covid-19 & supercazzole. PIDIOZIA “POLITICALLY CORRECT”: PERCHÉ MANTENERE PROFILI E TONI BASSI? PER MORIRE IN UN EDUCATISSIMO SILENZIO?

«Personalmente sono non solo felice di essere fazioso, ma pure orgoglioso. Come sono orgoglioso di non essere un professore nel senso tradizionale ciggiellino del termine e un non-giornalista nel senso tradizionale deontologico impostato sul metro e la misura delle commissioni di disciplina “politically correct” dell’ordine dei giornalisti della Toscana»
Per i fini edificatori e di consolazione, c’era il Manzoni, non molto simpatico a Gramsci. Ora devono farsi avanti gli psicologi, dato che i preti si sono fatti tutti o quasi funzionari della sinistra radical chic

 NON CADIAMO TROPPO IN BASSO
PORTANDO IL CERVELLO DRITTI ALL’AMMASSO!


Gridate piano! O Correte lentamente! Per assurDo

 

IN MATEMATICA, se non sbaglio, esistono anche le dimostrazioni per assurdo. Personalmente sono quelle che preferisco perché si basano su paradossi evidenti perfino al covid-19 che, notoriamente, non ha cervello, più o meno come certi compagni.

Facciamo un esempio paradossale (che i politically correct non capiranno perché perlopiù cerebralmente ancor meno dotati del Covid-19).

Una vecchina di 70 anni (quindi più giovane di me) viene attorniata da quattro giovinastri che cercano di strapparle la borsa con la pensione minima dell’Inps (500 € – ma, se fosse un nero, con un bonus da 1300 € per le onlus tricolori, e spesso trinariciute, che rubano).

Lo fanno, questo, in una via del centro, a mezzogiorno, quando sui balconi ci sono almeno 50 persone che aspettano che la mienstra fumi sul tavolo. Tutte affacciate – perché accade anche questo sotto gli occhi di tutti

Qual è, secondo voi, la reazione da tenere da parte di chi assiste alla scena mentre aspetta la pappa?

A Mettersi a strillare a tutta canna e, quelli del primo piano, cercare di precipitarsi in strada per prendere a randellate gli aggressori

B Evitare accuratissimamente di urlare e invitare, sottovoce e con garbo, gli aggressori a lasciare in pace la vecchina – perché non è il caso di irritarli, quei quattro delinquenti, con il rischio concreto di vederli passare a vie di fatto più drastiche

Non voglio rispondere, per non dare di imbecilli e deficienti ai lettori di Linea Libera.

Ma cosa possono pensare di noi?

Eppure i nostri santi «politically correct»; i nostri buoni e bravi italiani che vanno a messa; i nostri accoglienti che abbracciavano i fratelli per non essere definiti fascisti nazisti e leghisti; gli alleati e i sostenitori di un governo di coglioni in malafede di cui il New York Times scrive «In the critical early days of the outbreak, Mr. Conte and other top officials sought to down play the threat, creating confusion and a false sense of security that allowed the virus to spread», nei primi giorni critici dell’epidemia, Conte e altri alti funzionari hanno cercato di minimizzare la minaccia, creando confusione e un falso senso di sicurezza che ha permesso al virus di diffondersi: tutte queste teste di minchia ben condizionate al pensiero unico, qualificate e giustificate a parlare come profeti di dio e della chiesa di sinistra, si scandalizzano.

E mi scrivono e mi dicono e mi supplicano di non scrivere a chiare lettere sia il mio personale pensiero (che non chiedo a nessuno di condividere per decreto come fanno i compagni italiani che applaudono lo stato-padrone), sia la mia analisi dei fatti – spietata e cinica, ma storicamente acribica e metodologicamente corretta.

Lo fanno, ovviamente, per il mio bene; e lo argomentano in maniera scientificamente inoppugnabile, dicendo che «la gente pensa che Linea Libera sia un giornale fazioso e può credere che il suo direttore sia un avvoltoio e una iena».

