de franceschi. LE RESPONSABILITÀ DELLA EVENTUALE CHIUSURA DEL CONVITTO HANNO NOMI E COGNOMI

I due sindacati di base intervengono sulla eventuale chiusura del convitto dell'istituto agrario
La sede dell’istituto agrario De Franceschi

PISTOIA. I sindacati di base Cobas Scuola Pistoia e Sgb Firenze intervengono con un comunicato sulla chiusura del convitto dell’istituto agrario De Franceschi:

L’impressione è che non si veda l’ora di chiudere i battenti del Convitto annesso all’Ipsaaabi “De Franceschi-Pacinotti” di Pistoia.

Dopo lo “scandalo” dell’ispezione gridato a pagina intera su un quotidiano della provincia immaginiamo che più di uno tirerà, a breve, un sospiro di sollievo.

Tranne gli studenti e le loro famiglie, che hanno usufruito per decenni dell’ospitalità e dei servizi del convitto, ed i lavoratori, che vi hanno svolto le loro mansioni con professionalità e competenza; i primi vedranno leso il proprio diritto allo studio, i secondi quello al lavoro. 

Fin dal febbraio 2018 i sindacati di base Cobas e Sgb hanno evidenziato le criticità relative agli organici del personale del convitto chiedendo, inutilmente, alle autorità scolastiche di allora un tavolo di confronto per cercare soluzioni.

L’interno del Convitto

Posto che non esiste alcuna legge che imponga alle famiglie il versamento di una mensilità prima dell’inizio dell’anno scolastico, essi hanno evidenziato alle autorità scolastiche, anche provinciali e regionali, quanto le misure restrittive adottate dal Consiglio di Istituto del De Franceschi, in una generale situazione di crisi economica, disincentivassero le famiglie a formalizzare compiutamente l’iscrizione dei propri figli nei tempi capestro votati dall’intero Consiglio.

Ovvio che con tali modalità l’esistenza del convitto fosse messa seriamente a rischio.

Le responsabilità dell’eventuale chiusura del convitto hanno nomi e cognomi, sono tutte documentate: in primis le autorità citate che non hanno cercato soluzioni finalizzate a consentire l’operatività del convitto, anzi hanno rigettato le proposte formulate dagli stessi lavoratori; poi i sindacati confederali i quali, spettatori passivi e silenti del processo di annientamento del convitto, non hanno né partecipato alla mobilitazione dei sindacati di base né si sono impegnati autonomamente per tutelare studenti e lavoratori, pur essendo perfettamente a conoscenza della situazione.

Costoro risparmino agli studenti e ai lavoratori le prevedibili frasi di circostanza unite a quelle giustizialiste: siamo curiosi di vedere quanta sollecitudine ci sarà in futuro, da parte delle stesse autorità scolastiche e sindacali, nel reclamare la “verità” sulle presunte violazioni o sul danno erariale denunciato anonimamente dai media.

La sensazione è che a pagare saranno solo le fasce più deboli, studenti e lavoratori, e che tutto finirà nell’oblio, complice il silenzio tombale di chi, pur potendo, non ha fatto nulla, soddisfatto di una giustizia immediata che ha fatto pagare, in termini di lesione di diritti, chi non si è macchiato di alcuna colpa.

COBAS Scuola Pistoia

SGB Firenze

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