DEMOCRATICA, SOLIDALE: L’EUROPA GIUSTA

C'è bisogno di un'Europa diversa
C’è bisogno di un’Europa diversa

FIRENZE. Rifare l’Europa, costruire insieme l’Europa giusta: un’Europa democratica, solidale, una comunità vera di cittadine e cittadini, un’alternativa a facili semplificazioni e populismi di ogni segno. Un’Europa che metta al centro le persone, la tutela e la promozione dei diritti, della cultura, un’Europa guidata non dalle regole del mercato, ma da quelle della democrazia. Di questo si parlerà a Firenze mercoledì 26 febbraio, a partire dalle 21, presso la SMS di Rifredi (Chalet, via Vittorio Emanuele 303) nell’incontro promosso da SEL Firenze in vista delle elezioni europee del prossimo mese di maggio.

All’incontro, moderato dalla coordinatrice del circolo SEL Q5 Luisa Simonutti, prenderanno parte il filosofo e saggista francese Yves Charles Zarka, docente alla Sorbona di Parigi e direttore della rivista Cités, Argiris Panagopoulos giornalista de “Il Manifesto”, dirigente di Syriza e promotore della Lista Tsipras in Italia e in altri paesi europei, e Cecilia D’Elia, già assessore alla cultura della Provincia di Roma, scrittrice e membro del coordinamento nazionale di Sinistra Ecologia e Libertà.

Argiris Panagopoulos di Syriza
Argiris Panagopoulos di Syriza

“Si tratta di un’iniziativa importante per confrontarsi circa le idee d’Europa e sull’Europa di domani – spiega Luisa Simonutti – ma sarà anche l’occasione per ascoltare dalla viva voce di due interlocutori di grande spessore come Zarka e Panagopoulos che cosa sta accadendo in questi mesi in Francia e in Grecia. L’Europa economica e la forza dei mercati hanno limitato in forma perversa la capacità politica degli Stati, riducendoli da artefici di una costruzione politica collettiva, di un’Europa democratica e solidale, in Stati debitori. L’aver rinchiuso Grecia, Italia, Spagna dentro questa gabbia li ha resi più impegnati nel salvataggio delle banche che nel promuovere la salute, l’istruzione e il benessere economico di tutti i loro cittadini”.

“Le conseguenze di questo – prosegue Simonutti – sono evidenti nella disarticolazione quotidiana della democrazia in Europa e, in Italia, nella disperazione di tantissimi lavoratori, piccoli imprenditori, nella incapacità della politica di dare un futuro ai giovani, ai quali viene tolto l’orizzonte della speranza, la convinzione della importanza del proprio ruolo sociale, costringendoli alla fuga all’estero. Porre le basi per una nuova Europa, democratica, solidale, è un compito dal quale non possiamo sottrarci”.

[sel toscana – ufficio stampa]

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