Di questa loro spiegazione sono certo anch’io, ma solo ad una condizione di quelle che in matematica si definiscono necessarie e sufficienti: che con il termine generico «la gente» si intenda indicare uno di quei cosi che si chiamano «insiemi» e, più precisamente, quello dei «PiDioti ciucciapubblico» (sottinteso: denaro).

Chiarisco, in pimo luogo, che volesse il cielo che io fossi avvoltoio e iena! Ciò significherebbe che mi starei mangiando non i morti di coronavirus (per carità!), che sono vittime della «puttanità mentale» dei nostri non-governanti e delle istituzioni e delle più alte cariche dello stato (così si dice), sante solo per i coglioni politicamente corretti che ci credono o perché idioti/PiDioti o perché interessati ad affaracci loro. Definibili anche con il semplice termine antico ma onnicomprensivo di parassiti di regime e/o di sistema a seconda di chi comanda al momento.

In seconda battuta devo, ahimè, ri-chiarire, per la milionesima volta, a troppi (e qui la spiegazione è unica: la maggior parte o non capisce la lingua italiana o, se è andata a scuola, non ha imparato niente di più della Fedeli, dell’Azzolina, di Di Maio etc.) che l’aggettivo fazioso, secondo il Nuovo Dizionario Tre Cani (Sinistra Radical Editrice, Città del Vaticano), trova la sua giusta paretimologia varroniana nella formula inversa rispetto alla propria radice semantica.

Difficile? Spiego sùbito. In latino lucus indica lo spazio con poca luce sotto gli alberi di un bosco, un’area destinata al culto. E il compagno statalista latino Varrone (i romani erano comunisti come i Pd di oggi: lo stato è tutto, l’individuo è un rutto) spiega: «Lucus a non lucendo», che, per chi parla inglese come gli italiani colti tipo Renzi, significa «lucus viene dal fatto che non ha luce». Chiaro ora? Per la stessa psiegazione varroniana, chiunque non è un Fabio Fazio diventa, compagnamente, fazioso.

Personalmente sono non solo felice di essere fazioso in questi termini, ma perfino orgoglioso, e non poco, di esserlo. Come sono orgoglioso di essere un non-professore nel senso di non appartenere alla specie dei professori ciggiellini; e di comportarmi da non-giornalista nel senso tradizionale deontologico ligio al metro e alla misura stabiliti dalle commissioni di disciplina politically correct dell’ordine dei giornalisti della Toscana, che non “sostengono Pereira”, ma Enrico Rossi e i suoi mammalucchi.

Ora provate a immaginarvi un 14 luglio 1789, assalto alla Bastiglia, con le famose Marianne francesi che gridano agli assaltatori di essere bravi e gentili con l’esercito che difende il carcere e il regime: «Abbassate i toni, signori! Tenete dei bassi profili! L’ora è solenne per la patria e la storia: non sparate, preparate un bel tavolo per giocare allo chemin de fer o al burraco. Se mai ognuno di voi porti un avversario in un bistrot per un aperitivo stile Zingaretti…!».

Vi rispondo, gentilissimi educatori del bon ton, emuli del Della Casa, con una significativa espressione di Orazio tratta dall’Arte Poetica o Lettera ai Pisoni (non Piscioni come alcuni potrebbero credere o capire): Risum teneatis, amici? Ovvero: vi riuscirebbe, gente, non scompisciarvi dal ridere?

Troppe ostie e troppa teologia della liberazione da don Milani in giù vi hanno proprio cotto il cervello. Come tutti i tromboni che vi siete fatti da giovani e che volete continuare a farvi, magari liberalizzati, nei cessi del parlamento, in casa vostra e nei vostri cervelli vuoti.

Cari politicamente corretti: se siamo faziosi, almeno – contrariamente a voi – siamo qualcuno, non qualcosa.

E se moriremo faziosi, almeno lo faremo gridando e rivendicando la nostra libertà e non il consenso degli scemi!

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
Diritto delle libertà costituzionali
Ne ammazzan più gli scemi della spada


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