CROCIFISSI IN CERA, LE METAFORE IMMORTALI DI ULRICH HAUG

Uno dei crocifissi in cera

PISTOIA. Un ortopedagogista specializzato in arte espone tra le sale del Museo Marino Marini.

È il tedesco Ulrich Haug che da domani, sabato 27 maggio dalle ore 18.30, mostrerà i suoi originali lavori in cera negli spazi della galleria dedicata all’arte contemporanea del Palazzo del Tau.

Una nuova occasione di alto profilo culturale, promossa dalla Fondazione Museo Marino Marini, realizzata con il contributo della Fondazione Banca di Vignole e Montagna pistoiese, che apre Pistoia all’arte contemporanea, accoglie e promuove forme e linguaggi espressivi oltrepassando i confini nazionali.

Una tappa preestiva del lungo viaggio attraverso l’arte che permette a Marino, appassionato e attratto dalle culture del mondo, di dialogare con le tecniche e il pensiero di un artista del nord. Con la mostra che apre i battenti domani e rimarrà visitabile fino al 2 luglio, le Pomone e i Cavalli di Marino provano a confrontarsi con l’arte di Ulrich Haug e la sua predilezione per un materiale vivo e in movimento come la cera.

“Metafore in cera” è il titolo dell’evento espositivo con cui l’artista di Fluorn, originario del Baden-Württemberg, parla di sé e del suo modo di interpretare la realtà attraverso le tre sezioni di opere esposte: A strati, Senza titolo e Oggetti parietali. Nella prima è espresso un contrasto netto tra i materiali ruvidi e quelli morbidi parallelamente alla volontà dell’artista di evocare l’idea di sagome di stele o imbarcazioni immerse nel paesaggio.

In Senza titolo la cera diventa “il simbolo di un’esistenza superiore”, come rileva lo storico dell’arte Thomas Becker che ha contribuito alla realizzazione dell’allestimento. Di particolare interesse è il Crocifisso in cera. In questo caso la materia è concepita come metafora di salvezza e la figura di Cristo si manifesta in modo plastico.

Nella sezione Oggetti parietali Haug mostra come dal tema della trasformazione della materia, associata ad altri elementi tra cui legno carbonizzato, fil di ferro, pezzi di calcestruzzo, possa nascere il concetto di immagine. “La cera è il materiale – aggiunge Becker – che Haug ha scoperto essere il più idoneo, come anche il più insolito, a rappresentare il suo impeto artistico. I piccoli crocifissi inseriti occasionalmente divengono quasi dei reperti. Haug ricorre anche alla forma del dittico o del trittico: molte delle sue opere sono permeate da un carattere religioso, il divenire e il trascendere come metamorfosi di una esistenza superiore e immortale”. L’evento è coordinato da Ambra Tuci e Francesco Burchielli.

BIOGRAFIA

Negli anni ‘90 avvia gli studi in ortopedagogia con specializzazione in arte all’Università di pedagogia a Ludwigsburg e all’Università di Tubinga. Si avvicina all’arte al fianco dei docenti Fritz Strabner, Hermann Burkhardt, Christian Kattenstroth e Frido Hohberger. Prosegue la sua attività formativa all’istituto di disegno dell’Università di Tubinga con Frido Hohberger e Jürgen Klugmann. Dal 1997 svolge attività didattica presso diverse scuole rivolte a soggetti con disabilità mentale. Dal 1999 inizia l’attività didattica presso la Facoltà di Ortopedagogia a Stoccarda. Qui impartisce seminari e corsi di pittura, stampa, plastica e tecniche di composizione. Dal 2002 insegna all’Accademia dell’arte europea a Treviri.

Ingresso libero. Orari di apertura: dal martedì al sabato dalle ore 10 alle ore 18, domenica dalle ore 14.30 alle ore 19.30.

[dugo – comunicato]

Sostenete questo quotidiano con un piccolo contributo attraverso bonifico intestato a

«Linee Stampalibera» Iban IT08V0306913833100000001431 su CariPt di Porta San Marco-Pistoia. Riceverete informazioni senza censure!

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento