democrazia fallita. «FATE CACÀ FILIPPO»

Il nostro Paese non conosce una vera coscienza civile, non ha il senso e la consapevolezza dei propri diritti e dei propri doveri e galleggia in un mare assurdo di politicamente corretto, slogan dell’accoglienza, socializzazione coatta, ignoranza crassa e violenza repressa che si scatena sui social

Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, il Segretario Generale della Lega Nord Matteo Salvini, il Leader del Movimento Cinque Stelle Beppe Grillo, il Leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi, la presidente della Camera, Laura Boldrini e il presidente del Senato, Pietro Grasso, in occasione delle votazioni per il referendum Costituzionale [Roma, 4 Dicembre 2016. ANSA]
AGLIANA. Vi piacerebbe che fosse una frase oscena, compagni del Pd, eh? Così potreste appellarvi al «politicamente corretto» per dir male di chi – purtroppo contrariamente a voi – ha sempre avuto il coraggio, e ora più che mai, di dire cosa pensa. Ed è solo l’inizio.

Oggi pomeriggio, a quest’ora, le 19 e passa, ancor più che stamattina, apprezzo quel limpido uomo (in senso sciasciano) di Ferdinando Santini che, girati i tacchi, ha detto ciao alla cacca e se n’è andato per “Dimenticare Palermo”.

Magari io, più volentieri che al Portogallo, penso a un Tibet di prima dell’aggressione cinese; a una bellissima Mongolia sconfinata, dove si nasce nel nulla, si vive nel nulla e si muore nel nulla; in una tenda povera e fredda nella quale la continuità amministrativa di Stefano Pieri non ti rincorre e non ti ammazza; lo stato padrone oppressivo non arriva; l’acculturazione subdolamente violenta del pensiero unico omologato Iso 9900, può andare a farsi fottere perché la realtà è quella della condizione di cui parla Gesù quando gli chiedono a chi toccherà, dopo la resurrezione, la moglie del primo fratello se, morto lui e sposata dal secondo fratello e ancora l’altro fratello che segue dopo essere diventata plurivedova, e il messia risponde «Neque nubent neque nubentur», cioè non ci sono e non ci saranno matrimoni (né unioni civili, se Dio vuole).

Votano perfino le mortadelle e vengono liberamente fotografate

«Fate cacà Filippo» è un giochino di parole (la Valentina Noligni, che ha fatto il classico, dovrebbe saperlo bene) che significa semplicemente «dite insulti a Filippo». E questa frasina simpatica mi serve per insultare una “democrazia fallita” che, nonostante le strombazzate progressiste, non solo non si è mai sviluppata, ma ha avuto quello che, in bel altro settore, si definisce “il mal della lumaca”, quando il “pisello” si risucchia da sé e dispare in una (direbbero a Palermo) «arripuddùta minchia». Insomma, a Agliana, volgarmente un “centopelle”.

Mi serve, questa frasina ad hoc, per mandare dignitosamente a quel paese quei signori acculturati che vogliono a ogni costo l’Europa e l’€uro, ma che non conoscono il dizionario minimo della libertà personale e delle libertà civili, pur se blasonati di diplomi-placebo e Master(chef) che, ai nostri dì, toccano generosamente anche a troppi giovini, fin troppo scarsi di zenzero.

Cosa è successo, mi ha punto la tarantola? No. Semplicemente quel rompiballe di Alessandro Romiti è andato dal presidente della sezione in cui votava Luca Benesperi e ha chiesto – e lo ha fatto solo per cortesia – di poter fare qualche scatto al candidato Sindaco alle urne.

È pur vero che, alla fine, il presidente “ha concesso” quello che è un libero diritto di un giornalista pur se politicamente scorretto, non-obiettivo perché pubblica gli atti pubblici del Comune, e partigiano perché non tira la carretta al Pd, ma solo a chi lui ritiene degno.

È pur vero, dico, tutto questo. Ma si deve anche solo pensare di discutere su un fatto che – come vedete dalle foto – è noto e universale come la dichiarazione dei diritti dell’uomo?

Senza parole [da L’intraprendente]
Allora «Fate cacà Filippo», se «Filippo» non è una vera coscienza democratica,  ma una coscienza malata e pestata come quella prodotta dall’irresistibile avanzata dei democratici progressisti che non conoscono né storia né educazione civica perché le loro riforme scolastiche (generosamente aiutate e promosse  anche dai moderati di centro, berlusconiani e non) hanno creato un gorgo di «divina somarità», adatto solo a personaggi quali il genio della Ministra/Minestra/Minestrone Valeria Fedeli, laureata ad Harward!

Ahhhh, Annamo bene… proprio bene!, diceva la Sora Lella. E speriamo che chi domani uscirà vittorioso dall’urna non sia un «Filippo» (di Macedonia di zucche) e non faccia allevare ed educare i puercoli aglianesi nutrendoli solo a “Pane e Rose”!

Con «Filippi» così Se tutto va bene siamo rovinati perché Non ci resta che piangere!

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
Diritto di esercitare pienamente i propri diritti
[senza dover discutere per l’ignoranza altrui]


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