crocifissi & capannelle. NATALE, PASQUA E CAPODANNO: MA ANCHE ALLE ELEZIONI…

I “maestri della libertà e della liberazione” non si arrestano mai – e Santa Madre Chiesa gli va dietro
Ma i cattolici cosa vogliono? L’uovo, la gallina o il culo sano?

FAMIGLIA CRISTIANA più che un periodico è un’intera “tavola periodica degli elementi”, tant’è la sua varietà/variabilità. E più che un organo di informazione e commento, è un talk show che non cessa mai di stupirci con le sue bizzarre e contraddittorie segnalazioni. Maurizio Costanzo, l’ex pidduista pentito e risanato dalla lebbra, al confronto diventa bianco-pallido come un immacolato beluga.

In questi giorni, in occasione del ballottaggio di Signa, ecco che una presidentA di seggio, mogliA di un compagno candidato del centrosinistra, ha ben deciso di eliminare il crocifisso dall’aula in cui erano poste le cabine e le urne: non fosse mai che quel pover’uomo imbullettato, a risparmio, con tre chiodi soli, cadesse, per errore, sotto gli occhi degli elettori; e che – ricordando loro che «in cabina Dio ti vede, ma Stalin no» – li convincesse a fare una croce (appunto) su simboli “reassionari” e/o “fassisti” riconducibili a un famoso Shatàn-Salvini.

Prendiamola sul ridere, anche se ci sarebbe da «strapparsi la bocca» – come si diceva al mio paese – e da battere la testa nel muro (del pianto, ovviamente).

Fece impallidire Giovanni Gentile

È da quel dì che la scuola delle presidE (femminilE pluralE), nate e cresciute dalle Suore Mantellate – cioè all’ombra del campanile e con i Fioretti di San Francesco in mano – e poi travasate, per via naturale, nell’ambito della «teologia del Che» (e del Come), quel filone di pensiero religioso che ha scambiato il Vangelo con i Pensieri di Mao, e la carità con il mitra che redistribuisce le ricchezze (tutte tranne le sue), e che si identifica con la «teologia del 25 aprile (o della Liberazione)»; è da quel dì, dicevo, che quella scuola là (della ministrA Fedeli laureata ad Harvard) schioda i crocifissi dal muro e a Natale impedisce di fare un presepe, o, se lo concede, lo fa con un cammello e una cammella al posto del [popolo]bue e del [professore]asinello; o a Pasqua non vuole saperne del prete e dell’acqua santa perché potrebbero offendere la sensibilità dei beati figli del profeta, trasferitisi in massa in casa nostra, ma con la pretesa imperativa di imporci e di vederci fare quello (e solo quello) che piace a loro.

È da quel dì che molti dei pretonzoli alla Don Zaucher, ma alla rovescia (cioè: post-ideologici e post-rivoluzionari e non certo salviniani), vanno in giro col pugno alzato, fanno marce per la pace (dei sensi di colpa, speriamo!) e spacciano bandiere arcobaleno per tovaglie da altare, pur sapendo benissimo che sono solo “teli da spiaggia”.

Don Zaucher è un prete d’azione che ha fatto l’Iti

Anche Famiglia Cristiana deve decidere cosa fare da grande: se trasformarsi in una succursale di Partito-Dazione (non c’è errore di battitura: «date, a spendere ci si pensa noi!») o rendersi conto (tardi, ma sempre in tempo per rinsavire) che, tra Cristo e Marx, una sia pur qualche minima differenza ci deve essere: come tra un lottatore di sumo e una geisha. E benedetta quella piccola differenza!

Don Gallo, omologo di sinistra di Don Zaucher

La Pongo-Chiesa, eredità di un 900 mai tramontato, contrariamente agli insegnamenti di Cristo, si adatta e continua ad adattarsi, purtroppo, sin troppo ai tempi e al Pensiero Dominante; e si autoplasma come un mutante smussando ogni spigolo del suo corpo e accogliendo tutti, senza nulla chiedere in cambio, tranne – ovviamente – lauti finanziamenti pubblici per le sue scuole private, e sgravi fiscali che il popolo degli [in]fedeli manco se li sogna – e tra poco li chiederà anche a Salvini e a di Maio. Ma Cristo, però, parlava di Cesare e di Dio, perché a ciascuno fosse dato il suo e non altro.

Famiglia… cristiana?

Ognuno è libero di pensarla come vuole e «ha il diritto di vivere come può» (cantava Caterina Caselli). E infatti, come ben sapete (o altrimenti ve lo ripeto), io non credo come credono i cattolici, e non sono affatto praticante: ma non chiamo nessuno a fare per forza come me.

Il problema c’è – e non piccolo – quando i mille «maestri della libertà» (e della teologia della liberazione) predicano non come San Francesco agli uccelli, ma come certi laici (specie del Pd) ai coglioni.

Per questo voglio contestualizzare all’oggi la massima cristiana che dice: «non fate agli altri quello che non vorreste che fosse fatto a voi».

Gli illuministi francesi direbbero «non rompete i coglioni agli altri come non vorreste che gli altri li rompessero a voi».

Ma va’ a farlo capire a certe presidentE di seggio[le] o a certe Famiglie Cristiane! È davvero un affar serio, sapete?

Edoardo bianchini
[direttore@linealibera.it]
Diritto di critica
[e di presa in giro/in piro]

Vedi anche La Nazione


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