cuore arancione. I 95 ANNI DELLA PISTOIESE (E TVL)

«Grazie a Dio un piatto di pasta non ci manca. La dignità, pure. Per questo ringraziamo, ma facciamo notare che non è modo di comportarsi (causa loro, abbiamo dovuto rinunciare a un altro impegno). Non parteciperemo a una serata organizzata nel segno della disorganizzazione»

Tifoseria pistoiese [da www.pistoiasport.com]
Tifoseria pistoiese [da www.pistoiasport.com]
PISTOIA. Come direbbe Carlo Lucarelli, scrittore e narratore televisivo che adoriamo, questa è una storia semplice, ma che merita di essere raccontata. Perché spiega molte cose delle dinamiche di una realtà di provincia. Di una realtà italiana. Probabilmente, dell’attuale società italiana. Ma procediamo con ordine.

La scorsa settimana, sul far della sera, veniamo raggiunti dalla telefonata di un amico, Simone (il nome è reale, com’è reale tutto quanto andremo a narrare), che per conto di un club di tifosi della Pistoiese, “Cuore Arancione”, l’ultimo nato, ci spiega per filo e per segno l’intenzione dello stesso di organizzare una festa-evento al circolo di Candeglia (la vecchia Casa del Popolo, che oggigiorno guai a citare perché non fa fine) per il 95° compleanno dell’Unione Sportiva Pistoiese 1921, la prima società calcistica di Pistoia e provincia, fondata appunto il 21 aprile 1921.

Dopo l’illustrazione del programma, viene al nòcciolo della questione: “Il consiglio del club vorrebbe te, Gianluca, voce storica del calcio pistoiese, quale presentatore della serata, a cui prenderanno parte vecchie e nuove glorie arancioni”.

Simone, che non conoscevamo da questo punto di vista, è bravo perché riesce contemporaneamente a strapparci l’ok e a “impietosirci”, chiedendoci un cachet da amici: “Purtroppo non siamo ricchi, se ci venissi incontro…”.

Bene: come si fa a dire di no? Come fa chi ha il cuore arancione (rossonero milanista) come noi? Chiediamo garanzie, ma non ci sottraiamo: fatturazione, tutto regolare, cifra esigua, anzi: ridicola. Ci piace essere precisi o, perlomeno, provare a esserlo: sempre e comunque. Simone dà la stretta di mano… telefonica: siamo uomini mica caporali, vero?

La sera seguente, nuova telefonata. Stavolta è David, un altro amico: ci chiede una cortesia, d’invitare Cristiano Clagluna, figlio dell’indimenticabile Roberto, l’allenatore che contribuì a portare la Pistoiese in serie B al termine dello spareggio-playoff di Bologna col Fiorenzuola.

Gianluca Barni
Gianluca Barni

“Facci questo grande piacere, dai”. Non ci costa nulla: un po’ di tempo, ma è tanta la voglia di risentire Cristiano che gli telefoniamo subito (ci spiace soltanto disturbarlo, di sera). Cristiano, che fa una splendida professione itinerante, ringrazia e garantisce che farà di tutto per essere presente.

“E poi ci sarai te, Gianluca: mi farà piacere riabbracciarti. O quella sera o domenica 12 giugno al ristorante San Pietro di Quarrata, per il raduno del tuo gruppo Facebook ‘Quelli che sono nati con i servizi della Ds di Beppe Viola”. Troppo, troppo gentile.

Nel frattempo riparliamo con David, coordinandoci: appena il consiglio del club sarà pronto, dovremo vederci tutti quanti per stilare una scaletta della serata. Bene, benissimo. Si prepara davvero un bel momento, almeno così parrebbe. I vertici del club hanno il proposito di fare cose semplici, ma con tante piccole, grandi emozioni.

Poi, a una settimana di distanza, nuova telefonata di David. Farfuglia qualcosa, parla del tempo, ci domanda come stiamo in questo periodo. Non siamo nati ieri. Non siamo venuti giù con la piena.

