coviddizzati. ALLA LUCILLA, PIACE IL RISCHIO (DEGLI ALTRI)?

Il Dirigente ospedaliero che candidamente sostiene che è cosa buona e giusta, non rispettare il “distanziamento”. AL Tg 1 del 7 Aprile

Il rischio di contagio è un fattore che non interessa alla Di Renzo: questo esiste solo nella fantasia di noi giornalisti e, per questo motivo, la dottoressa premiata con il nobel “Donna di Agliana” e dirigente ospedaliero al San Jacopo, se ne catafotte dei contagi tra barellati, ritenendo più sconveniente stare fuori dall’ospedale a fare la fila protetti al chiuso di una ambulanza!

PISTOIA. Non è consueto che Pistoia – città dei sepolcri imbiancati – sia richiamata al Tg1 e questa volta, non è stato per la cultura o i vivai, ma per la brutta immagine offerta dei contagi da Covid, agevolati proprio da chi dovrebbe evitarli: l’ospedale e il suo direttore Lucilla Di Renzo.

Infatti, il Tg1 di quella sera ha ben presentato un servizio sull’incremento dei malati in Toscana mandando in video la denuncia della rappresentante delle infermiere (quelle snobbate dall’Amministrazione di Benesperi/Agnellone/Aveta che non le ha premiate affatto, perché poco abbronzate e forse poco affaticate), suscitando l’indignazione dei pochi uncorrect concittadini e di chi scrive: la sindacalista ci ha riferito che le barelle degli utenti del Pronto Soccorso erano vicine anche di 30 centimetri!

Niente distanziamento sociale, niente barriere: contagi assicurati, tra soggetti portatori sani e non. Ma non siamo stati finora in piena “zona rossa”?

La Nazione stigmatizza la Di Renzo: gli daranno un altro premio al Comune di Agliana, magari suggerito dall’Ass. Greta Avvanzo, come lo scorso anno?

La Lucilla Di Renzo (che questa volta ci è parsa meno abbronzata e più riposata) è stata intervistata e ha rassicurato urbi et orbi al Tg nazionale che va bene così: “…in un momento di iper —afflusso che ci può essere stato, appunto, è meglio mettere accanto una persona all’altra, però è sempre meglio tenerli dentro al Pronto Soccorso, anche su una barella, che non farli aspettare in fila fuori nelle ambulanze….”.

Avete capito, cari lettori?

Lucilla Di Renzo, Pd, premiata da Luca Benesperi, sindaco di Agrumia

Il rischio di contagio è un fattore che non interessa alla Lucilla: questo esiste solo nella fantasia di noi giornalisti e, per questo motivo, la dottoressa premiata con il nobel “Donna di Agliana” quale stupendo dirigente ospedaliero al San Jacopo, se ne catafotte dei contagi tra barellati, ritenendo più sconveniente stare fuori dall’ospedale a fare la fila protetti al chiuso di una ambulanza!

Chissà che ne pensa la commissione disciplinare dell’Ordine dei Medici di Pistoia: la citazione fatta in diretta dalla loro collega ha dei profili di “irresponsabilità professionale”, tale da avviare un procedimento disciplinare o siamo soltanto noi cattivoni di Linea Libera che ci scandalizziamo per questa esposizione ai rischi di contagio peraltro in contrasto ai protocolli raccomandati dal Ministero della sanità e fondate sulla regola tassativa del “distanziamento fisico”?

Una evidenza tanto banale e grave perché pronunciata da un dirigente medico strapagato (a nostro parere lo è certamente!).

Ps: per il Presidente dell’Ordine Peppino Montalti, un appello: pensaci tu!

È da scommettere che l’eventuale azione disciplinare nei confronti della Di Renzo, non sarà certamente aperta dal collega dirigente Roberto Biagini che, con la sua Commissione di disciplina di Usl Toscana Centro, su queste cose non scherza (per altre faccende, meno gravi, ma che ci sembra vada un poco troppo a capocchia).

Alessandro Romiti

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