DA FAR.COM A PUBLIAMBIENTE. LA BATTAGLIA DI “PISTOIA DOMANI”

Alessandro Capecchi
Alessandro Capecchi

PISTOIA. Tante le scelte non condivise dal gruppo Pistoia Domani per il bilancio comunale 2016 che vale, ad oggi, 95 milioni di euro. A partire dalla lunghezza (per modo di dire) del documento: una trentina di pagine invece di trecento.

“Documento illeggibile e inutile. Forse il sindaco aveva paura che presentassimo troppi emendamenti? – il commento di Alessandro Capecchi – ma noi li presenteremo lo stesso. Eppure la trasparenza è stato il cavallo di battaglia della campagna elettorale di Bertinelli”. Un bilancio che, secondo i consiglieri di opposizione, fa acqua da tutte le parti. A partire dall’aumento della Tari e dalla partita con Publiambiente.

“L’unica imposta che esula dal principio che impedisce di toccare le aliquote è la Tari – dice Margherita Semplici – nel 2016 ci sarà un aumento medio del 3,3%. Difficile capire come siano aumentate le tariffe visto che i costi sono più o meno gli stessi del 2015 e del 2014. Oltretutto è prevista una pulizia stagionale delle strade due volte l’anno, senza considerare che nel 2015 una sola pulizia è costata ben 126 mila euro”.

“Un pasticcio poi la realizzazione del centro di raccolta rifiuti nella zona dell’Annona che Publiambiente si è impegnato a costituire a proprie spese ricevendo un diritto di superficie dall’amministrazione – spiega Semplici – eppure il 2 febbraio 2015 era già stato stipulato  un contratto di locazione commerciale sempre sull’area dell’Annona per un totale di 100 mila euro circa. Noi faremo un emendamento per chiedere che dai soldi per il diritto di superficie vengano detratti quei 100 mila euro già spesi da Publiambiente. La locazione è ancora in vigore e il contratto deve essere risolto prima che subentri il diritto di superficie”.

Margherita Semplici
Margherita Semplici

Altra novità riguarda la proposta di modifica sullo schema di bilancio con azzeramento dell’utile previsto nel 2016 da Far.com: si parla di 540 mila euro che il Comune avrebbe dovuto riscuotere dalla società partecipata.

Il 14 aprile scorso, in seguito a un colloquio tra il dirigente del servizio finanziario e il funzionario alle aziende partecipate con l’amministratore unico di Far.com Spa, è emerso che, dai controlli in sede di chiusura del bilancio 2015, esistevano problematicità su alcune poste contabili, in particolare sulla valutazione delle rimanenze, al punto che il risultato stimato in sede di pre-chiusura potrebbe essere totalmente rivisto: questo non permetterà la distribuzione di alcun utile ai soci.

Eppure Far.com e Copit sono le due aziende dalle quali il Comune di Pistoia riceve più utili.

La manovra correttiva prevederebbe un maggior dividendo da Publiservizi per 260 mila euro, un aumento degli introiti provenienti dalle concessioni edilizie per 170 mila euro, oltre ai risparmi su 69 polizze assicurative per 20 mila euro e la riduzione di altre spese per altri 60 mila euro.

“Il 15 aprile è stata approvata la modifica sullo schema di bilancio azzerando l’entrata prevista – spiega Alessandro Tomasi – questo ci lascia perplessi: per noi Far.com è sempre stata un cespite indispensabile. Forse sono stati dati troppi utili negli anni precedenti? I controlli verranno messi in mano a una terza azienda? Porteremo la proposta di modifica alla Corte dei Conti perché ci potrebbero essere ulteriori ripercussioni sul bilancio”.

“Posso dire che Palagi di bilancio non sa nulla – commenta Alessandro Capecchi – ogni volta che gli si fa una domanda si alza e va a chiedere aiuto altrove”.

Alessandro Tomasi---“Il piano degli investimenti ricorda quello del sindaco Berti – dice Alessandro Capecchi – c’è una massima valorizzazione delle spese per interventi di ristrutturazione senza considerare che non ci sono le coperture finanziarie, come ad esempio per piazza Spirito Santo.

Piano più che ambizioso, per un totale di 25 milioni di euro di opere. Ma da dove si prendono i soldi? Dai proventi di oneri da urbanizzazione (circa 700 mila euro) e da proventi da alienazione, mettendoci dentro anche Villa Baldi Papini e l’edificio ex Macelli.

Tanto poi ci sono il Ceppo e il Padiglione della Cassa di Risparmio ci dicono. Cosa sappiamo concretamente dell’ex Ceppo? Si cerca di ottenre il massimo risultato sul piano mediatico senza sapere in concreto quello che accadrà”.

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