#decretosicurezzabis. “LA DISUMANITÀ NON PUÒ DIVENTARE LEGGE”

Fuori dalla chiesa

PISTOIA. Lunedì 5 agosto il decreto sicurezza bis arriva in aula al Senato per l’approvazione. Per contrastare questo decreto l’associazione Libera ha promosso nella giornata odierna anche in provincia di Pistoia una forma di protesta a sostegno dell’appello di don Luigi Ciotti, presidente nazionale Libera e Gruppo Abele a non votare il testo. 

Anche a Pistoia il testo “La disumanità non può diventare legge #decretosicurezzabis’ è stato scritto su cartelloni e le foto delle scritte sono state veicolate sui social.

Alla chiesa di Santomato don Paolo Tofani ha mostrato il cartello direttamente dall’altare al termine della celebrazione eucaristica e la foto è stata pubblicata sul gruppo facebook di Libera Pistoia.

Ecco di seguito il testo dell’appello di don Ciotti: 

È una normativa perfino peggiore della precedente, questo “decreto sicurezza bis” in procinto di passare al vaglio del Senato.

Don Paolo Tofani

Finalità e scopi restano però gli stessi: restringere sempre più l’area dei diritti e dunque della civiltà. Il metodo è ormai evidente: estendere il già enorme potere del Ministero degli Interni in materia d’immigrazione, estensione che non si può più definire solo interferenza, evidenziandosi ormai come vera e propria invasione di campo, appropriazione indebita di ruoli e competenze altrui.

Ennesimo segno di un’ambizione sfrenata e totalitaria, indifferente alla divisione dei poteri su cui si basa una vera democrazia.

Tutto ciò, inoltre, nel più totale disprezzo di trattati internazionali che hanno ratificato per il nostro Paese l’obbligo di prestare soccorso a naufraghi e persone in difficoltà. Figli, quei trattati, di capisaldi della civiltà occidentale, carte che hanno inaugurato la stagione della pace, della democrazia e dei diritti come la Convenzione di Ginevra sui rifugiati e l’articolo 10 della nostra Costituzione sul diritto di asilo da garantire allo straniero.

Oggi mobilitazione social

Carte in cui ho ritrovato l’anima e lo spirito del Vangelo, la sua etica esigente e intransigente: accogliere gli oppressi e i discriminati, denunciare le ingiustizie, costruire una società più umana già a partire da questo mondo.

Nessuno nega la difficoltà e la necessità di governare il fenomeno migratorio in tutti i suoi risvolti e implicazioni, ma il governo deve essere ispirato dall’intelligenza, dalla lungimiranza, dalla conoscenza della Storia e dal rispetto di quei principi che ci rendono degni della qualifica di “esseri umani”.

Ebbene, questo non è governo, è gestione cinica del potere tramite mezzi di cui la storia del ‘900 ci ha fatto conoscere gli esiti tragici: la propaganda ossessiva, la sistematica manipolazione della realtà, la rappresentazione della vittima e del debole come nemico, invasore, capro espiatorio.

Mi auguro che i senatori sentano la responsabilità non solo politica ma anche etica di questo voto.

Bocciare questo decreto significa riaprire nel nostro Paese un varco alla speranza, ricongiungere la nostra Italia alla parte migliore della sua Storia: quella costruita da tante persone oneste, ospitali e solidali, ribelli alle parole e agli atti dei demagoghi e dei prepotenti.

Andrea Balli
[andreaballi@linealibera.info]


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