covid-19 & tromboviolini. «O PADRE NOSTRO CHE NEI CIELI STAI…», L’OMBRA DI DANTE PER UN MAGNIFICAT SULLE PARADISIACHE MERAVIGLIE DEL SS COSMA E DAMIANO DI PESCIA

«Una donna che ha partorito, per l’antica dottrina cristiana, doveva essere “rinsantata” prima di poter rimettere piede in chiesa. Un ospedale nella tempesta, come quello pesciatino, doveva pur essere rinobilitato; e diverse sono state le operazioni…»
Medici all’opera in sala operatoria al SS Cosma e Damiano di Pescia

TUTTO BENE E TUTTI SANI

LO ASSICURA LA MELANI


Il lupo e l’agnello. Lui perde il pelo  ma non il vizio…

 

IL LUPO perde il pelo ma non il vizio, specialmente se il lupo viene allevato, con i maremmani-abruzzesi, dal pastore stesso e dai suoi sheep boys che lo proteggono, lo nutrono e lo pettinano fino a farlo diventare un bell’esemplare che poi sarà immesso nel gregge con una pelliccia di agnello sul groppone. Fine del preambolo moralistico.

Ci riferiamo, precisamente, al comunicato scritto dalla responsabile dell’ufficio stampa di Paolo Morello Marchese dell’Ausl Toscana Centro, la pubblicista Daniela Ponticelli, il cui testo è leggibile qui: pescia. complesso intervento ortopedico per fratture al “s.s. cosma e damiano”.

Nel testo si evidenzia che due équipes mediche (chirurgica e ortopedica) si sono succedute (e si specifica «in immediata sequenza», cioè senza soluzione di continuità) per risolvere i problemi di un «not specified paziente», che avrebbe avuto problemi sia di sanguinamento addominale che di tre fratture agli arti inferiori. Fine della narrazione del fatto secondo il Vangelo apocrifo aslatico-toscano di Rossi.

Poiché facciamo questo mestiere da 53 anni e non ci fidiamo affatto delle fonti ufficiali (avete mai visto dei generali, che hanno perso una guerra, presentarsi e dire «abbiamo sbagliato tutto, puniteci»?); e poiché  un preciso dovere deontologico, di quelli che ci vengono inculcati fino alla nausea, prescrive di verificare sempre le notizie, questo abbiamo fatto e con i risultati che ora vi esponiamo.

Paolo Morello Marchese, direttore generale della sanità Toscana Centro

Il «not specified paziente» sarebbe stato operato all’addome dopo una brutta caduta e da lì sarebbe stato inviato in rianimazione.

Successivamente – e dunque non senza soluzione di continuità, come affermato dal velinificio di Morello Marchese – sarebbe passato alle amorevoli cure dell’équipe ortopedica.

Notizia uscita dalle segrete stanze interne del SS Cosma e Damiano (le SS ci stanno alla perfezione per un ospedale in cui l’aria che si respira sembrerebbe essere quella di un Lager, viste le minacce di cui si hanno notizie nei confronti degli infermieri). Fine della nostra narrazione.

Uno strumento caro al potere: il tromboviolino o violinofono

Qui termina il ricreativo e inizia il famoso «curturale» di Berlinguer ti voglio bene. Critica e commento, per chiarire a tutti: quindi, libertà di espressione e di pensiero e non rispetto assoluto della verità, ma sufficiente il riferimento al semplice «verosimile». Queste sono le regole della Cassazione.

L’ospedale di Pescia, con la presenza di certi primari e direttori, si trova a vivere un suo inglorioso momento di crisi: ospedale no-Covid, ma quasi certamente impelagato in una sorta di “centro dell’untume” colpevole, presumibilmente, della diffusione del virus per tutto quello che abbiamo scritto nei giorni scorsi – fatto passare per fake, ma, di fatto, non smentito né smentibile e, quindi, vero.

Una donna che ha partorito, per l’antica dottrina cristiana, doveva essere rinsantata prima di poter rimettere piede in chiesa. Un ospedale nella tempesta, come quello pesciatino, doveva pur essere rinobilitato; e diverse sono state le operazioni: dalla «tromboviolinata» di Oreste & C. (vedi il video) alla riconsacrazione dell’altare attraverso questa sviolinata che noi riteniamo, alla luce delle nostre indagini, una vera fake news, una sorta di montagne russe di Mirabilandia-Sanità utile a «sottolineare quanto l’alta professionalità degli operatori del presidio ospedaliero di Pescia continua a garantire ai cittadini le prestazioni sanitarie necessarie anche per casistiche molto complesse». Fine del commento critico.

Conclusione logica, sicuramente non gradita alla sanità politica toscana: prima che qualcuno scriva e affermi che stiamo diffondendo una fake news, abbiamo il diritto di chiedere l’esibizione, in copia autentica ovviamente, delle cartelle cliniche del «milite ignoto», con le parti i dati sensibili oscurati, ma con in chiaro la cronaca degli eventi per controllare se davvero le cose stanno come dice la signora Ponticelli supportata da nomi, cognomi e qualifiche dei componenti delle équipes e della dottoressa Sara Melani.

E la stampa velinara supporta il potere…

Se così sarà fatto, diremo immediatamente che chi ci ha fornito le notizie dall’ospedale, ci ha tirato una classica «polpetta avvelenata», con tutte le conseguenze del caso.

Ma se  l’ufficio stampa & propaganda e la dottoressa Melani non saranno in grado di farlo, signori del vapore e della velineria di azienda, dovrete vergognarvi di essere uno squallore in carne ed ossa senza princìpi morali né ritegno alcuno.

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
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