Intuiamo che deve dire qualcosa che non è facile a dirsi. Ci fa capire che il consiglio ha chiesto di apparire a “Giovedì Sport”, trasmissione di Tvl: “Tvl ci toglie anche la noia (?) del presentatore: lo scelgono loro”. Eccolo, il punto. Dopo l’accordo, aver chiesto un impegno, si disdice con una “perla” finale: “Oh, ma l’invito te lo mandiamo ugualmente”.

LiberiGrazie a Dio un piatto di pasta non ci manca. La dignità, pure. Per questo ringraziamo, ma facciamo notare che non è modo di comportarsi (causa loro, abbiamo dovuto rinunciare a un altro impegno). Non parteciperemo a una serata organizzata nel segno della disorganizzazione.

Simone, poi, che è un bravo ragazzo, ci svela i retroscena: “La maggioranza dei consiglieri ti avrebbe voluto, ma Paolo, che da sempre collabora con l’Apr e Tvl, no: voleva le riprese televisive delle tv del buon Luigi Egidio Bardelli, non si accontentava di Toscana Tv. Tvl, sapendo che c’eri te a condurre, ha posto il veto. Ci mandano uno che non s’è mai visto allo stadio, pensa te, che della storia arancione sa poco o niente. Ma ora, ti prego, non farmi passare da infame”.

Quando si dice la verità, non si è mai infami. Quanta ragione nei racconti televisivi e non di un altro grande, Roberto Saviano: e poi si dice “Eh in Sicilia… eh in Calabria… eh in Campania”. Qui siamo in Toscana e non da ora si agisce così. Anche così. O forse, soprattutto così.

Toscana, terra bramata dagli stranieri. Toscana, Italia, Europa, mondo.

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Antonio De Curtis, in arte Totò

signori si nasce totò

 

L’umanità, io l’ho divisa in due categorie di persone: Uomini e caporali.

La categoria degli Uomini è la maggioranza, quella dei caporali, per fortuna, è la minoranza.

Gli Uomini sono quegli esseri costretti a lavorare per tutta la vita, come bestie, senza vedere mai un raggio di sole, senza mai la minima soddisfazione, sempre nell’ombra grigia di un’esistenza grama.

I caporali sono appunto coloro che sfruttano, che tiranneggiano, che maltrattano, che umiliano. Questi esseri invasati dalla loro bramosia di guadagno li troviamo sempre a galla, sempre al posto di comando, spesso senza averne l’autorità, l’abilità o l’intelligenza ma con la sola bravura delle loro facce toste, della loro prepotenza, pronti a vessare il povero uomo qualunque.

Dunque dottore ha capito? Caporale si nasce, non si diventa! A qualunque ceto essi appartengono, di qualunque nazione essi siano, ci faccia caso, hanno tutti la stessa faccia, le stesse espressioni, gli stessi modi. Pensano tutti alla stessa maniera!

[Gianluca Barni]


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4 thoughts on “cuore arancione. I 95 ANNI DELLA PISTOIESE (E TVL)

  1. Sig. Barni lei che è una persona perbene, le dico chi ho incontrato nel giro di dieci minuti Domenica mattina a Viareggio tutte e due con la bici: prima Lippi e poi Riccomini, mi è venuto un tuffo al cuore (anche perchè avevo quasi quarant’anni meno) nel ripensare che quei tempi a Pistoia non torneranno più… ora sento odore di serie D…
    Un caro saluto

  2. Cara Emanuela, guardi il Milan: senza programmazione non si va da nessuna parte. Se poi si fa calcio per speculare e peggio ancora piegandosi a logiche omertose non se ne esce. La speranza è che la Pistoiese abbia davvero un progetto. Pianifichi e investa sui giovani. Ma seriamente, non per tirar su qualche soldo.

  3. Caro Barni e non avevi detto a tvl che c’ero pure io sul palco con te, altrimenti ti lapidavano! Un abbraccio Loppa e ricordati che la dignità non viene certo paragonata ad una apparizione in un tv locale, che fra l’altro si definisce libera!

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