de-piddizzati. LA CAMPAGNA ELETTORALE SI RICARICA

Agliana affida ora le sue speranze di cambiamento in Luca Benesperi, competente ed esperto, politicamente maturo per l’investitura a primo cittadino

La torta del prossimo eventuale consiglio comunale PD di Agliana [Il Tirreno]
AGLIANA. La campagna elettorale per il Comune è pronta alla ripresa del secondo turno. La giunta macedonia si è – come era prevedibile – esaurita, ma è da dire che il seccondo turno del Pd è stato un atto sacro: un sacrificio utile per un ribaltamento del dominio sulla cittadina di Cesnokgrad (così si traduce in russo, Agliana): la scissione di Mangoni dal Pd vede origine nella stessa ragione di causa, e cioè la tracotanza esercitata dalle amministrazioni demokrats nella cittadina/governatorato, ostaggio della fazione rossa dal dopoguerra.

Una rapida osservazione nei comuni del circondario, partendo da Quarrata, passando da Montale, Serravalle e per finire a Montemurlo dimostra che il binomio della coalizione dei partiti di centro destra e la figura di un candidato Sindaco moderato, autorevole ed esperto è vincente.

Agliana, ripone adesso le sue possibilità di cambiamento nel candidato Luca Benesperi: competente ed esperto, politicamente maturo per l’investitura a primo cittadino.

Valentina Noligni, già assessora, fuggita senza lasciare le consegne e un buco di bilancio di oltre 500mila euro

La dimostrazione plastica della nostra affermazione è proprio nella figura a colori (tratta da Il Tirreno) dove si legge chiaro e forte che su nove consiglieri dem, ben sei sono stati eletti nel vecchio consiglio (Lorenzo Romiti, Luisa Tonioni, Stefano Pieri, Elena Signori, Valentina Noligni, Andrea Acciai, Gianmarco Risaliti, Matteo Schilirò, Nada Baldi) e di questi ben due, la Luisa Tonioni (quella di Pane & Rose) e la Valentina Noligni (quella della fuga e del buco di bilancio) erano già assessori.

Guido Del Fante è anche lui novizio per la anagrafe consiliare, ma è ben connotato per le sue forti aderenze al dominus magnanesiano, essendo lui la spalla della Eleanna Ciampolini, maestra di regia dell’ensemble con la Lucia Salaris.

Non mancherebbe in ipotesi di affermazione dei demokrats il sicuro rientro dell’assessore Fragai (il Rinocommissario che ci ha duramente impegnato nella narrazione delle vicende di malagestione, prima di tutte l’inapplicabile Regolamento Sa di Pm, costruito ad personam per l’agente Nesti).

Un trio di revenant: Noligni, Tonioni e Signori
Quando “Berta filava” e Mangoni era un buon soldato, con il Magnanensi puparo

Il quadro sinottico è chiaro: con ben sette consiglieri di area magnanensiana, la restaurazione è inevitabile, dunque, Agliana non potrà avere scuse: nessun rinnovamento dei quadri, ma solo conferme. Cioè le solite facce ai soliti posti, a partire dalla Segretaria Generale Donatella D’amico, la ragioniera Tiziana Bellini, la Ciampolini con apertura all’accoglienza di immigrati, gli sperperi delle risorse economiche, la mancanza di sicurezza e il disordine urbano, aumento della Tari, la ri-nomina (a chiamata e per simpatocrazia) dell’agente Andrea Alessandro Nesti al ruolo di Comandante, con la sicura conferma e triplicazione dell’impianto incenerimento di Montale, come ha ben dimostrato il Sindaco Mangoni con il suo atto di denuncia a chiusura di mandato.

Questo non può essere cambiamento, nè rinnovazione, ma vera restaurazione. Prossimamente cercheremo di darvi una panoramica degli apparentamenti di lista che nessuno dice di volere, ma che tutti cercano, come ci dice Guercini, stimolato dalla sua base a fare un salto del fosso: ci spieghi, infatti che vuol dire “ci prendiamo tempo di parlare al nostro interno” come riporta la dichiarazione su La Nazione del 29 maggio?

«Agliana in Comune» volterà gabbana?

Ad Alberto Guercini, abbiamo espresso il nostro apprezzamento per la sua eloquenza e (apparente) integrità morale custodita e dispensata in 5 anni di consiliatura con esemplare coerenza argomentativa.

Lui ha fatto anche il gesto di tendere la mano al Pd e ne ha ricevuto un rigetto, senza speranza di condurre una esperienza condivisa. Vorrà ora accomodarsi al tavolo cn il suo primo antagonista istituzionalizzato nel Pd di Magnanensi?

La “razza padrona” non condivide niente con nesssuno: si appropria e conserva a suo uso e consumo, foraggiando gli “impoltroniti” nelle partecipate pubbliche, come hanno dimostrato in questi ultimi esercizi di consiliatura le nostre inchieste.

Adesso vogliamo vedere se il popolo aglianese sarà consapevole che la scelta del 9 giugno è tra un bianco e un nero: nessuna sfumatura, nemmeno di grigio. Rinnovamento o restaurazione a loro la scelta.

Alessandro Romiti
[alessandroromiti@linealibera.info]


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