DAVVERO TANTE E TROPPE LE CRITICITÀ DI QUESTA AMMINISTRAZIONE

Col cinema poteva essere anche strage...
Col cinema poteva essere anche strage…

PISTOIA. Emblematica è la chiusura del Parco di Piazza D’Armi. Siccome non siamo stati in grado di gestire le cose, prima si è deciso di non tagliare gli alberi, improvvisandosi tecnici (come dimenticare alcune foto apparse sui giornali) e ora si chiude perché gli alberi crollano.

Altrettanto emblematico è il fatto che diverse scuole lamentano interventi importanti chiesti da tempo e ancora in attesa di risoluzione (Frosini: ad esempio crollo intonaco che impedisce una entrata, e un giardino circondato dai conosciutissimi nastri bianchi e rossi che circondano i giochi didattici).

L’amministrazione vuole dare la colpa ai tagli. Non solo, ma dalla lettura di alcuni articoli di giornale, emerge che si vorrebbe far credere che anche il disavanzo di 1,7 milioni di euro del 2013 è dovuto ai tagli.

Anche perché con ogni probabilità si vuole trovare la scusa pronta per il disavanzo che quasi sicuramente ci sarà anche nel 2014, un disavanzo che potrebbe attestarsi su una cifra eguale a quella del 2013.

Ma il problema non sono i tagli, ma di scelta politica. Alcuni esempi: nel 2013 e nel 2014 si sono previsti 500.000 euro per le mense scolastiche (è fresca dell’anno passato la retromarcia costosa dell’amministrazione sul caro mensa che ha portato anche a un debito fuori bilancio); si spendono 700.000 € l’anno per il teatro, mentre ricordo che i giardini si chiudono. Un comune di 90.000 abitanti continua ad avere 800 dipendenti comunali.

Paesaggio Scuole Frosini. 3
Paesaggio Scuole Frosini. 3

Si vuole spendere 500.000 € per fare il campo nomadi comprando un appezzamento, quando si potrebbero utilizzare aree già di proprietà del comune. Senza considerare che la Tasi, imposta sui servizi indivisibili, viene pagata solo da alcuni e non da chi possiede immobili A4 e A5 che tuttavia sono immobili di proprietà di persone abbienti.

Insomma, la città è governata senza un disegno strategico, e ciò comporta un suo sempre più lento e visibile declino.

Si pensa a grandi progetti (tra l’altro nella solita visione pubblicistica che vorrebbe mettere all’ex ospedale del Ceppo gli uffici comunali) ma poi le piccole cose che necessitano della buona gestione quotidiana vengono del tutto trascurate in una incapace gestione ormai conclamata.

Massimo Alby

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