DANNY BRONZINI, UNA CHITARRA ALLA CORTE DI JOVANOTTI

Danny Bronzini
Danny Bronzini

CORTONA. La Fortuna, anche se bendata, qualche volta decide di guardare bene a chi dispensare i suoi favori. Danny Bronzini è uno degli esempi più recenti, anzi, freschissimi, che calza a pennello. Il giovanotto, non ancora ventenne, da qualche giorno, grazie alle buone parole spese per lui da uno dei suoi maestri, Riccardo Onori – da tredici anni alla corte di Jovanotti – , è una delle chitarre alla nuova corte di Lorenzo Cherubini, che ha deciso di rinnovare, senza perdere in pregio e qualità, il proprio parco strumentale.

Perché Danny? Perché è giusto che sia così, hanno risposto all’unisono tutti i musicisti della zona, dalle varie sei corde agli altri strumentisti del parco musicale toscano, che sono quelli che in parole povere hanno visto crescere, fisicamente e professionalmente, il giovanissimo chitarrista pisano. Istigato a delinquere dalla grande passione tramandatagli dal padre Mauro, musicista meno professionale del figlio, ma che ha avuto il merito di instradare il proprio pargolo tra le lusinghe musicali. Fino a quando ha potuto, fino al gennaio dell’anno scorso, quando è morto improvvisamente, lasciando di stucco amici e conoscenti.

E Danny. Che ha pianto forte quel giorno che la vita lo ha voluto mettere alla prova; si è piegato un attimo per capire cosa stesse succedendo, ma lo ha fatto con la forza di un bambino già diventato grande, senza lasciarsi andare in sciocchezze, senza farsi prendere l’animo e la vita dalle distrazioni. Anzi, ha capito che senza il padre che lo ha battezzato al soul e accompagnato ovunque per suonare e protetto dalle insidie, cioè, da solo, sarebbe stata più dura, pericolosa e insidiosa e per questo si è rimboccato le maniche. E ha continuato ad asfaltarsi la strada.

Non ha nascosto le lacrime nemmeno sul palco di Santomato, quando a pochi giorni dalla tragedia familiare, lo staff del circolo lo ha chiamato a suonare, per deliziare il pubblico con le sue intonazioni, con le sue tradizioni, con le sue riletture, quelle dei grandi del blues, la sua prima, inscindibile passione musicale.

Perché Danny è nato sotto il segno del blues. Non a caso, dopo aver capito di poter dire la propria con una chitarra in mano, a soli tredici anni la sorte decise di affidarlo alle cure strumentali del suo primo grande maestro, Nick Becattini. E proprio con Nick, qualche anno fa, a Ponsacco, parlando di Danny mentre il ragazzo si stava esibendo sul palco di Bluesacco, avemmo la sensazione che il maestro, nei confronti di uno dei suoi allievi, avesse visto benissimo. “Danny ha un’energia e una capacità di adattamento strumentali straordinarie – ci confidò Nick tra il pubblico della rassegna musicale estiva pisana –: è veramente un gran bel chitarrista. Farà strada”.

Anche Carlo Romagnoli, bassista di vecchia data e Davide Malito Lenti, batterista con altrettanta saggezza ed esperienza alle spalle, con cui Danny sta ultimando la registrazione di un Cd, ci confermarono le profezie di Nick. “Suona forte, canta bene e ha un groove che alla sua età è difficile trovare”, sentenziarono, l’anno scorso, i due famosi musicisti pistoiesi, strumentisti preziosi, in più di una circostanza, anche di Nick Becattini.

Il prossimo 2 maggio, Danny sarà all’Altrove, a Pistoia, in piazza d’Armi, con Marcianò alle tastiere e Cecconi alla batteria. L’8 invece, salvo inderogabili contrattempi artistici, tornerà a Santomato, con Romagnoli e Malito Lenti per presentare, in anteprima, il nuovo lavoro che dovrebbe essere di lì a poco per vedere la luce.

Suonerà con la stessa meravigliosa leggerezza di sempre, è facile immaginare, anche se prima e dopo, saranno in molti a chiedergli che effetto abbia fatto vivere – come sta facendo da circa una settimana – per un mese abbondante a Cortona, nella casa-studio di Cherubini, per preparare al meglio, con Riccardo Onori e gli altri della band, la prossima tournée estiva di Jovanotti.

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