demokrats. LA SAGA DEI RIBOLLITI

La questione "Pd aglianese" è divenuta un laboratorio di rilevanza nazionale con i dem accecati dal sentimento di vendetta che sfogano attuando purghe staliniane. Manetti, uomo solo al comando non si rende conto di essere ridicolo e anacronistico?

 

La partecipazione degli iscritti è scarsa, così come dimotra la crisi d’identità del partito.

AGLIANA. Le riunioni del Pd aglianese, sono un trionfo di contraddizioni e predicazioni illogiche, regolate dal segretario Manetti che, con il suo comportamento antidemocratico sposta il partito a destra: che significa essere espulsi se sei un assessore Mangoni, come lo sono la neoincaricata Ambra Torresi e il compagno senior Alfredo Buscioni?

Qual è il potere effettivo del segretario Matteo Manetti?

È forse questo un modo di sfiduciare indirettamente Mangoni, assicurandone una eutanasia pilotata della sua Giunta?

Il prossimo consiglio, vedrà una maggioranza a braccetto con le opposizioni, così emerge dalle note di queste giornate convulse con dichiarazioni sconclusionate che erodono consensi ogni giorno di più.

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Matteo Manetti, si comporta come un dilettante della politica e probabilmente, se avesse almeno fatto il servizio militare (brutta cosa l’eliminazione della leva!) saprebbe sicuramente condurre meglio la dialettica del più spinoso agone politico aglianese.

D’altronde non era neanche nato quando Buscioni era segretario della Fgci e dunque, che volete sperare da un Pd che se la canta e se la suona nel pieno di un delirio autoreferenziale, che è proprio lo specchio della cupola di tutela dei soliti “nojantri”?

Un Segretario che nega in assemblea, la mozione di un Sindaco eletto dalla cittadinanza facendo addirittura decidere il rigetto con una votazione “drogata” dal suo diktat coercitivo: roba da prima repubblica pitturata da stalinismo, nel dissesto conseguente con il disequilibrio di una prepotenza politica, da sempre esercitata sotto traccia: altro che democrazia!.

In tutta questa situazione è da riconoscere l’equilibrio assicurato dal Presidente Nerozzi, che non si è fatto mettere i piedi in testa né da Fragai & C. né da Manetti.

Elena Signori, prima a sinistra, è della sinistra?

Un partito “ribollito” che vede sulla segreteria attuale l’ombra del potente Magna-nensi (mai dismesso dallo scranno del supervisore) che farà: lo espellerà o vuole ancora proteggerlo? Che gioco fa il Pd aglianese, quello che dovrebbe essere più democratico e legalitario di altri?

Quello che doveva approvare un Regolamento Sa Pm con il consenso di tutti (i dipendenti!); lo scrisse Fragai alla Turelli il 19 ottobre (vedi terza parte: “…accolto dalla maggioranza del personale interno alla Pm.”), mentre ha fatto esattamente il contrario di quello che ha scritto con tre sindacati contro e due terzi dei dipendenti, avversati e solidali fra di loro.

Questo è l’esempio diretto tra le predicazioni verbali, scritte e poi attuate. Come possono essere credibili costoro?

I poltronifici sono già noti, Magna-nensi in villeggiatura fino al turno di ballottaggio (vedi il “daspo” del candidato Vannuccini), Ryno alla direzione dell’inceneritore, mentre la consigliera Signori che sembra verrà “riciclata” a Lamporecchio: speriamo che almeno conosca la strada per arrivarci. Prenderà qualche altra scorciatoia, dopo che si è dimostrata “comunista con il portafoglio a destra”?

Manetti è sicuro della provenienza da sinistra dei suoi associati? La consigliera di maggioranza Elena Signori è instradata nel Pd per qualche impegno remunerato o è una iscritta genuina e a “prova di limone”?

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