crisi. E NON DI GOVERNO, MA DELLA COSCIENZA DEGLI ITALIANI

«Chi nasce schiavo e servo della “mafia liberatrice” ha una sola possibilità: ribellarsi a qualunque costo»
Più del 50% di Italiani per bene non va più a votare

NON INTENDIAMO appellarci alle citazioni di cui ha fatto sfoggio “l’avvocato del popolo” ed ex Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

Ci appelliamo alla Storia e ai suoi Uomini, quelli veri, quelli che non sono costretti a scegliere di tornare a fare i bibitari se cessano l’attività politica o le prostitute (o prostituti) come ci narra qualche ex onorevole transgender che trovano remunerato riparo nelle televisioni per mettere da parte i “dindi” per cambiare sesso.

Ci preme, in questa circostanza, ricordare la figura di un rappresentante del popolo che, primo fra tutti e senza necessità di leggi, dimostrò come la Politica, quella maiuscola, la si esercita dando senza chiedere e conseguentemente ci si comporta.

Mi riferisco all’On. Enrico Endrich: Nel dopoguerra aderì al Movimento Sociale Italiano, per il quale nel 1951 fu consigliere provinciale di Cagliari.

Nel 1953 fu eletto deputato alla Camera nel collegio unico nazionale. Si dimise nel 1955 per protesta dopo che il parlamento approvò il vitalizio per gli ex parlamentari, rinunciando così a percepire il vitalizio mediante volontaria perdita del requisito.

Alle elezioni politiche del 1972 fu eletto senatore per il Msi-Dn nel collegio Sardegna, fino al 1976. Coerentemente con le posizioni espresse sui vitalizi vent’anni prima, dopo la sua morte la moglie rifiutò la reversibilità (Wikipedia).

Che Italia era mai quella? È forse paragonabile a questo disastrato “paese” che nessuno ha il coraggio di chiamare Patria?

E forse sarebbe meno male di molti altri…

È forse paragonabile questo Signore con i nullafacenti che ci stanno scassando le balle con le loro pantomime?

Già, ma la Dc e il Pci, quello foraggiato dall’Urss, erano già pronti a partorire quel mostro chiamato catto-comunismo e che ha come recenti genitori Mortadella, Baffino e i presidenti della repubblica da Scalfaro in poi.

Tanto per rimanere nei tempi recenti.

Morale? Chi nasce schiavo e servo della “mafia liberatrice” ha una sola possibilità: ribellarsi a qualunque costo.

Altrimenti chiedetevi perché più del 50% di Italiani per bene non va più a votare.

Felice De Matteis
[redazione@linealibera.info]
Nessuno vuole la verità, ma l’appetito vien mangiando


Abbiamo ricevuto e pubblichiamo un commento di Salvatore Majorano che dice:

Luigi Di Maio

Volevo rammentare al De Matteis, che il bibitaro come viene definito in maniera dispregiativa, può piacere o no, ma, il bibitaro, e il movimento a cui appartiene, ha rinunciato ai rimborsi elettorali, si sono dimezzati gli stipendi, hanno fatto partire migliaia di startup, hanno fatto donazioni a dx e a manca, per cui il personaggio citato dal De Matteis, è nulla in confronto al bibitaro, il quale sta combattendo, anche per tagliare tanti mangiapane a tradimento, detti parassiti sanguisughe, non ha rubato di Maio, non credo che fare il bibitaro sia un reato o sia disonorevole, o no?


Ma a Macron nessuno obietta…

 

 

E non fate troppo i catto-moralisti. Se a Charlie Hebdo è concesso questo nella civilissima Europa, certo le istituzioni dello «stato che non c’è» non sono più sacre e inviolabili della Trinità di Bergoglio…

 


 

Sostenete questo quotidiano con un piccolo contributo attraverso bonifico intestato a

«Linee Stampalibera» Iban IT08V0306913833100000001431 su CariPt di Porta San Marco-Pistoia. Riceverete informazioni senza censure!

Print Friendly, PDF & Email