culturidea. UN TUFFO NEL MONDO DEL BEAT ITALIANO

Le molecole dell'Amore
Le molecole dell’Amore

PISTOIA. In corso Gramsci 37 a Pistoia, in un luogo assolutamente immaginifico per la musica e la sua storia, la Fondazione Luigi Tronci, si sta svolgendo un fantastico Festival curato dall’Associazione Culturidea.

Dopo le prime tre tappe che hanno avuto come protagonisti Rock and Roll, Beatles, cantautori italiani (con la splendida serata di Francesco Biadene and guests), venerdì 27 maggio, biglietto 5 euro, inizio 21.30, sarà la volta del Beat Italiano con Le Molecole dell’Amore.

Il gruppo, orfano di Oronzo Guardione, è composto da Luca Natali (voce), Arturo Occhiuto (chitarra), Giuliano Innocenti (organo Hammond) e conta sulla superstar Gennaro Scarpato (batterista di Edoardo Bennato).

Ma cosa aspetta il pubblico che il 27 maggio si recherà alla Fondazione Luigi Tronci? L’intento della serata è narrare e far rivivere in musica un periodo davvero particolare della storia della musica e del costume italico.

Il contesto era molto diverso da oggi, l’Italia era uno dei principali mercati mondiali del disco, i 45 giri di successo raggiungevano il milione di copie ed oltre (oggi un “disco d’oro” si dà ormai a 50 mila copie vendute, un disco di grande successo dell’epoca, come per esempio “La bambola” di Patty Pravo, vendeva 9 milioni di copie).

Gli italiani poi sapevano l’inglese anche meno di oggi, e quindi apprezzavano molto di più le canzoni, se cantate in italiano. Gli stessi cantanti stranieri (inclusi pesi massimi come i Rolling Stones o Stevie Wonder) erano spinti dai loro discografici a cantare versioni in italiano dei loro successi.

La versione italiana poteva riguardare un pezzo che era già un successo internazionale (come I’m a Believer dei Monkees o Whiter Shade Of Pale dei Procol Harum), e quindi un successo garantito anche in Italia, e in questo caso poteva esservi anche una specie di gara a chi la traduceva (come Bang Bang, tradotta contemporaneamente sia dall’Equipe 84, sia dai Corvi, sia da Dalida, sia da altri minori) oppure canzoni del tutto sconosciute da noi, o magari di autori mai diventati veramente famosi in Italia presso il grande pubblico, come i Kinks dei fratelli Davies, a cui hanno attinto non pochi gruppi e cantanti italiani.

Gennaro Scarpato
Gennaro Scarpato

Quasi mai i traduttori riportavano in italiano il senso del testo originale, concependo spesso motivi di significato anomalo. Accadeva, infatti che inventassero un testo completamente diverso dall’originale, o lo stravolgessero ampiamente, lasciando solo alcuni elementi del brano oggetto di cover.

Lo facevano perché la traduzione era difficile, per le differenze nella metrica tra le due lingue o perché il testo originale era metaforico o allusivo di situazioni da noi sconosciute, oppure per semplice noncuranza, perché i produttori erano interessati solo al tappeto musicale, che veniva preso ed utilizzato per mandare un “messaggio” del tutto diverso.

Ma anche per vera e propria censura relativamente a canzoni che parlavano di vicende considerate inadatte al pubblico italiano, come il celebre caso della Casa del sole. In una apposita sezione sono riportati numerosi esempi di queste traduzioni “adulterate”.

[culturidea]

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