cristiani. AGLIANA APPROVA I CROCEFISSI

Emanuele Giacomelli

AGLIANA. Non tarda la bella lettera di replica di un lettore che risponde al capogruppo Alberto Guercini per le sue considerazioni sul segno del Crocefisso.

La pubblichiamo integralmente. Come richiesto da Emanuele Giacomelli

Gentile signor Alberto Guercini, in qualità di semplice cittadino presente al consiglio comunale dove lei, con le sue parole, ha contestato la posizione dei cattolici, ma non laici quali persone non coerenti con la chiusura dei porti, presupponendo che tale categoria di pensiero è propria delle persone razziste e fasciste.

Chi ha scritto l’articolo pubblicato su un settimanale cartaceo ha omesso di dire, che lei ha specificato che le persone trasferite con i barconi fuggono dalla guerra, fuorviando la realtà.

È infatti risaputo che è una percentuale minima quella di coloro che fuggono dalla guerra, mentre è una percentuale alta chi è in cerca di un futuro economico migliore.

Estratto del giornale cartaceo con le critiche del capogruppo Guercini

Le sue sono critiche strumentali per accusare chi difende i valori Cristiani di cadere in contraddizione quando chiedono una regolazione legittima dei flussi migratori. Applicando la legge, non si uccide nessuno, anzi si riducono vicino al “punto zero” le vittime di naufragio.

Ci dica dunque chi è più cristiano: chi la pensa come lei o chi vuole una regolamentazione dei porti, per eliminare le tragedie del mare?

Altro punto da obiettare: lei dice – e il giornalista sottoscrive – che il Crocifisso è un simbolo.

Ebbene ciò è falso! Se fosse soltanto un simbolo, avrebbe ragione a non volerlo appeso nei luoghi pubblici; sarebbe come invitare un sommelier in un centro antialcolismo. Ma non è così.

Prezioso Cristo in croce di epoca tarda medioevale

Ammesso che da fanciullo abbia partecipato a qualche incontro di catechismo, avrà certamente pregato davanti a qualche un icona cristiana.

Di solito, queste immagini vengono benedette dai Sacerdoti e così, da simboli, diventano Segni. Segni di Fede. Mi si dirà “che differenza c’è?”

Alcuni esempi: l’oggetto benedetto può essere usato negli esorcismi e dunque, l’icona benedetta non è solo materia finita: essa trascende.

L’ostia consacrata è Corpo e Sangue di Cristo, non più solo “pane e vino”.

Probabilmente mi può dire che noi credenti siamo un pò irrazionali, ma si è mai chiesto se è normale che siamo così tanti? Tutti scemi? Tutti d’accordo a rispondere in egual modo alle domande che ci fate voi atei?

In realtà è la fede in Dio che ci dà qualche segno; ogni tanto, ogni giorno, ogni ora della nostra vita e questo ci rende liberi nella Fede.

Dunque, la invito a fare come San Paolo: da persecutore del Crocifisso divenne il predicatore della Verità.

                                                                                  Emanuele Giacomelli — lettore

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