dai, picchia & mena. E ALLA FINE IL SENATORE LA PIETRA HA FATTO FUORI LA BARDELLI

La fecero dimettere da consigliera di Pistoia. E da lì iniziò l’operazione-riccio. Ad Arezzo direbbero che con la Bardelli si è lavorato come il riccio con la serpe: le entra nella tana e inizia a rizzare gli aghi. E alla fine la serpe è fuori di casa…

 

Finalmente il sen. La Pietra riuscirà a dormire sonni tranquilli?

 

OR PATRIZIO PUÒ DORMIRE

LA BARDELLI È SISTEMATA

CON CHI VUOLE INTERLOQUIRE

HA LA PORTA SPALANCATA

 


 

Lo dicevamo che c’era qualcosa che non andava fra questi tre personaggi in cerca d’autore…

 

IL SIGNOR PATRIZIO se l’era legata al dito da un bel pezzo. Quando il 1° luglio dell’incoronazione di Luca Benesperi andai ad Agliana a vedere la cerimonia dell’insediamento, sulla piazza del Comune mi fermai a parlare col senatore per chiedergli di spiegarmi la mossa di bloccare l’accesso della Bardelli al suo cellulare.

Mi disse semplicemente che, con lui, l’Elena aveva chiuso. Lo invitai a essere meno definitivo e gli dissi che, a mio avviso, stava sbagliando. Ma non avrebbe il cognome che ha, se non fosse duro come La Pietra.

Da allora è stato tutto un ondeggiamento e un avanzare per sussulti, come quando nel serbatoio di un’auto ci va l’acqua e la macchina va avanti “zaccullando” a singhiozzo.

Per levarsela di torno a Serravalle, l’aveva promossa come consigliera a Pistoia: ma anche lei – che ha il suo carattere ferreo e a volte fin troppo intransigente (e questo va detto) – a Pistoia ci stava stretta nonostante il “tornaconto”.

Fatto è che la Bardelli, contrariamente alla maggior parte dei cosiddetti politici, non è capace di pensare al suo “tornaconto”: lavora ed ha sempre lavorato per puro idealismo; e ai vantaggi economici non ha mai fatto caso: preferiva restare nella sua vaschetta da pesci rossi di Casalguidi piuttosto che sguazzare in una piscina della portata di Pistoia.

Lucio Avvanzo. Alla Bardelli è successo come a Bibbiano: lei ha partorito FdI a Serravalle e i servizi sociali del Sen. glielo hanno portato via!

Il giro alle sue spalle è stato lungo e laborioso; ed ha coinvolto e stressato a lungo sia il senatore che il suo braccio destro, l’Avvanzo, il babbo della Greta piazzata a Agliana in posizione incompatibile nella giunta Benesperi-Agnellone.

La fecero dimettere, la Bardelli. E da lì iniziò l’operazione-riccio. Ad Arezzo direbbero che il La Pietra con la Bardelli ha fatto come il riccio con la serpe: le entra nella tana e inizia a rizzare gli aghi. E alla fine la serpe è fuori di casa.

Patrizio La Pietra ha rispedito l’Elena Bardelli a Casale con la promessa che sarebbe stata la portavoce di FdI. Di fatto, in séguito, le ha fatto costituire un Trio Lescano di inutile gruppo FdI, che altro non ha fatto che peggiorare la situazione dei Fratelli serravallini.

Dei tre del gruppo, una era la sorella di Patrizio, la Patrizia, abbastanza indipendente per fare ciò che voleva con Piero Lunardi senza ascoltare la portavoce; il cosiddetto capogruppo, il Matteo Giovannoni, in consiglio non si è mai nemmen fatto sentire; il terzo consigliere, l’architetto Stefano Agostini, è stato un punto interrogativo perché, come Willy Signori di Francesco Nuti, veniva da lontano.

Risultato: tre lime sorde sulle corde di violino della Bardelli. E alla fine le corde sono saltate. Ci ha pensato l’alto stratega di FdI, che ha fatto di tutto per sbarrare la strada della Bardelli (non è mai riuscita a parlare con nessuno a Roma: democrazia… pietrosa?) e che, con le regionali, ha dato il meglio di sé, regalando una bella strusciata al partito a cui ha fatto perdere un assessore, Alessandro Capecchi. Se il genio della lampada – come lo hanno soprannominato – è questo, ognuno di noi può aspirare a diventare un Alessandro Magno o un Napoleone.

Dei 40 e passa iscritti di FdI della Bardelli, il senatore se n’è catafottuto, perché lui, Serravalle, l’ha messo in mano alla Lega: col risultato di sentirsi mandare a quel paese da Lunardi quando, in un paio di occasioni, ha cercato di appoggiare la Pira e il suo progetto di assessorato-Giovannelli. Altra brillante strategia dello sgretolo.

Dello sgretolo nel senso che tutto questo movimento di trapano, simile al topo che ogni giorno scava sotto Serravalle per la ferrovia doppio-binario del Rossi, presto assessore a Signa, ha creato – spiace dirlo, ma è così – le condizioni più che giustificate dell’idea di Bolognini di dare vita a una lista civica che, alle prossime, procurerà (non c’è dubbio) molto fastidio ai giocatori della partita a briscola che si sta giocando a Serravalle.

Ermanno Bolognini detto “il rompi”

Ermanno Bolognini, irritato ma lucido e deciso, potrà dare una bella spallata a chi lo ha tradito quand’era assessore di Mochi il Gattone (e a fargli lo sgambetto furono – e si sa bene chi – i suoi tre migliori amici, che fecero venir perfino l’on. Prezzemolo, Marco Niccolai, dalla Valdinievole per chiederne la testa); e a chi lo ha tradito all’epoca della lista civica di Lunardi.

Non gradì, il Bolognini, che per prenderlo o no in lista, quelli che contavano votassero e decidessero per il no. Qui la figura del La Pietra si interseca con la storia del Bolognini. Il senatore, alla sua maniera, cioè d’imperio, intervenne e impose la presenza di Ermanno in lista: anche se tutti furono unanimi nel negargli qualsiasi possibilità di essere assessore.

Fu allora che il Bolognini decise, con l’orgoglio di un inflessibile (sta sui coglioni a troppi perché non fa favori a nessuno…), decise di non mettersi in coda per fare lo yes man, il semplice alzamano, lui fuciliere scelto dei Lupi di Toscana, di chi in buona sostanza non lo voleva tra i piedi perché vede e capisce troppo.

Ed è stata una scelta, a mio avviso, assai accorta. Perché ora il fuciliere che metteva caramelle nel serbatoio della 850 Fiat del suo colonnello rompipalle, con le sue mani pulite (non quelle di Tangentopoli) può fare, come scrivo spesso e volentieri, l’unno in discesa a suo piacimento.

E non è escluso che, come Attila, chieda alla Bardelli di andare in lista con lui per “sgranatare” un po’ la troppa gente che s’affanna intorno alle cose del Comune di Serravalle. Anche perché la Bardelli con il Bolognini è sempre stata leale: tant’è che neppure lei ebbe voglia di entrare in lista civica quando il Bolognini decise di non mischiarsi ai democratici del no contro di lui.

A volte ritornano, dice un film. E a volte basta anche un granello di sabbia pe bloccare un orologio.

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
Libertà di critica, cronaca, satira

Ermanno Bolognini farà la sua lista antitutti

 

Verrà anche Ermanno con la nuova lista
a aprir la via al partito comunista?
Saranno tempi duri o tempi belli?
E scenderà con lui pur la Bardelli?


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