scoperto di essere positivo.

Come nell’altro “articolo” con cui ci accusava di “defakeare” (17 marzo, rivedilo), anche in questo sproloquio a ruota libera non c’è neppure un uncino di tenia che àncori la narrazione alla realtà.

Ciò significa che è come se l’articolo dicesse: «C’era una volta Cecco Rivolta, che rivoltava i maccheroni: se la fece nei pantaloni!». Ci dicono solo che l’interessato è un 58enne risultato positivo, ma sai te quanti 58 ci sono a Pescia e liberi professionisti? E soprattutto l’immagine di un bel ragazzino con occhi furbi e sorridenti con la misurazione (della febbre?) ci azzecca – direbbe Tonino Di Pietro – alla perfezione!

Tutto sommato pare che ci raccontino una favola pesciatina tratta dal nostro covid-19 & granduca. «altezza serenissima, fate i bagagli alla svelta e rifugiatevi a roma con tutta l’ineffabile vostra corte!» del 26 marzo scorso.
Questo modo di fare cronaca riporta in mente un caso vero di anni fa a Il Tirreno. Un collega professionista, che per pudore chiamerò con lo pseudonimo di Herrlichkeit von Verloben (aveva lavorato anche alla redazione di Pistoia, in via de’ Rossi, quando chi scrive seguiva quotidianamente la pagina di Agliana-Quarrata-Montale), era stato destinato a una redazione lungo la costa tirrenica.

E ogni giorno la cronaca registrava sempre eventi interessantissimi: furti, rapine, aggressioni, risse di albanesi e spacci di vario genere. Tutta roba che non risultava ad altre testate.

Non c’è neppure un uncino di tenia che àncori queste righe alla realtà

Il prefetto s’incazzò come una iena: cazziatoni a comandante Cc e Ps. Risultato: monitoraggio e, alla fine, sorpresa. Nei pezzi comparivano – e nemmeno sempre, a quanto si disse – le iniziali degli interessati: ma tutti quei casi, che facevano anche vendere più copie, non avvenivano da Livorno in giù come da Trieste… Indovinate? La base erano il Corriere della Sera e altri quotidiani del Nord. Risultato: Herrlichkeit licenziato.

Per concludere: abbiamo spulciato la Home di Il cittadino-Pescia ma, nonostante gli sforzi, non siamo riusciti a trovare né il nome di un Direttore Responsabile né l’anno della registrazione (n. 471) nel registro dei giornali e dei periodici del tribunale di Pistoia; e ci siamo imbattuti solo una casellina di posta elettronica (info@ilcittadinopescia.it) dietro la quale sembra che non ci sia nessuno perché, a una nostra nota, non abbiamo sentito far pio.

Insomma abbiamo avuto l’impressione di essere dinanzi al ciclostile “a mano” della parrocchia di San Salvatore in Agna. C’è una Pec, un diavolo di redattore, un «piccolo scrivano pesciatino» o è tutto affidato al buon cuore del figlio di Geppetto che ogni giorno scrive per Oreste?

Nel qual caso, forse, non sarebbe male che chi ci accusa di «defakeare», tornasse a spostare i mazzi di fiori del Mefit. Più utile e più appropriato.

Buon’ora legale anche al centro infettivo SS Cosma e Damiano che è affidato alle mani di dio!

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
Delitto di scoprire il popò del PoDere
Non dire cronaca se la ProDuci dalla canonAca o da sotto la tonAca del PuDor d’una monAca


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