cutigliano. LA MONTAGNA DEL FUTURO DIVISA TRA CONVEGNI & SOLDI

Una “montagna alta” che guarda in primis al business della neve con ricadute solo incidentali sul resto dell’economia, e una “montagna bassa”, che guarda con favore alle idee lanciate dall’imprenditore del sociale e presidente di Dynamo Camp Vincenzo Manes

Cutigliano, sala Consiliare [dalla pagina Fb di Luca Marmo Sindaco]
Cutigliano, sala Consiliare [Fb di Luca Marmo]
CUTIGLIANO. La Montagna ancora una volta al centro dei dibattiti e ancora una volta a distanza di una settimana a Cutigliano.

Dopo l’incontro del 18 novembre organizzato dal Lions Club dal titolo I grandi temi della Montagna, ieri, sabato 26, la tavola rotonda organizzata da La Voce della Montagna, in cui ci si interrogava su “quale idea per la montagna?”.

Fra i due dibattiti una pioggia di milioni per ora solo annunciati all’Abetone, che oscillano, secondo quanto uscito sulla stampa e divisi tra statali e regionali, tra i 20 e 45 milioni.

Ne hanno parlato come relatori:

  • Tommaso Braccesi, Sindaco di Cutigliano
  • Giampiero Bruschi, Fratelli Martinelli Spa
  • Nicola Cariglia, Presidente Fondazione Filippo Turati Onlus
  • Silvia Cormio, Sindaco di San Marcello Pistoiese
  • Giuseppe Corsini, Le Roncacce azienda agricola
  • Giampiero Danti, Sindaco di Abetone
  • Rolando Galli, amministratore delegato della Saf Società Abetone Funivie
  • Vincenzo Manes, Presidente Fondazione Dynamo Camp
  • Luca Marmo, Sindaco di Piteglio

Moderatori dell’incontro:

  • Maurizio Ferrari, docente
  • Paolo Vannini, giornalista
Luca Marmo e Silvia Cormio
Luca Marmo e Silvia Cormio

Dal dibattito durato quasi tre ore con la sala consiliare gremita di persone, è uscita una visione spaccata a metà, con una montagna divisa nettamente in due, come disegnata peraltro dalle amministrazioni attualmente in carica, che hanno deliberato l’accorpamento per fusione dei Comuni di Abetone e Cutigliano e di San Marcello e Piteglio.

Una montagna alta che guarda in primis al business della neve con ricadute solo incidentali sul resto dell’economia; e una montagna bassa, con i Sindaci di San Marcello e Piteglio, che guarda con favore alle idee lanciate dall’imprenditore del sociale e presidente di Dynamo Camp Vincenzo Manes, con la visione di un grande parco stile americano e della Social Valley.

Tutti concordi però nell’evidenziare la carenza generica dei servizi. Quali servizi?

Oltre la strada, oggetto di annosi e inconcludenti dibattiti, solo vaghi riferimenti per lo più legati al turismo.

Nessuno si è spinto oltre andando ad indicare quali siano quelli pubblici e privati che mancano, sono stati tolti o di cui si sente la necessità ma si ha vergogna a indicare.

I termini ospedale e sanità sono stati evitati come la peste bubbonica. Neanche un vago accenno. Bocche cucite sia da parte dei pudichi amministratori, che da parte degli imprenditori.

Il sindaco di Abetone Giampiero Danti
Il Sindaco di Abetone Giampiero Danti

Parlando di servizi un accenno a questo vitale settore sarebbe stato d’obbligo. Niente: silenzio assoluto. I servi della gleba sono già stati impacchettati a dovere.

Il settore evidentemente non è una priorità né della politica né del mondo imprenditoriale, oppure non è ritenuto semplicemente un servizio di cui la montagna ha bisogno.

I componenti dei vari comitati a difesa della sanità o dell’ospedale si mettano quindi il cuore in pace e vadano a sciare: si consoleranno così e lasceranno ke leve in mano ai manovratori.

Sul turismo in crisi e fermo agli anni ’70 – Cormio – è partito il solito mantra ripetuto all’unisono dai due sindaci della bassa: sì la politica è in parte responsabile, ma l’industria…, con chiaro riferimento alla Smi, ha snaturato il territorio catturando tutte le energie.

Gli alberghi poi – sempre Cormio – hanno prezzi sovrastimati.

Sì sovrastimati ma non tanto quanto le tasse che i montanini pagano per i servizi scadenti che ricevono.

Spopolamento e invecchiamento sono stati altri temi evidenziati, ma ancora una volta solo come problemi che affliggono la montagna.

La necessità primaria, lo ha ribadito più volte Danti, “è quella di fare squadra per attingere ai finanziamenti europei”.

Gente, la Montagna deve solo fare una cosa: mungere la vacca. E solo per la neve. Così poi si mantiene come in celletta e non ha bisogno di strade e ospedali!

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