culturidea. “LA BARCA DELLE STORIE DI TEATRO NATURA”

Sabato 1 luglio alla Fondazione Luigi Tronci uno spettacolo teatrale per comprendere l’incontro con i migranti del Mondo
Uno dei progetti di Culturidea in Congo

PISTOIA. La barca delle storie di Teatro di Natura sabato 1 luglio ad ingresso libero è lo spettacolo che Jacopo Belli ed Elena Vannucci hanno voluto regalare a realtà da sempre impegnate nel mondo della solidarietà e cooperazione internazionale.

Cooperativa “Gli Altri”, Legambiente Pistoia, Associazione Culturidea e Fondazione Luigi Tronci sono le realtà che, collaborando, contribuiscono alla realizzazione di questo interessante e toccante progetto. Il 1 luglio dalle ore 21.30 in corso Gramsci 37, in quel magico luogo che aiuta gli spettatori ad entrare in sintonia con un concetto di esistenza in qualche modo alieno dalla convulsa contemporaneità, sarà posta in scena questa rappresentazione di un universo di speranza e tragedia che incontriamo quotidianamente negli occhi dei rifugiati che popolano le nostre strade.

Gli interpreti dello spettacolo sono Stanley Monday, Fabrice Nda, Abraham Oko Dolor, Mamadou Keita, Allegie Sussu, Madami Fatti, Elena Vannucci, Jacopo Belli. La kermesse poi vanta la preziosa collaborazione di Sara Ortensi ed Alessandro Siciliano.

La narrazione è stata costruita durante l’atelier teatrale organizzato dalla Cooperativa Gli Altri ed è il frutto di storie, avvenimenti, racconti che sono stati condivisi dai migranti durante questo periodo di stage e poi rielaborati in un quadro scenico sceneggiato ispirato alle opere teatrali di Ivaldo Tramontato.

Congo, bambino alla lavagna

L’idea della diversità è qualcosa di non molto concreto perché tutti siamo diversi, ma tutti siamo anche uguali. Ogni diversità può essere qualcosa da scoprire e conoscere. La diversità è la cosa più bella al mondo perché senza di essa la terra sarebbe monotona e noiosa. La vita di ciascuno di noi è caratterizzata dalla costante presenza delle altre persone, dell’altro da sé.

Ogni rapporto umano prevede necessariamente il confronto con il diverso, con ciò che noi non siamo. E in questo scambio, che costituisce la dinamica della socializzazione e delle relazioni, risiede l’essenza dell’arricchimento e della reciproca scoperta.

Troppo spesso la società, la famiglia e i genitori stessi temono l’incontro con la diversità e vorrebbero proteggere i bambini dalle domande, dallo stupore, dal confronto. In realtà, solo lo scambio tra differenti serve a renderci splendidamente unici, a fare di noi ciò che siamo.

Siamo spinti talvolta a ritrovarsi in un gruppo, a stare dentro una comunità fatta di identici, anche a costo di annullare le proprie specificità. In questo modo, allora le differenze “saltano all’occhio”, divengono immediatamente riconoscibili ed etichettate e diventano una minaccia.

Lo spettacolo del 1 luglio alla Fondazione Luigi Tronci è un momento per incontrare “l’altro” quello che non conosciamo e che non conosce neanche noi.

[culturidea]

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