dal mondo della fine. FRATELLI D’ITALIA, L’ITALIA NON S’È DESTA!

E se continua questo vento, più che indossare l’elmo di Scipio dovrà farsi fasciare la testa e non solo…
Al peggio non c’è mai limite

 QUESTA FOTO è indispensabile per una meditazione mediagostana sulla condizione del nostro devastato, depredato, sbeffeggiato paese.

È cominciato tutto con la distruzione della Prima Repubblica avvenuta con bande trionfali e schiamazzi giustizialisti inaugurati da Tonino Di Pietro, longa manus del Pci per la «via italiana al comunismo» varata attraverso la magistratura indipendente tuttora in mano alle bande di Palamara, Lotti, Ermini e Mattarella.

Ne avete più sentito parlare di questi signori? No: perché la puzza del peto è stata liberata; la scena comica dell’indignazione pubblica è stata recitata e può bastare; Palamara ha chiesto scusa e si è pentito come «povera vittima del sistema» e, quindi, tutto può tornare a dormire ai perfetti danni del popolo-cammello in procinto di essere nuovamente affidato alle cure di illeciti «governi d’inciucio» che lo stracaricheranno di nuovi balzelli/angherìa.

Nessuno vuole andarsene a casa. Tutti vogliono restare al loro posto e dissanguare i cittadini. Di Maio ha scoperto che, in caso di voto anticipato, i 5 Stelle possono rinunciare al doppio mandato, così hanno il privilegio di poter tornare a Roma; Conte, che non contava, inizia a contare e fa accordicchi con il non-presidente Mattarella e il suo Pd; il Pd, con le sue donnine radical, pur di tornare in sella mangerebbe anche frittelle di cacca, perché fritta è buona pure la merda.

Giuseppe Conte

Renzi, dopo essersi autoricoperto di guano dei gabbiani d’Arno e di Tevere, rialza il suo capino da insopportabile «caccola d’asilo» e lancia idee per nuovi progetti (ma le idee, lui, le ha mai avute, che non fossero pensierini di toppe post-democristiane?); Berlusconi è di nuovo scongelato, e messo in tavola a richiesta, dalle sue infermiere personali, la Gelmini e la Bernini; la Meloni cade dal pero e balbetta qualcosa dicendo di non capire Salvini; e Salvini continua a tirar fuori rosari e crocifissi che sono venuti a noia a tutti e a cui nessuno crede né punto né poco – a cominciare dai preti.

Leu, la Boldrini, Grasso (che cola), Fratoianni e la Bonino lasciamoli tutti da parte sùbito: sono tutti dei morti viventi come Bersani lo smacchiatore delle vacche nel corridoio. E Rifondazione di Rizzo che, guarda un po’, sarebbe l’unica che mi è rimasta simpatica perché, almeno all’apparenza, non coinvolta nel «minestrone istituzionale» Or[ifici]ogel, non conta un cazzo – come ripete ossessivamente il Marchese Del Grillo.

Richard Gere

Ai margini ci sono: il Papa Comunista che viene da un paese che, proprio in questi giorni, è di nuovo in bancarotta; la ispirata stampa cattolica (da Famiglia Cristiana all’Avvenire della Cei) che invita a votare a sinistra pur sapendo che Gesù non era certo iscritto al Pd; le lobbies cardinalizie gay-pedo che parteggiano per la sinistra e la sua accoglienza, e plotoni e plotoni di neretti che bussano all’uscio di un’accoglienza universale impóstaci non dal senso dell’umanità, ma dalla volontà di sfruttatori ricchissimi alieni (perfino quel bellone decaduto di Richard Gere) che aiutano Ong di paesi apparentemente fratelli-europeisti, ma sostanzialmente nemici economici: e tutto semplicemente perché devono trovare il modo di svuotare le banche italiane dei nostri risparmi; banche ancora imbottite e non disponibili come realtà più strampalate del tipo Argentina.

Ecco. Osservate bene la foto e stampatevela per metterla sul comodino e pregarla al mattino, perché nessuno di questi che ho rammentato, vi vuole bene davvero, dato che «pancia piena non conosce digiuno».

Abbiamo un governo ornitorinco[glionito]?
La foresta è l’Italia. Per dove sono passati gli unni di Attila: i grand’uomini da Silvio a Prodi, a D’Alema, a Monti (il cristianissimo dei suicidi assistiti dovuti crisi indotta dal violento drenaggio fiscale, tanto rozzo quanto inutile, visto il conseguente aumento del deficit) e i succedanei-successivi tre governi illeciti (Letta-Renzi-Gentiloni) con, «asper in culo» (e non «dulcis in fundo») questa sorta di arcangelo cornuto del governo giallo-verde Brasile: una sorta di ornitorinco(glionito) che ha fatto le uova, ha aspettato la schiusa e poi ha tentato invano di allattare i piccoli mostri scaraventati in un innaturale miscuglio di ministri «l’un contro l’altro armato» (guarda la Trenta che, pur avendo fatto trenta con il Decreto Sicurezza Bis, non vuol fare trentuno e non dà gli ordini dovuti ai suoi militari).

Gli altri, quelli tutti stretti, lì a scaldarsi insieme, preoccupati, spaventati, siamo noi. O almeno quella parte di noi che sono i cittadini pensanti e, perciò, più disgraziati.

Quei Fantozzi malridotti e derisi soprattutto per avere avuto un bis-presidente autocrate e discutibile come San Giorgio Napolitano, e un post-presidente, Mattarella, flessibile come una fronda di salice e che sembra avere solo il compito di essere una illustre propaggine del suo sovietico, immortale predecessore.

Non sono affatto convinto che i padri costituenti volessero, allora, un puttanaio di questo tipo e di questa portata.

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
palaMala tempora currunt…


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