DA AGLIANA A QUARRATA PER LA GIUSTIZIA

Il prete antimafia è anche anti voto di scambio
Don Ciotti, il prete antimafia è anche anti voto di scambio

AGLIANA-QUARRATA. Sabato prossimo, 13 settembre, sfilerà per la 21esima volta la marcia per la Giustizia Agliana-Quarrata. Il motivo attorno al quale si muoverà idealmente e fisicamente il corteo è Urge una nuova politica: come passione di vita e pratica condivisa. Tra i partecipanti, ci saranno anche la teologa Antonietta Potente, la deputata europea del Pd Cécile Kyenge, il deputato europeo lista Tsipras, nonché giornalista, Curzio Maltese, il Presidente del Gruppo Abele, Libera, Luigi Ciotti, il Sindaco di Messina Romano Accorinti e la studentessa universitaria Martina Romanello.

L’anima umana ha bisogno per un verso di solitudine, per l’altro di vita sociale… L’anima umana ha bisogno di partecipazione disciplinata a un compito condiviso di pubblica utilità, e ha bisogno di iniziativa personale in questa partecipazione … L’anima ha bisogno sopra ogni altra cosa di essere radicata in molteplici ambienti naturali e di comunicare tramite loro con l’universo.” (Simone Weil, Dichiarazione degli obblighi verso l’essere umano, 2003, 30-31)

“La nostra paura più profonda non è quella di essere inadeguati. La nostra paura più profonda è quella di essere potenti oltre ogni limite. È la nostra luce, non la nostra ombra a spaventarci di più. Ci domandiamo: chi sono io per essere così brillante, pieno di talento, favoloso? In realtà: chi sei tu per non esserlo? Il nostro giocare in piccolo, non serve al mondo. Non c’è nulla di illuminante nello sminuire se stessi, cosicché gli altri non si sentano insicuri intorno a noi. Siamo tutti nati per risplendere, come fanno i bambini. Non solo per alcuni di noi, ma in ognuno di noi. Quando permettiamo alla nostra luce di risplendere, inconsapevolmente diamo agli altri la possibilità di fare lo stesso. E quando ci liberiamo delle nostre paure, la nostra presenza, automaticamente, libera gli altri.” (Nelson Mandela)

La questione politica, a questo punto, è una questione dell’anima.
Ciò che abbiamo perso, o stiamo perdendo non è solo un certo tenore di vita a cui tutti eravamo abituati; servizi sociali, garanzie economiche, sicurezze riguardo al nostro futuro. Ciò che stiamo perdendo o abbiamo perso è una delle dimensioni più reali della vita umana, che ci avrebbe garantito di non cadere nella superficialità, nella distrazione e nella prepotenza delle relazioni umane e con tutto l’ecosistema.

 Cécile Kyenge
Cécile Kyenge

La politica non è merce di scambio, fonte di ricchezza privata e nemmeno pubblica; la politica non è costituire uno stato fantasma supportato da singoli cittadini senza partecipazione. Non è nemmeno la costituzione di uno stato separato dalla fatica quotidiana di uomini e donne che hanno inventato le proprie storie e per questo hanno resistito, oramai da anni, nonostante le offerte dello stato – perché di offerte si tratta – siano totalmente insufficienti.

La questione politica parte dall’anima, dalla consapevolezza e dal riscatto di questa sensibilità interiore che ispira la vita dal di dentro, in cui le cose, gli esseri umani, l’ecosistema, non si riconoscono solo come merce di scambio; come fonte di accumulo di quello che prima si chiamava potere e oggi è totalmente identificato con il denaro.

Ogni crisi dell’umanità, in questo momento storico, è crisi interiore, crisi e tradimento dell’anima che invece è matrice dei sogni, di quelle sensibilità ispiratrici dell’umano più bello e dell’umano più capace di vivere nell’ecosistema; matrice di quei diritti che vengono ancora prima di ogni legge, anzi, ispirano la creazione di un ordinamento condivisibile, per tutti.

Chi sostiene di ripartire dall’anima, non è un illuso o illusa, che ha un visione idilliaca dell’essere umano e del cosmo, ma piuttosto chi si è stancato o stancata di pensarsi incapace di rifare la storia in un altro modo, di partecipare alla costruzione di un ambiente in cui la vita si sviluppa e non viene mortificata da progressivi processi di esclusione.

La politica deve tornare ad essere passione filosofica, cioè passione-amore alla sapienza della vita; ricerca di stili di vita che garantiscano la vita stessa e non una mortificante sopravvivenza. Al contrario: La politica non può essere passione di denaro; passione di chissà quale frustante riscatto personale. Sono questi gli aspetti che portano la politica all’illegalità, alle mafie di ogni genere: politico, sociale e persino religioso, sia locali che mondiali.

L’antico detto cristiano è chiaro, anche per chi non si ricorda più: “non si possono servire due padroni …” perché lasciare che la nostra esistenza serva contemporaneamente due ispirazioni: il denaro-potere e l’anima della vita e delle cose, ci romperà dal di dentro; frantumerà la storia in mille pezzi, polverizzando tutto: passato, presente e un ipotetico futuro.

Siamo stufi di essere trattati come i conquistatori spagnoli nel XV secolo, trattarono le popolazioni indigene del continente Amerindio, quando con solennità proclamavano: “questi [gli indigeni] non hanno anima. Noi, così come rivendicavano gli indigeni, abbiamo un’anima, qualunque essa sia, in ogni cultura, in ogni storia personale e collettiva, è l’anima della nostra creatività umana che è partecipazione.

[comunicato stampa]

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One thought on “DA AGLIANA A QUARRATA PER LA GIUSTIZIA

  1. GIUSTIZIA

    Per chi ha fede

    Nessuno può servire due padroni Mt 6, 24-34

    La virtù rappresentata dalla volontà di riconoscere e rispettare il diritto di ognuno mediante l’attribuzione di quanto gli è dovuto secondo la ragione e la legge.

    Per il laico

    Summum ius, summa iniuria: il diritto a tutti i costi diventa ingiuria (Cicerone)

    A giudicar per induzione, e senza la necessaria cognizione de’ fatti, si fa alle volte gran torto anche ai birbanti…

    Pier

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